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Nattvasen

di Giulio Anichini ~ 01/02/2010
Born to play Viking

Quindici anni di attività nel panorama black metal svedese si sentono tutti fra le note dell’ultimo lavoro dei Manegarm, un concentrato di puro, rude, avvincente viking metal dalla prima all’ultima traccia. Li avevamo lasciati con il precedente Vargstenen, apprezzato molto da critica e pubblico per essere il primo lavoro nel quale si intravedeva finalmente una via personale; oggi, a maggior ragione, il percorso musicale già intrapreso appare consolidato, soprattutto alla luce di pezzi quali la violenta Mina Faders, le danzerecce Nattsjal, Dromsjal e I Den Svartaste, nonché la più inusuale e melodica Bergagasten.

Fra Amon Amarth e Finntroll, i nostri bilanciano le due anime della loro discografia esattamente come fecero col precedente lavoro, definendo maggiormente un’identità che a lungo (forse anche troppo) si è cercata a tentoni: adesso si può parlare di stile, di personalità e anche, forzando un po’ la mano, di originalità. A ben guardare la componente black è qui ulteriormente annacquata, non tanto per la presenza di intermezzi acustici (Hraesvelg), quanto, oggettivamente, per il piglio generale di un disco dalle forti tinte melodiche.

Di pochissimo inferiore a Vargstenen, Nattvasen si rivela a lungo andare forse leggermente più scolastico, squisitamente rivolto agli appassionati ma, per questi ultimi, di sicuro interesse.

Di recente, nello stesso genere:

Pestilential Shadows
In Memoriam, Ill Omen
Way To End
Desecrated Internal Journey
Saltatio Mortis
Wer Wind Sæt
Dark Funeral
Angelus Exuro pro Eternus

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si dice sul forum...

Secondo me è un tantino più scolastico... "Vargstenen" è lontano anni luce, qua si sono proprio dati al viking for the masses.
di Karhu il 01/02/2010 14.13.00

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