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 Fab Box - Music from the Fab Box
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Music from the Fab Box

di Riccardo Osti ~ 28/01/2010
The Italian (good) Job

Che l’italiana Frontiers sia diventata una delle etichette protagoniste dell’AOR è cosa nota da tempo anche se continua a stupire per i nomi storici che riesce a metter sotto contratto. Più recente, invece, è la scoperta che musicisti italiani, a parte gli Elektradrive, potessero fare del melodic rock di stampo americano di buona fattura e, soprattutto, convincente per potenzialità e risultati. L’hanno mostrato i Los Angeles in particolare con il secondo album e lo ribadiscono i Fab Box, duo di Pesaro dietro cui si celano musicisti navigati come Massimo Bozzi e Fabrizio Ugolini, forti di collaborazioni con Mina, Lucio Dalla, ma anche con i Vertigo di  Joseph Williams.

La proposta musicale ricalca in parte quella dei Blanc Faces, anche se a farla da padrone è l’atmosfera cantautoriale ricercata e che evidenza, in tal senso, una matrice tutta italiana, come dimostra la ricercatezza melodica di brani quali Inside, A Matter of Time o You Are the One. Ciò non vuol dire che il dinamismo non faccia capolino tra le canzoni, anzi; l’opener Tell Her I’m Alright è AOR di gran classe, caratterizzato da un chorus stellare, Nobody Tonight è vivace al punto giusto senza diventare eccessivamente movimentata, mentre Togheter e Call My Name  si fanno apprezzare per un andamento simile a certe cose degli Harlan Cage.

Ma la palma di miglior brano se l’aggiudica sen’altro I Still Believe, power ballad a cavallo tra Toto e i già citati Vertigo, suonata con una personalità disarmante attraverso schemi melodici appassionati e  appassionanti, doppiata dalla successiva Reason of the Heart che possiede un tiro micidiale grazie soprattutto ad un ritornello pienamente azzeccato e a inserti di Moog suggestivi. L’assenza di brani particolarmente muscolosi è l’unico appunto che può essere fatto a questo lavoro, unitamente ad una produzione un po’ sottotono per quanto riguarda la brillantezza dei suoni, ma sono elementi di importanza relativa di fronte ad un songwriting invidiabile e a una manciata di canzoni che spingono ad alti livelli l’italian-AOR.

E intanto l’America è sempre più vicina.

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