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The Enemy Inside

di Giulio Anichini ~ 27/01/2010
Manca ancora qualcosa

Band californiana alla terza uscita, i Prymary sono portabandiera di un progressive metal relativamente canonico, se visto nell’ottica dell’ ultimo decennio. Sonorità oscure, continui cambi di tempo, tematiche intimiste e artwork in linea con queste caratteristiche, The Enemy Inside traccia un ideale percorso parallelo con i connazionali Fates Warning, velocizzando le partiture, appesantite in più punti (vedasi la prima parte della title track) ai limiti del thrash metal, e aggiungendo quel pizzico di tastiere e melodia in più (Trial and Tragedy).

Qualcuno chiama in causa anche i Pain Of Salvation, accostamento per nulla forzoso, dai quali si discostano per una produzione relativamente più pulita. La differenza importante, che gioca a discapito dei Prymary, è un attaccamento un po’ troppo evidente agli stereotipi del genere, con il risultato di produrre un lavoro che, pur affascinante, non riesce realmente a decollare. Nota di demerito ulteriore è costituita dal cantato, non brutto ma: 1) a tratti scontato; 2) mixato in maniera inascoltabile.

Di recente, nello stesso genere:

Dead Heroes Club
A Time of Shadow
Airbag
Identity
Saltatio Mortis
Wer Wind Sæt
HolyHell
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