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MotorpsychoNorvegia, attendiamo impazienti l’invasione
Motorpsycho ( credits )
chi
Motorpsycho
dove
Trezzo sull`Adda (MI), Live Music Club
quando
2009-11-12

Norvegia, attendiamo impazienti l’invasione

Vent`anni e non sentirli

di Stefano Fanti ~ 20/11/2009

I Motorpsycho hanno fatto talmente tanti dischi che pensare di vedere dal vivo uno dei propri brani del Core è fondalmentalmente utopico. E qui sta il fulcro del discorso legato al gruppo norvegese, infatti la qualità media della loro vasta produzione è così alta da non fare prigionieri, navigando a vele spiegate nel mare della qualità, che sia rock psichedelico (prevalentemente), brillantissimo pop o ruspante stoner. Ogni scalino affrontato in tutti questi anni ha costruito una scala imperiosa che porta alla vetta del rock, dove dei capelloni scorazzano indisturbati; Tutto molto nordico.

A Trezzo sull'Adda i tre suonano due ore piene, praticamente senza mai fermarsi (un paio le brevissime pause tra i bis) e toccano brani storici - Like Always e Back to Source da Angels and Demons at Play, Sungravy e The Golden Core, a cui è affidata la chiusura, dal capolavoro Timothy's Monster, quest'ultima suonata in un crescendo da pelle d'oca tra l'eccitazione generale - e pezzi nuovi - Cornucopia, Mr. Victim e Whole Lotta Diana, tratti dall'ultimo Child of the Future registrato a Chicago da Steve Albini - e sempre, per ognuno degli innumerevoli secondi, riescono ad emozionare, facilitando il processo nel quale ci si dimentica dei brani che tanto si vorrebbero sentire e anzi guidando l'ascoltatore nella goduria sonora prodotta da quelle chitarre, feroci ed allo stesso tempo ammalianti come poche.

Intensità e mestiere, tecnica e melodie, massimalismo rock e finezze prog, questo sono i Motorpsycho nel 2009, un gruppo che in Europa non ha praticamente rivali, e nel mondo è comodo comodo ai piani alti. La prova dei nostri è eccellente e il numeroso pubblico apprezza, gratificato da una buona acustica (stona solo la chitarra un po' bassa in certi frangenti) e da una vena psichedelica marcata che mai ha il difetto di annoiare. E del resto non tutti si possono permettere vent'anni di carriera e un esercito di seguaci che non perde un appuntamento nonostante la frequenza delle discese italiche dei norvegesi. Fenomeno alimentato senz'altro dal fatto che i devoti della band siano di stampo così trasversale: dall' integralista heavy psych (non è un caso che i tre di Trondheim si siano esibititi al Roadburn Festival l'anno scorso) all'ascoltatore "medio" di rock, che magari non ama Vasco Rossi (sarebbe un po' troppo), ma ascolta senza avere i conati di vomito i Muse.

Quale insegnamento - ulteriore - trarre allora da questa serata? Senza dubbio che i giovani fanno schifo dato che i migliori concerti dell'anno (di gran lunga? Sì) sono stati quelli di Dinosaur Jr, Mudhoney e Motorpsycho. Calvizie e capelli bianchi let's go.

si dice sul forum...

Aggiungerei a questa dichiarazione i Porcupine Tree (Richard Barbieri non è certo un ragazzino...) ed i Jesus Lizard!
di reverendgunnar il 04/12/2009 20.06.44

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