Si chiama Penguins Love To Rock, ed è un progetto tutto nuovo che nasce dalle ceneri di Kronic. Visita, commenta, partecipa!
username: password: Registrazione
Condividi

Baronessinserisci questo disco tra i tuoi preferiti

Blue Record

di Simona Conte ~ 23/11/2009
Tutto scorre?

Se la struttura del precedente Red Album appariva contaminata fin nel profondo da appassionati elementi southern, prog e sludge tipici del mood della Georgia, con il nuovo disco i Baroness tentano di arginare il flusso inarrestabile della propria creatività, fissando l’attenzione su temi stilistici più puntuali e smorzati. Blue Record si allontana di fatto dalle coordinate più heavy del suo predecessore, per approdare sulle rive dell’indie rock (non a caso il lavoro è prodotto da John Congleton, noto per il suo lavoro con moltissimi artisti da Smog/Bill Callahan agli Explosions In The Sky, passando per Marilyn Manson), del blues, della psichedelia e della jam session acustica.

Senza rinunciare alla ruvidezza delle vocals di John Baizley, i brani spostano il proprio baricentro su rarefatte atmosfere elettrificate, riff ascendenti e dinamici che si schiudono in episodi decisi e intricati come Jake Lag e A Horse Called Golgotha o in suadenti intermezzi melodici quali Steel That Sleeps the Eye e la serpeggiante O'Er Hell and Hide. Eppure, anche nella sua rinnovata ricercatezza, l’approccio stilistico che scaturisce risuona così obliquo da divenire sfuggente o talmente liquido e tenue da sfiorare l’incorporeo. Quando si arriva alla fine di Blue Record, appare infatti palese che  l’incompletezza di uniformità concettuale dei Baroness persiste, lasciando l’ascoltatore di certo affascinato da tanto eclettismo e intensità, ma anche disorientato (per non dire perplesso) da una stratificazione così impervia e disomogena di idee, visioni e tracciati sonori.

Di recente, nello stesso genere:

The Album Leaf
A Chorus of Storytellers
Pharaohs
We` Ve Tried Nothing and Were All out of Ideas
The Rural Alberta Advantage
Hometowns
Yo La Tengo
Popular Songs

Esprimi il tuo voto:

si dice sul forum...

"Red album" non mi era piaciuto per nulla, troppo dispersivo e derivativo... questo, dopo la noia iniziale, ha dei buoni spunti, ad esempio la doppia voce nella prima traccia o alcuni intrecci di chitarra che sono veramente appassionanti. Per il resto continuo a faticare ad inquadrarli, mi sembra che sparino nel mucchio cercando di colpire qualcosa.
di Karhu il 23/11/2009 10.14.30
L'impressione è che abbiano provato a incidere il loro "Crack The Skye", ma alla fine è venuto fuori solo un album discreto... niente di disdicevole, ma nemmeno di miracoloso.
di Manzotin il 23/11/2009 11.09.20
L'impressione è che abbiano provato a incidere il loro "Crack The Skye", ma alla fine è venuto fuori solo un album discreto... niente di disdicevole, ma nemmeno di miracoloso.
Non avresti potuto dirlo meglio!
di Karhu il 23/11/2009 13.14.15
L'impressione è che abbiano provato a incidere il loro "Crack The Skye", ma alla fine è venuto fuori solo un album discreto... niente di disdicevole, ma nemmeno di miracoloso.
Non avresti potuto dirlo meglio!
di Karhu il 23/11/2009 13.14.21
Sono d'accordo con voi. Gruppo sovrastimato. A volte prolissi e noiosi,
di fdrulovic il 24/11/2009 0.18.20

Aggiungi un commento:


recensioni

Baroness
Red Album
(2007)
Baroness
A Grey Sigh In A Flower Husk - Baroness/Unpersons split
(2007)

news

Baroness: in streaming tutto "Blue Record": (2009)
Baroness: ascolta due nuovi brani : (2009)
Creative Commons License