Sono trascorsi neanche due mesi del 2009 quando mi sono ritrovato a confrontarmi con 90 minuti abbondanti di musica che danno lustro e valore alla scena indipendente italiana; il tutto contenuto in un doppio cd intitolato “Our Secret Ceremony”, quinto lavoro discografico dei Julie’s Haircut, ideato e reso a regola d’arte.
L’intero album appare tecnicamente sotto il controllo della maestria artistica di ogni componente della band, senza tralasciare le speciali partecipazioni dell’ormai onnipresente Enrico Grabrielli (Mariposa, Afterhours,
Calibro 35), Emanuele Reverberi (Giardini di Mirò) e Giancarlo Frigieri (ex Joe Leaman), ognuno dei quali riesce a conferire un eccellente apporto al lavoro finale.
Degna di nota sono le incisive voci di Nicola Caleffi e Luca Giovanardi che riescono perfettamente ad incastonarsi e destreggiarsi fra le molteplici sonorità strumentali presenti all’interno del disco, quasi in naturale simbiosi con tutto ciò che le circonda, riuscendo a trasmettere, a seconda del brano, un determinato stato d’animo. Probabilmente vi starete domandando quali siano i vari stati d’animo? Sta a voi andare a scoprirli, ascoltando l’intero album. La voce, è comunicativa in “Sleepwalker”, ossessiva nel brano “Origins”, ritmica in “The Shadow, Our Home”, prima ipnotica per trasformarsi poi in un grido ribelle, che fa scatenare l’impeto sonoro nel pezzo “The Stain”, crea atmosfera in “Let The Oracle Speak”.
Se osservando una fotografia della famosa "Casa sulla cascata" progettata dall’Architetto F.L. Wright si riesce a intravedere la natura che penetra l’abitazione in ogni suo angolo, in totale armonia tra l’uomo e la natura, in
“Our Secret Ceremony” si riscontra invece l’armonia fra l’uomo e i vari suoni emessi dagli strumenti musicali adeguatamente gestiti.In definitiva si dà vita a un disco eterogeneo che spazia dalla psichedelia all’elettronica per poi passare al pop, al rock e alla sperimentazione. Dove si riesce a comprendere quale sia l’effettiva forza del disco, è nel collettivo, in grado di evolversi man mano che passano gli anni, e sempre pronto alla sperimentazione.