
Chi guida un’auto a Gpl o a metano pensava di avere trovato il porto sicuro dai rincari della benzina e del diesel. Oggi, 5 novembre 2026, quella certezza vacilla: il prezzo Gpl e metano oggi ha ripreso a salire, e i numeri alle colonnine parlano chiaro. Fare il pieno costa più di ieri, e capire perché è il primo passo per decidere cosa fare.
I prezzi aggiornati: Gpl oltre 0,80 euro, metano oltre 2,12 euro al chilo
I dati rilevati tra il 4 e il 5 novembre 2026 mostrano una situazione in tensione su entrambi i carburanti alternativi. Per il Gpl, le rilevazioni oscillano tra 0,802 e 0,808 euro al litro, con un incremento di circa 0,006 euro rispetto alla giornata precedente. Non è un salto enorme in valore assoluto, ma la soglia psicologica degli 80 centesimi al litro è ormai stabilmente superata.
Per il metano la situazione è ancora più marcata: il prezzo si attesta tra 2,122 e 2,129 euro al chilogrammo, con un rialzo di circa 0,007 euro rispetto al giorno prima. Chi ha un’auto a metano sa che il confronto con benzina e diesel va fatto in modo diverso — il metano si vende a peso, non a volume — ma anche così il costo sta diventando meno vantaggioso rispetto a qualche mese fa.
Le piccole differenze tra le diverse fonti di rilevazione riflettono probabilmente orari di campionamento diversi e reti di distributori non sovrapponibili: non si tratta di dati contraddittori, ma di fotografie scattate in momenti leggermente diversi della stessa giornata.
Perché il Gpl e il metano salgono mentre benzina e diesel scendono
Il paradosso di questi giorni è evidente: benzina e diesel hanno registrato lievi cali, mentre i carburanti considerati “economici” vanno nella direzione opposta. Come si spiega?
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Il Gpl — una miscela di propano e butano — segue dinamiche di mercato internazionali in parte diverse dal petrolio grezzo. I prezzi di propano e butano sui mercati globali possono muoversi in modo indipendente rispetto al Brent, reagendo a fattori come la disponibilità delle raffinerie, le scorte nei terminali di stoccaggio e la domanda stagionale. L’arrivo dell’autunno porta con sé un aumento dell’utilizzo del Gpl non solo come carburante per auto, ma anche per riscaldamento domestico e uso industriale: questa domanda invernale aggiunte a una catena di approvvigionamento sotto pressione può spingere i prezzi verso l’alto.
Per il metano il discorso è ancora più articolato. Il metano per autotrazione è strettamente legato ai prezzi del gas naturale sui mercati europei, che negli ultimi anni hanno mostrato una volatilità molto superiore a quella del petrolio. Quando le quotazioni del gas salgono — per ragioni geopolitiche, per la domanda di riscaldamento, per i livelli di stoccaggio nei paesi europei — il prezzo alla pompa del metano segue quasi inevitabilmente.
Il risultato pratico è che chi guida un’auto a metano o a Gpl si trova oggi a fare i conti con un vantaggio economico rispetto ai carburanti tradizionali che si è ridotto, anche se non è scomparso.
Quanto conviene ancora fare il pieno con Gpl o metano?
Nonostante i rincari, il vantaggio dei carburanti alternativi rispetto a benzina e diesel rimane reale, ma va calcolato con attenzione. Ecco un confronto ragionato.
- Gpl a 0,80 euro al litro: un’auto a Gpl consuma mediamente tra 10 e 12 litri ogni 100 km (i motori alimentati a gas hanno consumi volumetrici più alti). Su 100 km si spendono quindi tra 8 e 9,6 euro. Con la benzina a circa 1,70–1,80 euro al litro e consumi di 7–8 litri ogni 100 km, la stessa distanza costa tra 11,9 e 14,4 euro. Il risparmio c’è ancora, ma si è assottigliato.
- Metano a 2,12 euro al chilo: un’auto a metano percorre mediamente tra 25 e 35 km per ogni chilogrammo di gas. Su 100 km il costo oscilla quindi tra 6 e 8,5 euro. Anche in questo caso il vantaggio rispetto a benzina e diesel rimane, ma dipende molto dal veicolo e dallo stile di guida.
Questi calcoli sono stime orientative: i consumi reali variano in base al modello del veicolo, al tipo di percorso (urbano o extraurbano) e allo stile di guida. Prima di trarre conclusioni definitive, vale la pena fare una simulazione personalizzata basata sui propri chilometri annui.
Come monitorare il prezzo Gpl e metano oggi e nei prossimi giorni
Per chi vuole tenere d’occhio l’evoluzione dei prezzi, esistono strumenti pratici. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica gestisce un osservatorio pubblico sui prezzi dei carburanti, aggiornato quotidianamente con i dati comunicati dai gestori degli impianti. È uno dei riferimenti più affidabili per confrontare i prezzi nelle diverse aree del paese e individuare i distributori più convenienti nella propria zona.
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Puoi consultare i dati aggiornati direttamente sul portale ufficiale dell’osservatorio prezzi carburanti, che include anche Gpl e metano oltre ai carburanti tradizionali.
Alcune app per smartphone aggregano questi dati e permettono di trovare il distributore più economico lungo un percorso prestabilito: uno strumento utile soprattutto per chi percorre molti chilometri ogni settimana e può permettersi di scegliere dove fermarsi.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Fare previsioni precise sui prezzi dei carburanti è sempre rischioso: le variabili in gioco sono troppe e si influenzano a vicenda in modo imprevedibile. Detto questo, alcuni fattori strutturali suggeriscono che la pressione sui prezzi di Gpl e metano potrebbe mantenersi elevata per tutto l’inverno.
La stagione fredda aumenta la domanda di gas su tutti i fronti — riscaldamento, industria, generazione elettrica — e questo si riflette inevitabilmente sui prezzi alla pompa del metano. Per il Gpl, la componente stagionale è meno diretta ma comunque presente. Se le quotazioni internazionali di propano e butano dovessero stabilizzarsi, il prezzo al distributore potrebbe smettere di salire; se invece la domanda globale dovesse aumentare ulteriormente, nuovi rialzi non sono da escludere.
Per gli automobilisti che stanno valutando una conversione a Gpl o metano, o che si chiedono se valga ancora la pena mantenere un veicolo bifuel, la risposta dipende dai propri chilometri annui: su percorrenze elevate il vantaggio economico regge ancora, anche con i prezzi attuali. Su percorrenze basse, invece, il risparmio sul carburante rischia di non compensare i costi di manutenzione specifici di questi impianti.
Quello che è certo è che il tempo in cui Gpl e metano erano considerati carburanti quasi “fuori mercato” per quanto economici è finito. Oggi richiedono la stessa attenzione che si riserva a benzina e diesel: monitorare i prezzi, scegliere i distributori con cura e fare i conti prima di decidere.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
