
Da quando è entrato in vigore il nuovo Codice della Strada, il contrasto all’uso del cellulare al volante ha prodotto numeri che lasciano poco spazio all’interpretazione: nei soli primi tre mesi di applicazione della riforma, 17.607 patenti sono state ritirate per violazioni di vario tipo, e di queste quasi la metà riguardava esclusivamente chi era stato sorpreso con il telefono in mano mentre guidava. Una stretta senza precedenti, che sta cambiando concretamente l’approccio delle forze dell’ordine sulle strade italiane.
La legge che ha cambiato le regole sul telefono alla guida
Il nuovo Codice della Strada è entrato in vigore il 14 dicembre 2024, sulla base della Legge 25 novembre 2024, n. 177. L’uso del cellulare mentre si è al volante è disciplinato dall’articolo 173 del Codice della Strada, che con la riforma ha visto inasprire in modo significativo le sanzioni previste.
Prima della riforma, molti automobilisti erano disposti a “rischiare” la multa considerandola un costo accettabile. Con le nuove norme, il calcolo è cambiato radicalmente. La multa per telefono alla guida oggi può arrivare fino a 1.000 euro, con una soglia minima fissata a 250 euro. Ma la sanzione economica è solo una parte del problema: è il ritiro della patente il vero deterrente che ha spinto migliaia di automobilisti a riconsiderare le proprie abitudini.
I dati dei primi tre mesi: 8.912 patenti ritirate per il cellulare
I numeri comunicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il ministro Matteo Salvini che ha presentato i dati sull’applicazione della riforma, parlano chiaro. Nei primi tre mesi di vigenza del nuovo Codice della Strada, sono state sospese 17.607 patenti in totale. Di queste, 8.912 — pari al 50,6% del totale — erano riconducibili specificamente all’uso del telefono alla guida.
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In termini pratici, significa che una patente ritirata su due in quel periodo era collegata a un automobilista sorpreso con lo smartphone in mano. Un dato che racconta quanto il comportamento fosse diffuso e quanto le forze dell’ordine abbiano concentrato i controlli proprio su questa infrazione.
Nello stesso arco temporale, gli incidenti stradali sono diminuiti del 5,5% e si sono registrati 61 morti in meno rispetto al periodo precedente. Un segnale che la stretta normativa sta producendo effetti reali sulla sicurezza stradale, non solo sulle casse delle amministrazioni locali.
Cosa rischia chi viene fermato con il telefono in mano
La multa per telefono alla guida prevista dall’articolo 173 del Codice della Strada si muove in una forbice tra 250 e 1.000 euro. Ma l’importo economico non esaurisce il quadro sanzionatorio. Al momento del fermo, le conseguenze possono includere:
- Sanzione pecuniaria da 250 a 1.000 euro, determinata anche in base alle circostanze e alla recidiva;
- Sospensione della patente, che nella prima fase di applicazione del nuovo Codice ha colpito quasi 9.000 automobilisti in tre mesi per questa sola infrazione;
- Decurtazione di punti dalla patente, che in caso di saldo esaurito porta alla revoca definitiva del documento.
La combinazione tra sanzione economica elevata e ritiro del documento rende questa infrazione una delle più costose in assoluto nel panorama del Codice della Strada riformato. Non è più una questione di sfortuna nell’essere fermati: è una questione di rischio concreto e sistematico.
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Perché la stretta sul cellulare al volante funziona (e perché non basta abbassare la guardia)
I dati sui primi mesi di applicazione mostrano che l’effetto deterrenza esiste. La riduzione degli incidenti del 5,5% e i 61 morti in meno sono numeri che le autorità hanno citato come conferma della direzione intrapresa. Tuttavia, il fatto che oltre la metà delle patenti ritirate riguardasse proprio il telefono alla guida dimostra quanto questo comportamento fosse — e probabilmente sia ancora — radicato nelle abitudini di guida degli italiani.
L’uso dello smartphone al volante non riguarda solo le telefonate: include la lettura di messaggi, la navigazione sui social, la consultazione di mappe tenute in mano anziché montate su supporto. Tutte condotte che rientrano nel perimetro dell’articolo 173 e che espongono al rischio di una multa per telefono alla guida e alla sospensione del documento.
Per chi vuole consultare il testo aggiornato delle norme, il riferimento ufficiale resta il Codice della Strada pubblicato su Normattiva, dove è possibile verificare la formulazione esatta dell’articolo 173 e le sanzioni in vigore.
I dati raccolti nei primi mesi di applicazione della riforma indicano che il nuovo Codice della Strada non è rimasto lettera morta. Con quasi 9.000 patenti ritirate per uso del cellulare in soli tre mesi, e una riduzione misurabile di morti e incidenti, la stretta sta producendo effetti tangibili. Per gli automobilisti, la domanda non è più se vale la pena rischiare: il costo — fino a 1.000 euro di multa più la patente sospesa — rende la risposta abbastanza evidente.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
