
I dati di Terna per settembre 2026 fotografano un’Italia energetica in piena trasformazione, ma anche in piena tensione: il fotovoltaico segna un balzo del 27% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, eppure la domanda elettrica Italia ha raggiunto il livello più alto per un settembre dal 2014, toccando 27,8 TWh. Crescita verde e crescita dei consumi corrono in parallelo, e il divario tra le due non si sta chiudendo così in fretta come molti speravano.
Un settembre da record: +6,5% di consumi in un anno
Il dato più significativo che emerge dal report di Terna è la variazione tendenziale: la domanda di elettricità in Italia è aumentata del 6,5% rispetto a settembre 2025. Non si tratta di un’oscillazione marginale, ma di uno scatto deciso che riporta l’asticella dei consumi mensili a livelli che il Paese non vedeva da oltre un decennio. Per trovare un settembre con valori analoghi bisogna risalire al 2014, quando l’economia italiana era in una fase completamente diversa e la transizione energetica era ancora agli albori.
A rendere il dato ancora più rilevante è il contesto: si tratta del tredicesimo mese consecutivo di crescita della domanda elettrica in Italia. Non è un picco isolato, dunque, ma la conferma di una tendenza strutturale. La richiesta di elettricità cresce mese dopo mese, spinta da una combinazione di fattori che includono la progressiva elettrificazione dei consumi — dai veicoli agli impianti di riscaldamento e raffrescamento — e una ripresa delle attività produttive che assorbe volumi crescenti di energia.
Il fotovoltaico corre, ma le rinnovabili coprono meno di due quinti del fabbisogno
Sul fronte della produzione rinnovabile le notizie sono incoraggianti. Il fotovoltaico italiano ha registrato una crescita del 27% in settembre 2026, un risultato che riflette l’accelerazione degli impianti installati negli ultimi anni, sia residenziali sia industriali. Le fonti rinnovabili nel loro complesso hanno generato 10,9 TWh, coprendo il 39,4% della domanda totale.
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È un risultato significativo, ma basta a fare i conti? No, almeno non ancora. Quasi sei decimi del fabbisogno elettrico italiano restano coperti da fonti diverse dalle rinnovabili. Significa che il sistema continua a dipendere in misura rilevante dal gas naturale, dalle importazioni e da altre fonti convenzionali. Pasqualino Monti, alla guida di Terna, si trova a gestire una rete che deve bilanciare in tempo reale una domanda in costante crescita con una produzione rinnovabile che, per sua natura, è intermittente e distribuita sul territorio in modo disomogeneo.
Il fotovoltaico, in particolare, produce nelle ore centrali della giornata e nelle stagioni più soleggiate, ma non garantisce continuità nelle ore serali o nelle giornate nuvolose. Senza adeguati sistemi di accumulo e senza una rete di trasmissione sufficientemente potenziata, anche i picchi di produzione rinnovabile rischiano di non tradursi in copertura effettiva del fabbisogno.
Perché la domanda elettrica italiana continua a salire
Capire le ragioni di questa crescita è essenziale per valutare le prospettive future. L’elettrificazione dei consumi è la chiave di lettura più immediata: sempre più italiani riscaldano casa con pompe di calore, scelgono auto elettriche o ibride plug-in, sostituiscono impianti a gas con soluzioni elettriche. Ogni transizione di questo tipo sposta una quota di consumo energetico dal gas o dai carburanti fossili verso la rete elettrica.
Parallelamente, la diffusione dei data center — infrastrutture che assorbono quantità enormi di elettricità per alimentare server, sistemi di raffreddamento e connettività — contribuisce in modo crescente alla domanda complessiva. L’intelligenza artificiale e i servizi cloud richiedono potenza di calcolo costante, e questa potenza si traduce in kilowattora che pesano sulla rete.
Anche le condizioni climatiche giocano un ruolo: settembre 2026 è stato caratterizzato da temperature superiori alla media stagionale in molte aree del Paese, con un utilizzo prolungato dei sistemi di condizionamento che normalmente si riduce già a partire dalla seconda metà del mese. Questo fattore, però, non è sufficiente da solo a spiegare tredici mesi consecutivi di crescita: la tendenza è strutturale, non congiunturale.
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Il gap tra rinnovabili e fabbisogno: cosa serve per colmarlo
I numeri di settembre rendono evidente una sfida che l’Italia dovrà affrontare con urgenza nei prossimi anni. Installare nuova capacità fotovoltaica ed eolica è necessario, ma non sufficiente se non si interviene contemporaneamente su tre fronti: accumulo energetico, potenziamento della rete e flessibilità della domanda.
I sistemi di accumulo — batterie stazionarie a livello domestico, industriale e di rete — permettono di conservare l’energia prodotta nelle ore di picco rinnovabile e di erogarla quando la produzione cala. Senza questa componente, il fotovoltaico che cresce del 27% rischia di produrre energia che non può essere assorbita nei momenti di surplus e di non essere disponibile quando serve davvero.
La rete di trasmissione, gestita proprio da Terna, deve essere adeguata per trasportare l’energia dalle zone di produzione — spesso nel Sud e nelle isole, dove sole e vento sono abbondanti — verso i centri di consumo del Nord industrializzato. Questo richiede investimenti infrastrutturali importanti e tempi non brevi.
Infine, la flessibilità della domanda: incentivare famiglie e imprese a spostare i propri consumi nelle fasce orarie in cui l’energia rinnovabile è abbondante e il prezzo è più basso è uno strumento concreto per ridurre la pressione sulla rete nelle ore critiche. Le tariffe orarie e i sistemi di gestione intelligente dei consumi domestici vanno in questa direzione, ma la loro diffusione è ancora limitata.
I dati di Terna su settembre 2026 non raccontano una storia di fallimento, ma nemmeno di missione compiuta. Raccontano un Paese che sta accelerando sulla produzione rinnovabile — e il +27% del fotovoltaico è un segnale concreto — ma che al tempo stesso vede crescere il proprio fabbisogno a un ritmo che nessuna singola tecnologia, da sola, riuscirà a soddisfare. La sfida energetica italiana si gioca su più tavoli contemporaneamente, e i prossimi mesi diranno se la crescita della domanda continuerà a correre più veloce delle soluzioni disponibili. Per approfondire i dati ufficiali è possibile consultare il sito di Terna, che pubblica mensilmente i report sul sistema elettrico nazionale.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
