
Nel luglio 2026, LONGi — azienda cinese tra i maggiori produttori mondiali di moduli fotovoltaici — ha stabilito un nuovo primato assoluto per le celle solari tandem perovskite silicio, raggiungendo un’efficienza certificata del 35,5% in condizioni di laboratorio. Un risultato che non è solo un numero su una scheda tecnica: segna concretamente il superamento dei limiti fisici del silicio puro e apre una fase nuova per il fotovoltaico globale.
Cosa sono le celle tandem e perché cambiano le regole del gioco
Le celle solari tradizionali si basano su un singolo strato di silicio cristallino, un materiale che, per quanto ottimizzato negli ultimi decenni, incontra un tetto fisico nella conversione della luce solare in energia elettrica. Il motivo è strutturale: ogni materiale semiconduttore assorbe solo una porzione specifica dello spettro luminoso. La luce solare, però, è composta da lunghezze d’onda molto diverse tra loro — dall’ultravioletto all’infrarosso — e un singolo semiconduttore non può catturarle tutte in modo efficiente.
Le celle tandem perovskite-silicio risolvono questo problema in modo elegante: sovrappongono due strati di materiale semiconduttore con proprietà complementari. La perovskite — un materiale di sintesi con struttura cristallina particolare — assorbe preferenzialmente le lunghezze d’onda più energetiche (luce blu e verde), mentre il silicio cristallino cattura quelle più basse, verso il rosso e l’infrarosso. Il risultato è una copertura spettrale molto più ampia e, di conseguenza, un’efficienza di conversione superiore a quella ottenibile con qualsiasi singolo materiale.
Questa architettura a doppio strato permette di superare i limiti teorici del fotovoltaico tradizionale in silicio puro, un confine che per anni ha rappresentato il tetto massimo dell’industria solare convenzionale.
Il record da 35,5%: come è stato certificato
Il valore del 35,5% di efficienza non è un dato auto-dichiarato da LONGi: è stato validato dall’ESTI, l’istituto europeo di riferimento per la certificazione delle tecnologie fotovoltaiche. La certificazione da parte di un ente terzo indipendente è fondamentale in questo settore, perché i risultati di laboratorio devono essere riproducibili e misurati secondo protocolli standardizzati per essere riconosciuti dalla comunità scientifica e industriale internazionale.
Il primato è stato ufficializzato nel luglio 2026 e rappresenta il punto più alto mai raggiunto per questa categoria di celle solari. Per avere un termine di paragone concreto: i moduli fotovoltaici in silicio cristallino attualmente disponibili sul mercato commerciale operano tipicamente tra il 20% e il 23% di efficienza. Arrivare al 35,5% in laboratorio significa che il divario tra tecnologia di frontiera e prodotto commerciale è ancora ampio, ma anche che il potenziale di miglioramento è reale e misurabile.
LONGi ha pubblicato i dettagli del risultato sul proprio sito ufficiale europeo, con documentazione tecnica a supporto della certificazione ESTI.
Le sfide che ancora separano il laboratorio dal mercato
Un’efficienza record in laboratorio è un traguardo scientifico di primo piano, ma non si traduce automaticamente in pannelli solari disponibili sul tetto di casa nel giro di pochi mesi. Le celle tandem perovskite-silicio devono ancora superare due ostacoli principali prima di poter competere su larga scala con i moduli tradizionali: la durabilità e i costi di produzione.
Sul fronte della durata, la perovskite ha mostrato storicamente una maggiore sensibilità all’umidità, al calore prolungato e alla degradazione fotonica rispetto al silicio cristallino, che nei moduli commerciali garantisce tipicamente garanzie di resa superiori ai 25 anni. Raggiungere standard di durabilità comparabili con la perovskite è uno dei principali campi di ricerca attivi a livello mondiale.
Sul fronte economico, la produzione di celle tandem richiede processi di deposizione più complessi rispetto alle celle monostrato, con costi unitari ancora significativamente più alti. La scalabilità industriale — cioè la capacità di produrre queste celle in grandi volumi mantenendo costante la qualità — è un problema tecnico non ancora risolto a livello commerciale.
Questo non significa che il risultato di LONGi sia lontano dall’applicazione pratica: significa che il percorso dalla cella da record al modulo installabile richiede ancora ingegneria di processo, test di invecchiamento accelerato e investimenti industriali significativi.
Perché questo record conta per il futuro dell’energia solare
Il fotovoltaico è già oggi una delle fonti energetiche a più rapida crescita nel mondo, ma la sua competitività dipende in larga misura dalla quantità di energia producibile per metro quadro installato. Ogni punto percentuale di efficienza in più significa meno superficie necessaria per produrre la stessa quantità di elettricità — un vantaggio enorme in contesti urbani, su tetti con spazio limitato o in impianti dove il costo del terreno è rilevante.
Un modulo commerciale che un giorno riuscisse ad avvicinarsi alle efficienze oggi raggiungibili solo in laboratorio con le celle solari tandem perovskite silicio potrebbe ridisegnare il rapporto costo-beneficio dell’energia solare in modo sostanziale. Il 35,5% certificato da ESTI non è un traguardo finale: è un indicatore di dove può arrivare questa tecnologia, e il fatto che sia stato raggiunto nel 2026 da un’azienda con capacità produttiva industriale come LONGi lo rende particolarmente significativo.
La strada verso la commercializzazione è ancora lunga e costellata di problemi tecnici da risolvere, ma ogni nuovo record sposta in avanti il confine di ciò che è fisicamente possibile — e accelera il lavoro di chi, in laboratori e fabbriche di tutto il mondo, sta cercando di portare quella possibilità nella vita reale.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
