La Manovra 2027, approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026, porta una doppia notizia per chi punta sull’anticipo pensionistico: l’Ape sociale viene prorogata fino al 31 dicembre 2027, ma dal gennaio del prossimo anno scatta un inasprimento del requisito anagrafico. L’età minima sale a 63 anni e 6 mesi, e chi non ha ancora presentato domanda deve fare i conti con una scadenza ravvicinata per accedere alle condizioni attuali.
Cosa prevede la proroga dell’Ape sociale 2027
L’Ape Sociale — l’Anticipo Pensionistico rivolto ai lavoratori in condizioni di fragilità — non viene eliminata con il cambio d’anno. La legge di bilancio la mantiene in vita per tutto il 2027, confermando lo strumento come misura strutturale di protezione per chi non riesce a reggere il lavoro fino ai requisiti della pensione ordinaria.
Restano invariate le caratteristiche fondamentali dell’indennità: fino a 1.500 euro lordi mensili, erogati per 12 mensilità all’anno. Non si tratta di un assegno pensionistico vero e proprio, ma di un sostegno al reddito che copre il periodo tra l’uscita dal lavoro e il raggiungimento dei requisiti pensionistici ordinari. Una distinzione che vale la pena tenere a mente, perché incide sia sull’importo sia sulla tassazione applicabile.
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L’aumento dell’età minima: cosa cambia dal gennaio 2027
Il punto più delicato della manovra riguarda proprio il requisito anagrafico. Dal 1° gennaio 2027, l’età minima per accedere all’Ape sociale 2027 sale a 63 anni e 6 mesi. Chi non ha ancora compiuto questa soglia al momento della domanda non potrà accedere alla misura, indipendentemente dagli altri requisiti soddisfatti.
Questo aggiornamento segue la logica di adeguamento progressivo dei requisiti pensionistici all’aspettativa di vita, un meccanismo già previsto dalla normativa italiana per diverse forme di uscita anticipata dal lavoro. L’innalzamento di sei mesi rispetto alla soglia precedente non è simbolico: per molti lavoratori che si trovano a ridosso del limite, significa dover attendere ulteriori mesi prima di poter presentare domanda.
La scadenza di novembre: perché il 30 è una data critica
Chi ha già maturato i requisiti con l’età attualmente richiesta deve agire prima della fine di novembre. Secondo quanto riportato, la finestra per presentare domanda all’INPS entro il 30 novembre 2026 rappresenta l’ultima occasione per accedere alle condizioni vigenti prima che entrino in vigore le nuove regole dal 2027.
Saltare questa scadenza non significa perdere definitivamente l’accesso all’Ape sociale, ma potrebbe significare dover attendere di compiere i 63 anni e 6 mesi richiesti dalla nuova disciplina. Per chi si trova in una fascia d’età intermedia — ad esempio chi ha già 63 anni ma non ancora sei mesi compiuti — la differenza può essere concreta e misurabile in mesi di attesa aggiuntiva.
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La domanda va presentata direttamente all’INPS, l’ente che gestisce la misura e che verifica il rispetto di tutti i requisiti previsti. Per informazioni aggiornate sulle modalità di accesso è possibile consultare il portale ufficiale dell’INPS.
Il quadro pensionistico in cui si inserisce la misura
L’Ape Sociale non è l’unico strumento toccato dalla Manovra 2027, ma è tra quelli che interessano una platea più ampia di lavoratori in difficoltà. La misura è pensata per categorie in condizioni di fragilità — lavoratori con disabilità, caregivers, addetti a mansioni gravose — anche se i dettagli precisi delle categorie tutelate sono definiti dalla normativa di riferimento e vanno verificati caso per caso con l’INPS.
L’indennità massima di 1.500 euro lordi non è automaticamente riconosciuta a tutti: l’importo effettivo dipende dall’assegno pensionistico maturato, poiché l’Ape sociale non può superare il trattamento pensionistico spettante al momento del pensionamento. Chi ha una pensione attesa più bassa riceverà un’indennità proporzionalmente ridotta.
Con la proroga al 31 dicembre 2027, il governo conferma la volontà di non lasciare senza copertura chi si trova in una fase di transizione lavorativa difficile. Ma l’aumento dell’età minima a 63 anni e 6 mesi segnala anche che il percorso verso un progressivo irrigidimento dei requisiti è già avviato. Chi è prossimo alla soglia farebbe bene a verificare la propria posizione contributiva prima che scada novembre, per non ritrovarsi a dover aspettare un semestre in più prima di poter fare il passo verso l’uscita anticipata.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
