Ainett Stephens, la tragedia raccontata in diretta: “Sono scomparse…”

Lo sfogo di Ainett Stephens in diretta al ‘Gf Vip 6’ ha emozionato tutti i telespettatori. Una tragedia affrontata da vera donna forte.

Lei viene da una nazione dilaniata dalla mortalità infantile e dalla crisi umanitaria, un paese in carenza di cibo e medicine. Si tratta del Venezuela, paese natale di Ainett Stephens, che ha raccontato in diretta di quando sua madre e sua sorella “sono scomparse”.

 

Ainett Stephens sorridente
Ainett Stephens mentre attende l’apertura dello store Mango Flagship (GettyImages)

Quando è successa questa traumatica vicenda la ragazza era in Italia, a cercare fortuna come fanno tantissimi migranti, che arrivano da ogni dove. Inizia la sua carriera televisiva su Mediaset, più precisamente nel 2004, quando su Rete 4 fa parte dello staff di ‘Sfilata d’amore e moda’.

Di lì in poi la sua partecipazione a vari programmi tv l’ha resa nota al pubblico di casa, specie con la sua presenza a ‘Scherzi a parte’ e al ‘Mercante in fiera’, programma che le ha donato il massimo della sua notorietà nel nostro paese.

 


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Una delle tante tragedie venezuelane raccontata da Ainett Stephens

Un cartello contro il governo
Una delle tante manifestazioni popolari avvenuta in Venezuela (WebSource)

Oggi, lei è una delle protagoniste del ‘Gf Vip 6’ e Alfonso Signorini, conduttore del programma, ha deciso di far emergere particolari molto privati della vita della ragazza. Ainett Stephens ha tenuto a stento le lacrime quando è stata chiamata a rivelare in diretta i dettagli della tragedia che ha dovuto affrontare. “Mia madre e mia sorella stavano per venire in Italia a trovarmi, ma non ci sono mai arrivate”. Si pensa le abbiano uccise”, ha detto.

Secondo Seguridad, justicia y paz, in Venezuela esiste una delle prima tre città più violente nel mondo, Caracas, quindi viene da se’ comprendere il perché problematiche del genere avvengano nel paese. In più, la forte crisi umanitaria, partita dal 2013, rende la qualità di vita delle persone molto bassa, fino a spingerle al crimine.

Una lunga lista di associazioni umanitarie sono in prima linea per ovviare alle mancanze economico-sanitarie che governo e restrizioni di paesi stranieri, tra cui gli Usa, comportano al paese. La strada da percorrere è ancora lunga e piena di intemperie, ma l’accoglienza di vari paesi sta riuscendo a salvare la vita di molti cittadini costretti a cercare fortuna altrove, con bambini e anziani in testa alle carenze alimentari e strutturali.

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