Renato Zero, dalla presunta omosessualità alla malattia: oggi cosa fa

Renato Zero è sempre stato un personaggio che ha affascinato il pubblico per lo stile oltre che per la musica andiamo a scoprire cosa fa oggi

R. Zero (Getty images)

Renato Zero, all’anagrafe Renato Fiacchini è un famosissimo cantautore romano, nato il 30 settembre del 1950, ma non è conosciuto solo per la sua bellissima voce ed i suoi testi ricchi di emozione. Il suo stile nel vestire durante i concerti lo ha reso una vera e propria icona, ma in un modo abbastanza particolare.

La sua stravaganza lo ha portato negli anni non solo ad imporsi come uno dei più influenti nel suo settore ma a diventare un simbolo per la comunità LGBT, il che ha portato il pubblico a porsi delle domande sui suoi gusti sessuali.

Nonostante le continue pressioni per fare outing ha più volte dichiarato il contrario. “Ma perché devo accettare l’idea di essere omosessuale se ho amato e continuo ad amare le donne?”. Queste le sue parole al riguardo, riportate dal magazine YesLife che lascia intendere che non avrebbe avuto problemi ad ammetterlo, se solo corrispondesse al vero.

 

 

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In effetti tra le sue storie d’amore più conosciute figurano due donne. Enrica Bonaccorti e Lucy Morante. Una seconda dichiarazione però suscitò di nuovo la curiosità dei fan, quando ammise: “Se arrivasse un uomo e mi provocasse un trauma formidabile non vedo cosa ci sarebbe di male a starci insieme”. Evidentemente non deve essere ancora capitato, ma con queste parole gettò inevitabilmente benzina sul fuoco.

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Renato Zero: la malattia e lo stato della sua carriera ai giorni d’oggi

Chi conosce la storia di Renato Zero saprà della rara malattia che lo colpì quando era solo un bambino. Si tratta della anemia emolitica, una patologia molto particolare in cui si perdono subito i globuli rossi, facendo rimanere nel corpo solo globuli bianchi, cosa che porta a morte certa.

Il fatto risale a quando il cantante aveva appena un mese di vita. “Mi hanno cambiato tutto il sangue, ed un frate me lo ha donato”. L’intervento durò circa un mese e lasciò una cicatrice sul suo braccio ancora oggi visibile.

Il calvario continuò anche dopo l’operazione, dopo la trasfusione infatti qualunque latte gli dessero non riusciva ad essere assimilato dal suo corpo, il padre disperato decise di provare con il normale latte della centrale e fortunatamente funzionò.

Tutti noi siamo in dovere di ringraziare quel frate che si è prestato a questo nobile gesto, è anche grazie a lui se ancora oggi possiamo emozionarci nel sentire le bellissime canzoni di Renato. Nonostante l’avanzare degli anni è ancora uno degli artisti più apprezzati del panorama nostrano, come dimostrano i suoi recenti concerti.

 

 

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Nel corso del 2020 il cantante ha tenuto due concerti del “Zero folle in tour”, che si sono tenuti al Mediolanum Forum di Assago l11 e 12 gennaio e che vennero trasmessi in prima serata su Canale 5 per festeggiare il suo settantesimo compleanno. Sempre durante il medesimo anno è uscito anche un suo disco chiamato “Zerosettanta” che fu il suo trentunesimo album in studio.