Naspi e lavoro: la nuova legge cambia tutto, opportunità ricche e stangate

Chi percepisce la Naspi, ha la possibilità di riceverla pur lavorando regolarmente, ma solo in questi casi: la legge tra indennità e lavoro.

I percettori della Naspi si chiedono spesso quali siano le condizioni in cui, fortunatamente, hanno trovato un lavoro o svolgono qualsiasi attività lavorativa autonoma. Partiamo dal presupposto che, se dichiarato correttamente, è possibile continuare a percepire l’assegno, ma solo in determinati casi. A rientrare in questa categoria sono coloro che svolgono un lavoro a tempo determinato e che il loro reddito è inferiore alla Naspi stessa. Anche in caso di lavoro autonomo o occasionale è possibile continuare a percepire il sostegno, avendo addirittura tutto l’importo della Naspi in un’unica soluzione.

Naspi e lavoro: in quali casi è possibile continuare a percepire l'indennità
Naspi e lavoro: in quali casi è possibile continuare a percepire l’indennità – kronik.it

Diverso il discorso in cui, si è stati assunti a tempo indeterminato durante il periodo di fruizione della Naspi. In questo caso (come negli altri), va comunicato l’impiego tempestivamente, onde evitare sanzioni importanti. Nel momento in cui, il lavoratore subordinato dovesse perdere nuovamente l’impiego entro quattro anni, potrebbe avere nuovamente diritto alla Naspi, a patto che gli siano rimasti giorni disponibili di sussidio.

Naspi e lavoro: chi può continuare ad usufruirne, chiederla in un’unica soluzione e come dichiarare il nuovo lavoro

Come sappiamo, la Naspi spetta a coloro che perdono il proprio lavoro in maniera involontaria. Tuttavia, come la richiesta non avviene in maniera automatica, anche nel momento in cui si inizia qualsiasi tipo di attività lavorativa, anche occasionale (se persistente nel tempo), va dichiarata dal diretto interessato.

Naspi e lavoro autonomo, determinato, indeterminato: le condizioni e il calcolo del reddito
Naspi e lavoro autonomo, determinato, indeterminato: le condizioni e il calcolo del reddito – kronic.it

Nel caso in cui si inizi un’attività lavorativa dipendente a tempo indeterminato, il lavoratore deve informare immediatamente l’Inps, in modo che venga sospesa immediatamente l’erogazione dell’indennità di disoccupazione. Questo contratto è infatti totalmente incompatibile con la Naspi e prevede una sanzione sia al percettore che al nuovo datore di lavoro. Nel caso di contratto a tempo determinato, invece, il diretto interessato avrebbe diritto a continuare a ricevere l’indennità di disoccupazione, ma con eventuale riduzione. È possibile continuare a ricevere l’indennità nel caso in cui il rapporto di lavoro sia di una durata inferiore a sei mesi e porti un reddito inferiore a 8.174,00 euro.

Per quanto riguarda il lavoro autonomo, il percettore è tenuto a comunicare all’Inps l’inizio della nuova attività entro un mese dall’inizio dell’attività. Previa comunicazione del reddito annuo percepito, l’importo dell’indennità verrà ridotto dell’80%. Nel caso di lavoro autonomo, si può continuare a percepire la Naspi se il reddito non supera i 4.800 euro, 5.000 in caso di lavoro occasionale. Se non si conosce il reddito, sarà lo stesso ente Inps a valutarne la riduzione. In alcune circostante è possibile richiedere l’intera indennità in un’unica soluzione, ma solamente se si dimostra di aver avviato un’attività lavorativa autonoma. La domanda va effettuata presso patronato o sportello Inps.

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