Cashback, dall’entusiasmo al crollo: ecco perché ha fallito

Come mai il Cashback ha avuto un finale così tragico? Ripercorriamo le tappe che hanno segnato la nascita, ma anche il crollo di questo servizio che ha accompagnato per mesi gli italiani.

Bancomat
Donna che usa il bancomat con la sua carta di credito – Getty Images

Il Cashback ha avuto vita breve. Il sistema che concedeva premi di massimo 150 euro agli italiani che effettuavano più di cinquanta transazioni e il super bonus di 1500 euro ai 100mila cittadini che avevano fatto più operazioni in assoluto con la carta di credito. Ora ripercorriamo le tappe di questa piattaforma che ha coinvolto milioni di italiani cercando di fare il punto della situazione.

Il servizio fu fortemente voluto dal precedente Governo durante la seconda ondata di pandemia. L’obiettivo era quello di disincentivare l’evasione fiscale e di incoraggiare gli italiani a usare le carte di credito al posto dei contanti. Fu introdotto all’inizio solo per il mese di Dicembre, poi entrò ufficialmente in vigore il 1 Gennaio del 2021 quando iniziò il primo semestre di attività con la speranza di farlo durare almeno fino a Giugno 2022. Ma qualcosa è andato storto.

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Ecco i motivi che hanno portato all’annullamento del Cashback

Carta di credito
Transazione con la carta di credito – Getty Images

Nel corso del primo semestre di attività sono molte le problematiche che sono emerse. Innanzitutto, ci sono stati i furbetti che hanno preso d’assalto i distributori automatici di benzina e hanno letteralmente mandato in tilt i pos facendo transazioni da pochi centesimi per arrivare nei primi posti della classifica utile al Super Cashback. Questo fenomeno ha creato molti malumori tra i commercianti, molti dei quali si sono rifiutati di accettare pagamenti usando carta di credito.

Successivamente, il cambio di Governo e il fatto che il Cashback non sia stato incluso nel Piano di Ripresa, ha fatto scattare qualche allarme circa il destino della piattaforma. E, infatti, a fine Giugno è arrivata la doccia fredda. Il Premier Mario Draghi ha deciso di annullarlo. I motivi risiedono nel fatto che il sistema non abbia ridotto l’evasione fiscale e, stando a quanto dichiarato da Palazzo Chigi, favorirebbe le persone ricche e non porta a un aiuto concreto nelle tasche dei più bisognosi. L’annullamento improvviso ha fatto infuriare molti italiani, già pronti a replicare nel secondo semestre.