Se avete ancora questa moneta di 500 lire, non la buttate: potreste diventare ricchi

Avete questa moneta di 500 lire? Se l’avete potreste fare una vera e propria fortuna.

Moneta
Moneta – Getty Images

Avere una moneta rara non è così atipico come sembra. Il collezionismo, è vero, richiede tempo ed energia, ma a volte per un colpo di fortuna si entra in possesso di pezzi davvero originali. A questo punto, alcuni decidono di tenerseli gelosamente, altri, invece, decidono di rivenderli a prezzi davvero incredibili. Ed è il caso di una moneta delle vecchie lire che ora ha un valore stratosferico.

Le lire sono le monete che fino all’anno 2002 erano in circolazione in Italia. C’erano vari tagli, sia per quanto riguarda le monete che le banconote. Ora hanno un valore soltanto per i collezionisti di numismatica, visto che non possono essere usate per comprare qualcosa. Le monete, però, sono più facilmente reperibili rispetto alle banconote.

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Come è fatta e quanto vale la moneta da 500 lire rara?

Moneta 500 lire
Moneta da 500 lire del 1990 (immagine presa da un rivenditore su eBay)

Questa moneta da 500 lire ha un valore davvero stratosferico: stiamo parlando di 3000 euro. Ma vediamo nel dettaglio come mai ha raggiunto una cifra così importante.

La moneta fa parte della seconda serie coniata dalla Zecca dello Stato. Se, infatti, la prima serie è stata coniata nel 1958 fino al 1967, la seconda serie, invece, è stata messa in circolazione dal 1982 fino al 2001. Quest’ultima presenta un altro materiale scelto per la sua composizione. La prima, infatti, era fatta di argento, la seconda è bimetallico. Più precisamente, l’interno è fatto in bronzo, mentre l’esterno è composto da acciaio.

Questa moneta presenta sulla parte del dritto una testa femminile che rappresenta la Repubblica. Sulle tempie ci sono illustrate delle ali che rappresentano l’intelligenza e la libertà. Lungo la circonferenza è posta una stella e la scritta “Repubblica Italiana”. Nella parte del rovescio, invece, c’è la raffigurazione di piazza del Quirinale, in basso c’è la data di conio (1990). Sulla parte in acciaio presenta spighe e rami di olivo e un bassorilievo in alfabeto Braille. Le raffigurazioni sono ad opera di Laura Cretara.

Secondo il suo rivenditore, questo pezzo presenta degli errori di conio: la parte in acciaio è più spessa rispetto alla norma, la raffigurazione della piazza risulta essere più grande e la firma dell’autrice Cretara risulta mancante della lettera C. Questi errori giustificano la sua unicità e, di conseguenza, il valore raggiunto.