Adriano Celentano, come non l’avete mai visto: la sua dichiarazione farà riflettere tutti

Il molleggiato, Adriano Celentano scende in campo sulla questione Corona e gli propone una soluzione mistica ai suoi molti problemi

Fabrizio Corona
Fabrizio Corona

Corona ora è a casa, nella sua Milano, accanto a sua madre e ai suoi affetti. Non c’è giorno che passi che non porti avanti la sua battaglia contro la condizione in cui versano i detenuti italiani. La sua è una lotta contro le ingiustizie e i soprusi in carcere.

Dopo aver trascorso del tempo tra l’ospedale psichiatrico e  il carcere, in seguito al folle gesto suicida in diretta Instagram, Fabrizio è di nuovo libero.

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In tanti, tra i personaggi vip, hanno preso parte con una raccolta di firme alla sua scarcerazione: dalle ex fidanzate, Belen Rodriguez e Asia Argento a cantanti famosi come: Adriano Celentano. 

Il consiglio mistico del Molleggiato

Adriano Celentano torna a rivolgersi a Fabrizio Corona«L’unica via è Gesù». Dopo le tre lettere dei mesi scorsi, oggi, sulla sua pagina Instagram, il cantante dedica a Corona un video, dove, sulle note del brano L’uomo nasce nudo (1969) scrive: “Caro Fabrizio, navigando sul tuo profilo, o meglio, zoppicando più che navigare (vista la mia attitudine all’imbranaggine) noto che hai la bellezza di un milione di follower. Questo cosa significa? Che un milione di persone sarebbero pronte a seguirti anche se il tuo modello di vita non è dei più apprezzabili?”.

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Da Barbara D’Urso hai dichiarato di sentirti un pezzo della storia italiana. È vero, non hai detto una cosa sbagliata. Però adesso bisogna mettere a posto la storia.

Celentano, nel lungo scritto, continua così: “Caro Fabrizio la tua sofferenza è grande lo so, ma è proprio da questa sofferenza che devi risorgere. I giudici hanno fatto quello che la legge gli impone e tu devi accettarlo. Però non puoi vincere se non apri il tuo cuore al nuovo Fabrizio, quel Fabrizio che stupirà tutti, capace di accettare anche la durezza di chi, in questo momento, non vuole essere tenero. E io me lo sento che lo farai come quel giorno in cui hai portato due ragazzi in comunità salvandoli. Ecco il bravo ragazzo che hai detto di essere. Io ci credo che tu lo sia. Forse perché da qualche parte nel tuo corpo vedo stampata la Sua figura. Anche Lui è stato giudicato, ma a differenza di te, ingiustamente, troppo ingiustamente. Perché quelli non erano giudici, ma una manica di assassini assetati di sangue”.

Poi svela «un piccolo segreto»: “Forse l’avrò letto anche cinquecento di volte, eppure la sera quando già sono sotto le coperte, se non leggo un passo del Vangelo non mi addormento felice. È questa l’idea di cui ti parlavo. Caro Fabrizio, è arrivato il momento di scegliere, il tempo stringe e dobbiamo decidere da che parte andare prima che sia tardi. E l’unica via non solo per te, per me per chiunque, per tutti gli uomini del mondo, l’unica via è Gesù. Senza di Lui siamo già morti, fin dalla nascita”.