Ricordate Antonio Cornacchioni, comico di Zelig? Ecco che fine ha fatto

Antonio Cornacchione, famoso per la sua meravigliosa imitazione di Silvio Berlusconi, oggi che fine ha fatto? Vediamo i dettagli

Cornacchione Antonio

Antonio Cornacchione, nato in Molise da un famiglia umile si trasferisce prima a Pavia, poi a Como e infine a Milano dove ad oggi ancora vive. Non si hanno molte informazioni riguardo i suoi studi e la sua adolescenza, però sappiamo che Antonio si appassiona di recitazione sin da piccolo.

Per poter iniziare la sua carriera, diventa autore delle sceneggiature di fumetti come Topolino, indirizzandosi così al teatro e al cabaret. Partecipa al programma “Su la testa” e nel 1991 debutta a teatro partecipando al programma “Zelig“.

L’anno successivo, viene invitato come ospite dal “Maurizio Costanzo Show” e vince il premio Forte dei Marmi per la satira politica. Nel settembre del 1998 è entrato a far parte nel cast della famosissima sit-com “Casa Vianello” ricoprendo il ruolo del portiere di casa.

“Povero Silvio” lo rende famoso

Nel 1999 ha una piccola parte nello spettacolo di Aldo, Giovanni e Giacomo e dal 2002 prosegue in una serie di show prima a “Zelig” e poi a “Zelig off”. Ed ancora, a “Zelig circus” nel quale si fa notare per un tormentone sul “Povero Silvio!“.

Sketch televisivo in cui prendeva scherzosamente i panni del più grande fan di Silvio Berlusconi, a suo dire maltrattato. Tutta satira ma straniante e surreale, perfetta per raccontare lo stato d’animo di quell’Italia innamorata e no di un leader tanto idolatrato quanto criticato.

Da lì ha continuato a trattare con ironia e simpatia argomenti che riguardano l’attualità, la politica e tanto altro. Antonio Cornacchione ama intrattenere il suo pubblico con battute e divertimento, toccando tasti che, fondamentalmente, rispecchiano la realtà.

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Antonio Cornacchione oggi

Antonio Cornacchione

L’altro amore di Cornacchione è il teatro, e in questi giorni avrebbe dovuto calcare il palco del Franco Parenti con una storia insolita, “Deo ex machina”, monologo in cui racconta la sua esperienza alla Olivetti. Ma causa Covid-19, molti dei suoi progetti sono stati messi stand-by.