Eleonora Cecere da Non è la Rai ai problemi con lo stalker: “Messaggi minacciosi”

Una delle ragazze di “Non è la Rai” racconta i problemi gravi avuti con uno sconosciuto e la bambolina vodoo ricevuta.

La ricciolina tutto pepe di “Non è la Rai” è tornata a far parlare di se. Ospite alla trasmissione “I Lunatici” in onda su RaiRadio2 Eleonora Cecere ha ripreso la sua carriera e parlato di uno spiacevole evento accadutole.

“Nel 91 ho fatto domenica IN e lì è partito il ciclo televisivo. A settembre di quell’anno ho iniziato Non è la Rai. Ci siamo resi conto che se ne sarebbe parlato anche dopo tanti anni solo quando il programma è finito. Lì per lì non ti rendi conto di quello che succede.. Queste sensazioni le apprezzi solo dopo, sono bellissime”.

I rapporti con le ragazze di Non è la Rai

 

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Eleonora ha anche rivelato che dietro le quinte di quel programma cosi gioviale e divertente si nascondevano anche alcuni rancori: “Ci raccontiamo quello che ci succede, siamo molto unite, se una di noi ha bisogno di qualcosa sente la vicinanza di tutte le altre. Dietro ‘Non è la Rai’ c’era anche una grande preparazione.”

Un pensiero anche per colui che l’ha scoperta, il grande Gianni Boncompagni: “Una persona meravigliosa che porterò sempre nel cuore.”

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La terribile esperienza di stalking

Durante gli anni del programma e della produzione, come anche per le altre ragazze, ad Eleonora non sono mai mancati i fan e in molti la ammiravano, o addirittura avevano una cotta per lei.

Ma in un caso, un fan è stato estremamente assillante, fino a far terribilmente spaventare la ragazza: C’era uno stalker che mi mandava delle cassette con su dei messaggi minacciosi, una volta mi ha mandato una bambolina con uno spillo, come fosse una bambolina voodoo. Mi spaventai molto.”

Oggi racconta Eleonora che il suo nuovo lavoro è la Vigilantes e questo le permette di dare una mano in famiglia ed al marito che ama: “Ho una famiglia, due bambine, un marito, ho deciso di dare una mano a mio marito, di aiutarlo, non potevo stare ferma. Sono fiera di raccontare la mia storia, bisogna rimboccarsi le maniche, darsi da fare.”