Caos scuola, nuova spaccatura nel Governo: oggi si decide | Gli scenari

La scuola è uno degli argomenti caldi al Governo con diversi scenari prospettati per il futuro degli studenti: scopriamoli insieme.

GettyImages-scuola
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Didattica in presenza o a distanza? Questo il grande dubbio che avvolge l’Italia dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest. Tutti attendono di scoprire cosa verrà deciso per gli studenti italiani in seguito al batti e ribatti su chi vorrebbe il ritorno alla DAD e chi invece opta per lo studio in presenza.

Sulla tematica naturalmente dibatte anche la politica italiana con diverse opzioni al vaglio affinché si possa garantire alla stessa popolazione una decisione adeguata alle condizioni del paese.

La situazione riguardante le scuole

de luca (getty images)
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Il Comitato Tecnico Scientifico ha illustrato la propria linea: “Siamo preoccupati sull’andamento della patologia e dell’epidemia. Sulle scuole ci saranno delle evoluzioni“. Sono attese quindi della novità che potrebbe arrivare già a partire dalle prossime ore con numerosi Governatori che si sono espressi sull’argomento. Tra i tanti soprattutto De Luca per la Regione Campania che, nonostante si trovi in zona arancione, ha già optato per il ritorno alla Dad per tutti gli studenti di ordine e grado.

Una decisione che naturalmente ha innescato una serie di polemiche mentre al Governo alcuni ministri ritengono che la chiusura delle scuole in zona arancione non abbia senso. Le fonti del contagio sarebbero infatti ben altre, che vanno oltre gli istituti. Una linea caldeggiata anche dai Ministri Speranza, Franceschini, Patuanelli e Bianchi. Chi invece vorrebbe più misure restrittive è Maria Stella Gelmini ed il leghista Giorgetti.

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Gli scenari futuri ipotizzati per la scuola

GettyImages-scuola
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Per quanto riguarda le scuole si è quindi ipotizzata la chiusura per quanto riguarda le Regioni in zona rossa. Una decisione resa necessaria per contrastare l’espandersi del contagio da Coronavirus che naturalmente sta mettendo in grande apprensione il paese.

Questa la maggiore variazione che ci sarà all’interno del decreto firmato dal neo premier Draghi che naturalmente, se da una parte deve pensare alla salute dei cittadini, dall’altra deve ragionare in funzione della ripresa delle attività. Che si tratti di quelle scolastiche o quelle economiche.

Insomma, un compito arduo e difficile per l’ex presidente della Bce che dopo la crisi di Governo, deve trovare la giusta quadratura.

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