Piero, figlio di Paolo Villaggio: dalla scrittura al consumo di eroina | ecco chi è

Il figlio di Paolo Villaggio, Piero, ha avuto problemi con la tossicodipendenza. Andiamo a scoprire insieme come sta oggi

Piero e Paolo Villaggio (Instagram)

La clamorosa carriera di Paolo Villaggio è conosciuta pressoché da tutti gli amanti del cinema comico. I suoi personaggi hanno letteralmente segnato un’epoca sul grande schermo, facendo ridere intere generazioni di spettatori.

Da “Fracchia” al ragionier “Ugo Fantozzi”, ogni sua interpretazione è stata unica ed inimitabile. L’attore genovese è considerato infatti uno dei pionieri di quel tipo di film, segnati in un certo qual modo da una vena tragicomica.

Il personaggio di Fantozzi in particolare, è il classico esempio dell’italiano medio, colto da una continua sfortuna che lo perseguita. Le sue storie però, sono state tratte dai libri, i quali hanno riscosso un successo inaspettato, al punto da crearci sopra una serie di pellicole indimenticabili.

 

 

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Quello che forse non tutti sanno invece, è la storia di suo figlio Piero, il quale ha convissuto per diverso tempo con la tossicodipendenza.

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I problemi con l’eroina di Piero Villaggio

Nella seconda metà degli anni ottanta, quando la moda dei film di Fantozzi impazzava, il figlio di Paolo Villaggio ha iniziato ad avere problemi con la droga.

Nello specifico ha cominciato ad assumere eroina. Di questo periodo ne ha parlato durante alcune interviste, dove ha puntato il dito proprio contro il padre. Secondo lui infatti, il genitore è stato assente in un momento della sua vita tanto delicato.

Ciò nonostante, chiarisce che le responsabilità non sono state soltanto del famoso attore, in quanto sarebbe troppo semplice. A dimostrazione di questo, ha fatto l’esempio di sua sorella Elisabetta, la quale nonostante non avesse ricevuto maggiori attenzioni, non è finita nel tunnel della tossicodipendenza.

Piero, il cui vero nome è Pierfrancesco, ha confessato che all’epoca Villaggio senior era sempre impegnatissimo a causa della sua brillante carriera. Anche sua madre seguiva il marito, pertanto entrambi i genitori delegavano gli impegni a terze persone, come la babysitter, il commercialista o l’agente.

 

L’ancora di salvezza del figlio di Paolo è stata la scrittura, grazie alla quale è uscito dalla dipendenza. Attraverso un libro infatti, intitolato “Non mi sono fatto mancare niente: La vita all’ombra di un padre ingombrante”, ha descritto accuratamente tutta la sua storia, in un racconto che a tratti è davvero molto toccante.