Giorgio Amani e la solidarietà inaspettata: il gesto verso l’intero paese

Giorgio Armani compie un enorme gesto di solidarietà, la sua estrema generosità stupisce migliaia di persone

Armani

Il noto Gruppo Armani è stato una delle prime aziende ad impegnarsi nella lotta contro il covid-19,dando il via  alla Campagna Vaccinale.  A dare l’annuncio è lo stesso marchio che in una nota dichiara: ” la campagna risponde all’obiettivo di ridurre il gravoso lavoro svolto dalle strutture sanitarie.”

“In questo modo le risorse siano impiegate all’incremento di assistenza e cura“. L’enorme gesto di solidarietà che ha compiuto la casa Armani ha sconvolto l’intera popolazione, per l’attività di vaccinazione verrà infatti lasciato a disposizione l’ Armani/Teatro a Milano.

Il luogo di cui stiamo parlando da sempre ospita le sfilate del Gruppo. Stesso luogo che nel febbraio 2020, appena avuta notizia del ‘paziente 1’ italiano, fu lo scenario della prima sfilata a porte chiuse.

Giorgio Armani e l’atto di estrema generosità

Giorgio Armani

La vaccinazione avverrà nei modi e nei tempi che saranno comunicati nei prossimi giorni e la partecipazione sarà su base volontaria. Appena sarà reso possibile, la vaccinazione verrà implementata anche nelle altre regioni”  aggiunge Giorgio Armani.

Anche questa iniziativa – conclude – è stata fortemente voluta da Giorgio Armani. In un’ottica di servizio e vicinanza ai suoi dipendenti in un momento ancora fortemente critico per la salute di tutti“.

Ad ospitare questo atto di estrema generosità sarà quindi in primis la regione Lombardia: “Il virus corre e noi vogliamo correre più veloce del virus”, ha detto l’assessore al Welfare Letizia Moratti presentando l’iniziativa e confermando l’obiettivo di arrivare a vaccinare “tutti i lombardi che ne hanno diritto” entro giugno 2021.

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La Lombardia è pronta

Da aprile, la Lombardia avrà una maggiore capacità vaccinale sia con l’innalzamento dell’età per Astrazeneca sia per l’arrivo di Johnson & Johnson: “Ci attrezziamo da subito per dare risposte aggiuntive”, ha detto Moratti.

“Con l’accordo, nel rispetto delle categorie individuate dal piano nazionale, sgraviamo ulteriormente il sistema sanitario perché le aziende avranno un loro personale medico. L’allargamento ci consente una minor tensione sugli ospedali ed è molto importante nel momento in cui c’è una ripresa della patologia“.

“Vogliamo dare questo servizio ai nostri collaboratori. E vogliamo rilanciare questa Regione. Il protocollo deve rappresentare una svolta. Vogliamo vincere questa battaglia del Covid e questo protocollo è una risposta chiara e precisa al problema”, ha sottolineato il  presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti.

“Ci sono due vincoli: gli spazi dove poter fare le vaccinazioni e la disponibilità dei vaccini. L’accordo prevede che ci sia disponibilità di spazi e medici competenti per inoculare il vaccino ai dipendenti che accettano, e in prospettiva un domani anche ai loro familiari. Pensiamo che si potranno vaccinare 300-400 mila persone nel più breve tempo possibile, parlando solo di lavoratori.“