Traffico intenso, il meccanico avverte cosa fare: c’è qualcosa da disattivare per evitare che insorgano danni meccanici.
Nel contesto della guida quotidiana in città, la gestione del traffico intenso e degli ingorghi rappresenta una sfida costante per gli automobilisti. In questo scenario, il sistema Start-Stop – concepito per ottimizzare i consumi e ridurre le emissioni spegnendo automaticamente il motore durante le soste – si rivela oggetto di dibattito. Secondo l’esperto meccanico Juan José, è fondamentale disattivare il sistema Start-Stop nelle condizioni di traffico congestionato, raccomandazione motivata da ragioni tecniche e di comfort.

Come funziona il sistema Start-Stop e i rischi nei traffici intensi
Il sistema Start-Stop è stato ideato per limitare il tempo in cui il motore a combustione interna rimane acceso a veicolo fermo, contribuendo a un risparmio di carburante stimato tra il 10 e il 15% e a una riduzione significativa delle emissioni inquinanti. L’automatismo spegne il motore quando l’auto si ferma, ad esempio a un semaforo o in coda, e lo riavvia non appena il conducente agisce sull’acceleratore o rilascia il freno.
Tuttavia, Juan José sottolinea che l’uso prolungato e ripetuto di questo meccanismo in condizioni di traffico congestionato può generare problemi meccanici. “Il continuo ciclo di arresto e riavvio grava in modo significativo su componenti come la batteria e il motorino di avviamento, progettati per un numero limitato di avvii,” spiega. Questo stress meccanico può tradursi in guasti frequenti e costi di manutenzione elevati, soprattutto se si considerano le soste ripetute e prolungate tipiche degli ingorghi urbani.

Un ulteriore aspetto evidenziato dall’esperto riguarda il comfort degli occupanti durante la stagione estiva. Quando il motore si spegne, infatti, il sistema di climatizzazione si interrompe, provocando un rapido aumento della temperatura interna dell’abitacolo. Juan José avverte: “Con il motore spento, l’aria condizionata non funziona e l’abitacolo si riscalda in fretta, rendendo il viaggio scomodo e potenzialmente insopportabile.” Questo fenomeno non solo incide sul benessere dei passeggeri, ma può anche influenzare negativamente le prestazioni del motore se l’auto resta ferma a lungo con temperature elevate.
Per le soste brevi come ai semafori, la gestione della marcia diventa cruciale: se l’attesa dura pochi secondi, mantiene la marcia inserita e il pedale della frizione premuto è possibile evitare inutili usure. Tuttavia, Juan José consiglia che se la fermata supera i 30 secondi è preferibile mettere la leva del cambio in folle per limitare l’usura della frizione. È inoltre fondamentale non tenere il pedale della frizione premuto più del necessario, per preservare l’integrità delle componenti meccaniche.
Storia e diffusione del sistema Start-Stop: un’innovazione da dosare con attenzione
Il sistema Start-Stop nasce all’inizio degli anni ’80 presso il Centro Ricerche Fiat, grazie a Mauro Palitto, con l’obiettivo di ottimizzare i tempi morti alla guida e ridurre consumi ed emissioni. La prima vettura a montare questo dispositivo fu la Fiat Regata ES del 1983, seguita da altri modelli come la Volkswagen Passat e la Golf Ecomatic. Negli anni successivi, molte case automobilistiche – tra cui Citroën, Fiat, Volvo e Alfa Romeo – hanno adottato versioni evolute di questa tecnologia, integrandola anche nei veicoli ibridi e micro-ibridi.
Nonostante il progresso tecnologico, il sistema richiede ancora oggi un utilizzo consapevole, soprattutto in condizioni di traffico intenso. Il principio alla base è semplice: il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni sono più efficaci e meno rischiosi quando il sistema non viene sollecitato con stop e start ripetuti in tempi brevissimi.