La clamorosa truffa su Facebook, colpiti gli automobilisti in difficoltà

Una truffa portata avanti nel tempo su Facebook e che ha preso di mira il mondo degli automobilisti più narcisi. Vediamo cosa è successo nello specifico.

La prima pagina di Facebook con una didascalia
Una pagina di Facebook con la scritta inerente alla connettività fra le persone (GettyImages)

Da tempo, sul marketplace del social più storico di tutti era attivo un annuncio, che vendeva un accessorio di imbellimento delle auto. Infatti, molti automobilisti sono caduti nella trappola creata su Facebook, ad oc per poter sfruttare la vendita di alcuni oggetti non essenziali.

Una serie di richieste sono state ricevute dall’uomo, ora fuorilegge, e la risposta è stata quella di un nulla di fatto. In effetti, una volta inviati i soldi, gli oggetti richiesti non sono stati mai recapitati agli sfortunati compratori.

Molti automobilisti non sono riusciti ad eludere la truffa

Un po' di ruote in esposizione dentro un locale
Alcune ruote con cerchi in lega esposti (GettyImages)

Oggigiorno, la vendita di oggetti su Facebook è diventata molto usata e tantissimi utenti hanno fatto fruttare parecchi soldi ai venditori. Proprio per questo, molti automobilisti utilizzano la piattaforma per acquistare oggetti di seconda mano e non, ma la truffa è sempre stata dietro l’angolo.

A costruire questa trappola, fatta di annunci inerenti i cerchioni di auto, è stato un pregiudicato foggiano. L’uomo, over 30, ha portato a termine una serie di vendite, mai avvenute realmente. In particolare, i soldi arrivavano sulla carta prepagata, caricata sul web, ma gli acquisti no.

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Un raggiro fatto a livello nazionale

Un po' di cerchi in lega argentati messi in vendita
Alcuni cerchioni argentati in esposizione dentro un garage (GettyImages)

Il pregiudicato non si è limitato a truffare soltanto le persone che vivono nella sua stessa zona, ma ha esteso la rete a livello nazionale. Evidentemente, la possibilità di cercare acquirenti, anche al di fuori della sua regione, ha portato a guadagni maggiori, anche se proprio da una provincia diversa dalla sua è arrivata la denuncia.

A comunicare il raggiro alle autorità competenti è stato, infatti, un uomo reggiano, che non ha ricevuto l’acquisto fatto. La polizia postale ha rilevato delle incongruenze nelle attività di vendita, che sono risultate fatali per la cattura del responsabile.