Arriva la stangata del cashback: a rischio tutto il sistema

Clamoroso flop del Cashback per la Corte dei Conti. Ecco cosa sta succedendo.

Scontrino – Getty Images

Il Cashback sembra che stia per ricevere una terribile battuta d’arresto. Se da un lato, infatti, ha sempre avuto il consenso degli italiani che, alla possibilità di avere un rimborso in questo periodo di forte crisi economica, hanno reagito in maniera positiva, dall’altro lato, non è mai stato totalmente accettato dalla politica e dai piani alti.

Il partito Fratelli d’Italia si è mostrato fin da subito contrario alla piattaforma, perché il suo funzionamento implica cinque miliardi di euro e, secondo la leader del partito, questi soldi potrebbero essere spesi meglio se dati alle piccole e medie imprese in forte difficoltà economica. Ora interviene anche la Corte dei Conti che dice la sua sul servizio. Vediamo nel dettaglio cosa ha detto.

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Cosa ha detto la Corte dei Conti in merito al Cashback?

Cassiera
Cassiera che fa transazioni alla cassa di un bookstore – Getty Images

La Corte dei Conti in occasione del Rapporto del 2021 che riguarda il coordinamento della finanza pubblica, ha espresso delle perplessità sul Cashback. C’è una enorme difficoltà, infatti, nel monitorare i suoi effetti sull’economia del Paese, visto che non è possibile distinguere tra chi è oggetto della transazione e chi, invece, la rende.

Una soluzione potrebbe essere l’attuazione di un incentivo differenziato per le imprese medie e piccole rispetto a quelle grandi. Secondo la Corte dei Conti, anche il numero delle transazioni necessarie a ricevere il rimborso è insufficiente. Anche perché una volta raggiunto l’obiettivo, il cittadino perde l’interesse nell’utilizzare la carta di credito per le transazioni.

Un’altra misura che la Corte dei Conti suggerisce di mettere in campo è quella di limitare il numero di operazioni da fare presso lo stesso punto commerciale nell’arco di una giornata. Su quest’ultimo punto lo Stato ha messo a punto il servizio di invio di un sms sul telefono cellulare dei trasgressori, i quali hanno massimo sette giorni di tempo per giustificare i micro pagamenti. In caso contrario, gli italiani che hanno ricevuto questo messaggio vedranno le loro transazioni elettroniche annullate e scenderanno nella classifica ufficiale per accedere al Super Cashback. In ogni caso, sembra proprio che per la Corte dei Conti il Cashback sia destinato a scomparire.