Marco Giallini racconta il tragico momento: “Il dolore mi ha cambiato” | La confessione

L’attore Marco Giallini ha raccontato un dolore che ha cambiato del tutto la sua vita. Ecco i dettagli 

Marco Giallini bianco e nero
Marco Giallini si racconta (Foto Fb)

Marco Giallini è un noto attore italiano classe 1963, candidato per sei volte sia ai David di Donatello che ai Nastri d’argento, premio vinto per tre film: Perfetti Sconosciuti, Tutta colpa di Freud e Acab-All Coops are BastardUn attore che ha fatto parlare di sé per la sua bravura, semplicità ma soprattutto verità, valori che ha sempre comunicato con grande certezza al grande pubblico.

I suoi studi cominciano a 22 anni dove frequenta la scuola teatrale “La scaletta” di Roma e tra 1988 e il 1996 ha la grande opportunità di lavorare con i grandi del teatro italiano come Adriano Vianello e Angelo Orlando.

Il debutto cinematografico di Marco è attribuibile al 1998 quando partecipa al film L’ultimo Capodanno interpretando il marito di Monica Bellucci tanto da ringraziare il suo amico Valerio: “Nel cinema sono stato catapultato da un giorno all’altro, soprattutto grazie a Valerio Mastandrea. Fece il mio nome a Marco Risi: ‘Dovresti proprio venire a Teatro – gli disse – c’è un mio amico che è fortissimo’ e lui, Marco, a vedere Casamatta vendesi di Angelo Orlando, venne davvero. Gli piacqui. Mi offrì un’occasione ne L’ultimo Capodanno: ‘Faresti il marito di Monica Bellucci? C’erano almeno quindici persone in fila prima di me e, per farmi ottenere la parte, Risi dovette lottare. Cominciò tutto così”.

Il successo del grande pubblico arriva nel 2008 con Romanzo Criminale e a seguire Ema sono Io, Andata e Ritorno, Io, Loro e Lara fino a Perfetti Sconosciuti,  Tutta Colpa di Freud fino al successo di Lui peggio di me show di Rai 3 che lo ha visto affianco a Giorgio Panariello. 

Nonostante i successi, eventi dolorosi nella vita privata dell’attore lo hanno colpito facendoli vivere un vero e proprio incubo.

LEGGI ANCHE>Carlo Conti da “figlio adottato” agli insulti per il particolare fisico: la dura prova del conduttore

LEGGI ANCHE>Marco Giallini dall’incidente mortale al brutto lutto: cosa fa ora

Marco Giallini e il dramma

Marco Giallini sorride occhiali neri
Giallini e il dolore che ha provato (Foto Fb)

Marco si è raccontato in un’intervista parlando di sé e di un evento che gli ha cambiato totalmente la visione di vita risalente a dodici anni fa: un incidente. Si ritrovò per terra proprio in Via Nomentana e afferma Marco: “mi apparve prima Sabrina Ferilli, le sussurravo: “E adesso? Come facciamo a recitare insieme tra pochi giorni?”. E poi la testa pelata di un infermiere che mi ripeteva: “Ma tu non sei l’attore? Mi raccomando, non addormentarti. Quello che mi è successo in fondo mi riporta alla mia natura: stare sempre all’erta. Se ti distrai, è finita”. 

Negli anni l’atteggiamento dell’attore è cambiato radicalmente tanto da dichiarare: “Ho attraversato il dolore e il dolore mi ha cambiato. Ero più riservato, ma adesso che gli anni passano e la corda brucia da entrambi i lati è come se sentissi un’urgenza e avvertissi la fretta di non perdere tempo e di sbrigarmi […] Se piango? Mi capita e mi è capitato, ma non me ne sono mai vergognato. Neanche davanti ai miei figli. Farsi consolare forse è sbagliato, ma mostrare le proprie debolezze e gli occhi umidi non lo è mai“.

Parlando della sua gioventù ha raccontato di essersi sempre buttato nelle cose come un vero esploratore aggiungendo: “Volevo diventare un pilota, correre con la motocicletta e conoscere la gente senza dover ricominciare ogni volta da zero: “Ciao, sono Marco, mi piacciono i Clash, Jane Birkin, i noir francesi e i campi di calcio in pozzolana di Tor Marancia”. Alla lunga, du’ palle“.

Ha parlato anche della sua famiglia, tre fratelli di cui uno non c’è più, il secondo, Ezio, fa lo spedizioniere e Giuseppe- “È come un ragazzino di dieci anni, ma ne ha quarantanove”.

Giallini quando parla della felicità afferma: “Una parola da mettere prima o dopo perché avvertirla quando la vivi è difficile. Se sei felice sempre però, secondo me è un problema”.