Lavoro: nel periodo pandemico, calo degli occupati senza precedenti

La pandemia porta con sé un’impressionante dato riguardante il calo degli occupati nella galassia lavorativa.

Agricoltore raccoglie limoni
Lavoratore in un campo agricolo (GettyImages)

Gli effetti del Covid-19 non stanno soltanto portando gravi danni all’economia italiana, ma anche nel mondo lavorativo. In effetti, il calo degli occupati, nel quarto trimestre 2020, è arrivato a livelli senza precedenti.

I numeri mettono in allarme il mondo politico e il ministro per il lavoro e le politiche sociali, Andrea Orlando, parla della cassa integrazione. Le decisioni del governo, in merito, sono quelle di una proroga fino  a giugno per la cig, ma per i dipendenti della piccola e media impresa si parla di un prolungamento fino a ottobre.

Il calo degli occupati va di pari passo alle restrizioni dovute all’emergenza

Donne lavorano con il pc
Lavoratrici davanti a dei personal computer (GettyImages)

La continua serie di chiusure delle attività commerciali non ha affatto giovato il mondo lavorativo. Il calo degli occupati si assesta a 456 mila posti di lavoro in meno. Sono dati emersi da una recente ricerca dell Istat, che vanno ad osservare le dinamiche del quarto trimestre 2020.

Questi numeri fanno seguito a quelli che si riferiscono ai disoccupati e agli inattivi. Ad ora, il rapporto dell’Istat afferma che il calo degli occupati è del 2%. Dati allarmanti che hanno riportato la situazione ai livelli del 2017, appena dopo gli ottimi risultati avvenuti nei due anni successivi.

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Record di crescita occupazionale, del 2018-2019, annientato dalla pandemia

Tanti italiani in fila alla caritas
Fila con 45% di italiani alla Caritas (Web Source)

Le politiche lavorative del passato esecutivo avevano creato un piccolo miracolo nel mondo lavorativo. Effettivamente, la crescita nelle statistiche occupazionali avevano portato ad un massimo storico.

Questi dati vanno a conciliarsi con quelli della diminuzione della povertà in Italia. Gli effetti delle politiche del precedente governo, a guida M5S e PD, si erano fatti sentire nella popolazione più fragile. Sempre secondo l’Istat, nel 2019, circa mezzo milione di persone avevano smesso di soffrire la povertà. Si trattava di una diminuzione dal 7 al 6,4 per cento nel totale ed era effetto della distribuzione del reddito di cittadinanza.

Ora la pandemia sta eliminando questi benefici e tende a far regredire questi dati, che avevano creato speranza. Si parla all’incirca di un milione di nuovi poveri e sembra che le donne siano quelle più colpite da questo devastante problema.