Blocco licenziamenti, l’annuncio dal Ministero del Lavoro

Tramite una dichiarazione, rilasciata da parte del ministero del lavoro e delle politiche sociali, si fa chiarezza sul blocco dei licenziamenti.

Il ministro del lavoro e delle politiche sociali
Il ministro del lavoro Orlando (GettyImages)

Il ministro del lavoro, Andrea Orlando, si è espresso sulle politiche emergenziali da attuare in difesa dei dipendenti. Le sue parole fanno merito alla decisione che si prenderà sul tema del blocco dei licenziamenti.

“La strada intrapresa è quella che vede una proroga delle misure emergenziali in tutela dei lavoratori”, dice il vicesegretario vicario del PD. “Questo blocco dei licenziamenti è proiettato verso quei dipendenti che posseggono gli strumenti ordinari di flessibilità”, continua il ministro.

Vista la situazione emergenziale, il blocco dei licenziamenti potrebbe essere prorogato

Operaio riposa su un rotolo
Lavoratore fotografato mentre riposa (GettyImages)

In attesa della decisione definitiva dell’esecutivo, si è svolta l’audizione alla commissione Lavoro del senato. Proprio in questo contesto, il ministro del lavoro ha fatto intendere che, molto probabilmente, il blocco dei licenziamenti continuerà.

Gli unici che non avranno beneficio del blocco saranno tutti quelli non aventi contratti con strumenti ordinari (ferie, permessi, banca ore, etc.). Per tutti questi lavoratori, “verrà effettuata la riforma per gli ammortizzatori sociali”.

La riforma “deve essere universale e semplificata” dice l’attuale ministro. “Bisogna decidere in tempi rapidi” continua. “L’accesso deve essere più rapido, più esteso e non deve badare alla grandezza delle aziende”.

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Le donne hanno subito, più degli altri, gli effetti negativi della pandemia sul lavoro

Donne alle prese con strumenti da lavoro
Donne che lavorano in una fabbrica (GettyImages)

“Quello che abbiamo fatto di buono in questi tre anni, sul tema donne e del loro lavoro, è andato perso”, evidenzia Orlando. In effetti, sembra che a perdere il lavoro, in questo periodo di pandemia, siano state sopratutto le donne.

Sono 100 mila i posti in meno occupati dal gentil sesso nel mondo lavorativo. Il problema è sorto non appena vi è stato da correre ai ripari dei “carichi familiari avvenuti da quando la pandemia è iniziata, fino ad oggi”, conclude il piddino.