Coronavirus, i segnali d’allarme collegati alla pelle

Lo studio sull’espandersi del contagio da Coronavirus ha aiutato a scoprire diverse novità collegate alla pelle: ecco quali sono.

coronavirus (web source) (2)
coronavirus pelle (web source) 

Continuano gli studi legati al contagio da Coronavirus. Quest’ultimi non riguardano solo il vaccino, al centro di grandi dibattiti, ma anche sui segnali d’allarme che possono farci percepire una possibile positività.

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Grazie ad uno studio condotto con il supporto della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse e reso noto sul Journal of the American Academy of Dermatology, sono stati individuati sei sintomi che possono essere manifestazione del virus associata a diversi stadi della malattia.

Coronavirus, i segnali collegati alla pelle

coronavirus (web source) (2)
coronavirus pelle (web source)

Il tutto nasce dalla scoperta della cute come ‘campanellino d’allarme per l’espandersi del virus nel corpo’. Di conseguenza il Coordinatore della ricerca che andiamo a scoprire, afferma come: “Per questo motivo è fondamentale controllare sempre la propria pelle”.

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Di conseguenza i sei fenotipi individuati e che potrebbero essere correlati al Coronavirus si vanno ad inserire in un quadro clinico molto particolare. Il primo è simile all’orticaria. Il secondo invece ad un’eruzione morbilliforme sia agli arti che al tronco. Poi abbiamo anche una reazione cutanea che potrebbe ricondursi alla varicella.

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I segnali preoccupanti

tamponi coronavirurs (web source)
tamponi coronavirurs (web source)

Gli altri campanelli d’allarme che possono essere rilevati sono: presenza di lesioni tipo geloni, vasculite, con un colorito rosso vinoso e possibile formazione di ulcere sugli arti inferiori. Da sottolineare come questi sintomi siano stati messi sotto al riflettore in seguito allo studio condotto su 200 pazienti in tutta Italia.

La durata media delle manifestazioni cutanee osservata è stata di 12 giorni mentre per quella dei gelosi si arriva fino a 22 giorni. Si è inoltre rilevato che i geloni erano sintomo prevalente tra i giovani ed erano associati ad una manifestazione asintomatica del virus.

Mentre si è poi evidenziato che, in seguito a due studi internazionali, si era assunto come dato di fatto che le lesioni della pelle più gravi fossero correlate ad una forma più grave di Coronavirus. Questo tipo di corrispondenza invece non esiste secondo gli studi svolti in Italia. Nessuna correlazione tra gravità della manifestazione cutanea e malattia da virus.

Invece, con gli studi italiani si è scoperto che esiste correlazione tra aumento dell’età e gravità della malattia. Di conseguenza il consiglio è di prestar attenzione ai segnali sopra indicati e soprattutto, di effettuare il tampone nel caso ci siano i sintomi descritti.