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Tutte le strade portano a Helsinki!

Tutte le strade portano a Helsinki!

Il cantante è nuovo, l`amore per i `70 e la voglia di raccontarsi no

di Giancarlo Maero ~ 08/03/2006
chi
Amorphis
testuali parole
"Io considero gli Amorphis come una metal band, non so quali etichette si usino, ma è metal; anche se abbiamo suonato pure materiale più morbido, le nostre radici sono metal, heavy metal!"
Finlandia, contea degli Amorphis, là dove a chitarre distorte si mescolano i racconti della tradizione locale, dove lo spirito libero dei ’70 inglesi incontra tenui spezie orientali. Al quindicesimo anno di vita, la band, forte di un nuovo cantante, raccoglie in un album un po’ di questa sapiente pozione e ce la offre candidamente, come un farmacista di lunga esperienza ma di modi semplici. Nella densa ombra di un’eclisse dai colori caldi, Esa Holopainen e ci racconta i retroscena di questa nuova alchimia.


Tomi Joutsen è negli Amorphis da ormai un anno circa, e Pasi Koskinen aveva lasciato il gruppo già qualche mese prima. Penso che ora si possa guardare indietro e distinguere con chiarezza cosa è effettivamente accaduto, nei motivi e nei fatti. Puoi raccontarcelo?
Dunque, con Pasi il fatto principale era la mancanza di motivazioni. Stava per avere un altro figlio, e sai come vanno queste cose, forse non aveva più tanto interesse a lavorare con noi come band, e con un nuovo bambino, il tutto diventava più difficile. Perciò ne parlammo, pensando che fosse forse meglio che lasciasse la band, così che lui potesse concentrarsi sui suoi affari e noi sugli Amorphis. Trovare un nuovo cantante ci richiese un bel po’ di tempo, la ricerca non fu facile, ma quando Tomi venne nella nostra sala prova la prima volta capimmo che era quello giusto. Iniziammo subito a lavorare insieme, poi un tour di due mesi in America provò che era eccellente anche dal vivo. Siamo molto contenti di Tomi.

Chi ha scelto “House Of Sleep” come singolo, voi o l’etichetta? Non sembra una scelta casuale, essendo di certo molto orecchiabile, “facile” se vogliamo definirlo così, ma dall’altro lato non mostra molto dei cambiamenti, delle peculiarità dall’album, in quanto è un pezzo più lineare e nel vostro più classico stile.
L’abbiamo scelto noi, era il pezzo più radiofonico, quindi l’abbiamo deciso in accordo con l’etichetta. E’ uscito comunque solo in Finlandia.

L’avete pubblicato solo in Finlandia, però lì è andato direttamente al numero uno nelle vendite. Questo nel nostro paese è molto difficile da immaginare, potresti chiarire quale è l’impatto di ciò sulla band e su voi come persone?
Mmmh, come la vediamo… Non è che abbia un impatto enorme. Quando realizzi un album metal sai che in Finlandia venderai comunque abbastanza bene, qui è diventato un po’ un genere nazionale, la gente compra parecchio metal. Tuttavia non è che l’essere in classifica dimostri alcunché, e la mia ideologia è piuttosto lontana da quella di chi ascolta solo ciò che si trova in classifica. In ogni caso è piacevole che accada!

Una domanda cattiva: qua e là ho sentito quelle che potrebbero suonare come reminiscenze di altre band scandinave, per esempio quella sorta di grezza malinconia gotica dei Sentenced, o anche qualcosa degli Opeth. Puoi commentare sia l’osservazione che questi gruppi?
Be’ non lo so. Mi piacciono queste band, specialmente gli Opeth, su questi paragoni non ho idea, forse è per lo spettro vocale di Tomi, che è più profondo di quello di Pasi. Non so, quella musica ci piace, ma sono sicuro che abbiamo molte altre influenze nel nostro sound.

Avete reintrodotto i growl tra le parti vocali. Questo suscita due domande, e la prima è perché e quanto ciò fosse necessario, o se fosse piuttosto un esperimento.
E’ principalmente a causa Tomi: ci chiese di farlo, voleva provare, essendo un grande fan dei nostri album più vecchi. A noi sta bene che possa utilizzare anche questo stile, cosa che Pasi non faceva, ed è anche un modo per presentare la sua idea sul suono degli Amorphis, perciò penso che tutti saranno eccitati da questo.

La seconda domanda riguardante i growl è: voi avete iniziato con il death metal, poi siete cambiati, vi siete espansi e la mera definizione “metal” non vi stava più così bene addosso, c’era molto di più. Ora, con queste voci apertamente metal, pensi che rischiate di essere di nuovo etichettati con definizioni che potrebbero anche non piacervi? La cosa di preoccupa, o ti dà fastidio?
Io considero gli Amorphis come una metal band, non so quali etichette si usino, ma è metal; anche se abbiamo suonato pure materiale più morbido, le nostre radici sono metal, heavy metal (ride, nda)!

”Am Universum” era pregno di quello “spirito libero” degli anni ’70, e non parlo semplicemente di suoni (che si possono sempre ottenere oggi), ma soprattutto di strutture, della ricchezza di strumenti, degli assoli di sax e così via; “Far From The Sun” possedeva queste caratteristiche in misura minore, e dopo alcuni ascolti così mi pare anche per “Eclipse”. Però ho imparato a non fidarmi del primo ascolto con la vostra musica, che è così stratificata e profonda, perciò, anche se questo dovrebbe essere il mio lavoro, chiedo il tuo parere su quest’aspetto del nuovo album.
Molto semplicemente, credo che quest’album sia un po’ il “best of” dei precedenti, incorporandone un po’ i vari aspetti, sia di “Tuonela” e “Am Universum”, che di “Far From The Sun” con i suoi richiami orientaleggianti. Ci sono molti elementi, molto folk, chitarre riverberate o acustiche nascoste qua e là; c’è un gran lavoro dietro, a livello di suoni. Ma soprattutto volevamo presentare, mostrare Tomi, mettere un po’ di “distanza” per sottolinearlo, perché lo merita.

Questa volta è di nuovo tempo di testi tratti dal Kalevala, in particolare la tragica storia di Kullervo, che viene venduto come schiavo, si innamora inconsapevolmente della sorella (la quale si suicida per la vergogna), e dopo una pazza e sanguinosa vendetta si uccide con la sua spada, che gli parla e lo spinge a togliersi la vita. Una storia drammatica; qual è il suo significato secondo te e cosa vi ha affascinato in essa?
L’idea nacque anni fa, quando un regista finlandese voleva fare un film sull’argomento, e ci chiese se volessimo crearne la colonna sonora, così iniziammo a leggere questi libri. Purtroppo poi non trovò i soldi per fare il film, ma la storia ci affascinò; riflette molto bene la vita di oggi, gli stati d’animo della gente, la tragicità, la vendetta, l’amarezza, l’autodistruzione, che sono cose molto attuali, sebbene siano storie di secoli fa.

La scelta di una storia da narrare ha condizionato la parte musicale?
Quasi tutta la musica era già pronta quando abbiamo deciso i testi; tuttavia volevamo che le due cose si adattassero, per esempio quando Kullervo si innamora della sorella doveva essere più emozionale, mentre in “Perkele”, che è il dio del fuoco, volevamo qualcosa di più brutale. Penso che comunque la cosa abbia funzionato bene.

Probabilmente la maggior parte dei metal fan ha scoperto il Kalevala e il Kanteletar (due raccolte di poemi tradizionali finlandesi, nda) solo grazie agli Amorphis. Sappiamo che in Finlandia sono racconti popolari, ma cosa significa questo? Vengono raccontati ai bambini, o insegnati a scuola?
Sono un po’ come la Bibbia della gente del nord, tutti li hanno in casa ma nessuno li legge (scoppio a ridere, nda)… No, davvero, è proprio così! Però siccome hanno una grande influenza sulla lingua finlandese, vengono studiati anche a scuola, sebbene tu possa immaginarti i ragazzini quanto ne abbiano voglia…

Capisco, succede lo stesso qui con l’epica latina e greca.
Sì, bisogna anche presentare le cosa in modo che siano interessanti!

Circa 15 anni nel mondo della musica; anche i cambi di formazione lo mostrano, invecchiare porta nuovi problemi, nuove aspettative e prospettive. Come le fronteggiate? Famiglia, lavoro, come si combinano con la vita del musicista?
Eh, ci sono stati tanti alti e bassi, sai, a volte sei in cima al monte, a volte sei in fondo, grandi momenti e delusioni; così vanno le cose, non può sempre essere tutta “hype”, specialmente nelle lunghe carriere. Abbiamo bambini, mogli, che rispettano quanto facciamo, ma certo diventa due volte più duro partire per andare in tour.

La vostra strada si è incrociata varie volte con quelle dei Kyyria, questa bizzarra band che pochi probabilmente conosceranno, e da cui avete preso alcuni membri. Cosa mi sai dire di loro?
Oh, i Kyyria erano un gruppo piuttosto interessante a quei tempi, però non ebbero mai un successo significativo. Niclas e Santeri (basso e tastiere, nda) sono poi entrati negli Amorphis, Gas suona la batteria negli HIM, il cantante, che aveva partecipato a nostri album passati (alcune voci su “Tales From The Thousand Lakes”, nda), suona con un gruppo locale di musica diciamo più commerciale. Una grande band, avevano un sacco di buone idee, una miscela musicale interessante, ma, chissà…

Forse era troppo!
Già, forse è così (risate, nda)!

Ho letto che vari componenti degli Amorphis partecipano al disco country di Jeff Walker (cantante e bassista degli indimenticabili Carcass, nda). Raccontami qualcosa di questa storia!
Questa è una storia divertente. La prima volta che conobbi Jeff fu nel ’95, ma in quel caso lo incontrai, gli parlai e tutto finì lì, non lo rividi per anni. Poi Jeff ha conosciuto Ville Valo degli HIM, e venendo a trovarlo in Finlandia ha incontrato in un bar Niclas, che ci passa alquanto tempo, così sono diventati amici, e Jeff ha deciso di registrare questo album negli studi di Niclas e Santeri. C’erano già molti altri musicisti coinvolti, e così ci hanno partecipato anche quasi tutti gli Amorphis. E’ un disco di vecchie canzoni country, ma puoi sempre riconoscere che è Jeff Walker dei Carcass (ridendo di gusto, nda)! E’ un gran personaggio, come noi è molto cinico riguardo al music business e ha molte storie da raccontare.

Quale dei vostri passati album vi ha deluso, non in se stesso ma per come è stato ricevuto?
“Far From The Sun”, l’abbiamo prodotto per la EMI, che fu una grande delusione in fatto di promozione, non fecero davvero un grande sforzo. In alcuni paesi fecero un buon lavoro, come in Germania, dove l’album poi andò bene, ma per il resto ci fu del disappunto, fu molto stupido e frustrante pubblicare per qualcuno che non ci supportava.

si dice sul forum...

Come si chiama il disco di Jeff Walker?
di che tristezza il 08/03/2006 16.13.06
Welcome To Carcass Cunty
di Giancarlo Maero il 08/03/2006 16.13.37
boltzmann ha scritto: Welcome To Carcass Cunty

ed è uscito come Jeff Walker? tu boltz l`hai ascoltato, come e`?
di che tristezza il 08/03/2006 16.25.34
che tristezza ha scritto: boltzmann ha scritto: Welcome To Carcass Cunty

ed è uscito come Jeff Walker? tu boltz l`hai ascoltato, come e`?

Non ancora, ho sentito giusto un pezzo. Dovrebbe uscire in aprile, credo sia una cosa un po` delirante, con Jeff che canta sguaiatissimo sopra le basi di questi pezzi tradizionali country, ma non ne sono sicuro. La curiosità è fortissima. Mi pare che esca come Jeff Walker.
di Giancarlo Maero il 08/03/2006 16.55.25
boltzmann ha scritto: che tristezza ha scritto: boltzmann ha scritto: Welcome To Carcass Cunty

ed è uscito come Jeff Walker? tu boltz l`hai ascoltato, come e`?
Non ancora, ho sentito giusto un pezzo. Dovrebbe uscire in aprile, credo sia una cosa un po` delirante, con Jeff che canta sguaiatissimo sopra le basi di questi pezzi tradizionali country, ma non ne sono sicuro. La curiosità è fortissima. Mi pare che esca come Jeff Walker.


Grazie molte!
faccio una ricerca con google!
di che tristezza il 08/03/2006 16.57.37

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