Be happy with what you have to be happy with
Superstar elettronica, principe del remix, da New York alle nostre pagine il pluripremiato David si racconta
Cos`hanno in comune Eric Clapton e Photek, i Basement Jaxx e Julio Iglesias, Jamiroquai e i Pet Shop Boys, Aretha Franklin e Björk? Tutti, in compagnia di una serie interminabile di artisti internazionali, sono sul curriculum di David Morales, uno dei deejay più famosi e quotati del mondo, ora intenzionato soprattutto a scrivere e produrre. Se l`estate del 2004 lo ha visto protagonista di un tour mondiale, "2 Worlds Collide", il suo ultimo disco, pubblicato a novembre con DMI Records e subito molto apprezzato, ha portato Morales - già Grammy Award come `Remixer dell`anno` - nuovamente a collezionare ore e ore di volo per esibirsi in tutto il mondo.
David, il tuo carnet è ricchissimo di impegni che ti portano a volare da una parte all`altra del mondo in continuazione, non ti capita mai di sentirti sotto pressione?
No, perché non si tratta di pressione, ma di responsabilità che ho verso me stesso e non verso qualcun altro: quello che mi tornerà indietro sarà quello ho messo nelle cose, quindi il mio impegno e il mio lavoro.
Spesso nelle interviste scherzi sulla tua sorta di carriera parallela come modello (nel 2001 David è stato uno dei testimonial Iceberg Jeans - ndr), ma come si fa a quarantadue anni ad essere in forma come lo sei tu e seguire i tuoi ritmi?
Prendo delle pillole magiche (ride)! No scherzo: sono magro di natura, nessuno nella mia famiglia ha mai avuto la tendenza ad ingrassare, cerco di mangiare sano, prendo le vitamine e vado in palestra quando posso, cercando sempre di non abusare mai del mio corpo. Come dicevo, si tratta di essere responsabili: se io per primo non lo sono nei miei confronti, nessun altro lo sarà. Ho abusato di me stesso molte volte nel corso degli anni, ma alla lunga arriva sempre il momento in cui decidi di rivoluzionare il tuo stile di vita.
Il tuo ultimo disco "2 Worlds Collide", uscito lo scorso novembre, è il primo lavoro in studio dopo 10 anni. Si tratta di un progetto che avevi in programma da tempo?
No, si tratta di un nuovo progetto nato da un`idea molto recente. Per molto tempo ho lavorato scrivendo e producendo per altri artisti, quindi senza essere direttamente io l`artista, ma piuttosto la persona dietro le quinte. In realtà anche adesso sento di essere la persona dietro le quinte, perché mi affido a cantanti per farmi fare bella figura, il mio compito è quello di
creare la piattaforma che permetta loro di esprimersi. Recentemente ho deciso di mettere insieme uno studio per tornare a lavorare in questa dimensione, per quanto mi piaccia sempre mettere i dischi come dj, ma proprio perché la dj culture sta vivendo un momento di massiccia popolarità e la gente tende a considerarci delle superstar in quanto nuova generazione di artisti. La differenza tra oggi e dieci anni fa è che ora gli artisti sono ben felici di comparire sui dischi dei dj, mentre in passato non era così immediato.
Quindi il nuovo disco rappresenta quella che è la tua attuale identità musicale?
Assolutamente sì. La gente sa cosa aspettarsi da me, e il nuovo disco per certi versi è simile al precedente, che però aveva ritmi diversi, più r`n`b e reggae così come degli elementi dance mentre questo è più melodico e mi rappresenta come autore e produttore: no lo vedo come solamente il disco di un dj, ma lo considero un disco molto valido e originale, completo, in cui
non mi limito ad utilizzare le idee o i sample di altre persone.
Collaborare con così tanti artisti talmente diversi tra loro ha contribuito in qualche modo a fare di te la persona che sei oggi?
Anche in questo caso la risposta è: assolutamente sì. Penso che sia certamente stata la mia esperienza lavorativa nel corso degli anni che ha contribuito a fare di me la persona che sono oggi, soprattutto musicalmente parlando. Ed era arrivato il momento di prendermi una pausa per fare sì che me ne rendessi conto, per poter poi capire cosa desideravo fare veramente e
dove volevo trovarmi all`interno di questo business, in cui puoi facilmente perdere la prospettiva delle cose e quindi il tuo divertimento, nel senso di piacere di lavorare.
Hai intenzione di continuare a scrivere musica e lasciar passare in secondo pano il ruolo di dj?
Sì, intendo dedicarmi maggiormente alla scrittura e produzione di musica in modo più consistente, al posto di fare solo qualcosa qua e là. Devo cercare di trovare l`equilibrio tra mettere i dischi e produrli! Ed è proprio questo a rendermi ricco in un modo che i soldi non potrebbero mai equiparare, che
per me si traduce nel trasmettere alle persone qualcosa di molto sincero ed emozionale e portare loro speranza e luce, in un modo che per me non ha nulla di materiale ed economico. Per me la musica è qualcosa che è lì per te anche nei momenti in cui ti sembra di non avere più nulla, e ritengo di avere avuto un dono nel senso che è un privilegio per me poterla trasmettere. E il fatto di avere più esperienza di altri significa semplicemente che ho ereditato questo messaggio da chi è venuto prima di me
e a mia volta lo trasmetterò a chi verrà influenzato da me. Sono convinto che nel music business, come nella vita, sia sbagliato essere egoisti e che si debba sempre trasmettere qualcosa agli altri.
La tua è una mentalità molto generosa.
Certamente, è una cosa in cui credo molto e mi sforzo di applicarla tutti i giorni, ad esempio anche nei momenti in cui, non importa quanto io sia distrutto, si presenta qualcuno che chiede un autografo e sarebbe ingiusto rifiutarlo, perché in qualsiasi caso non sei nessuno senza i tuoi fan, sono solo loro che ti fanno andare avanti, non ti svegli un mattina dicendoti
"ok, sono una star", ecco perché è necessario restituire loro qualcosa di quello che ti danno. Quando sei in tour e vengono a vederti puoi distruggere tutto il loro entusiasmo rifiutando quell`autografo o quella foto che li farebbe felici ma non solo: al contempo danneggeresti anche qualcosa di tuo. Penso che atteggiarsi a superstar sia sbagliato e adoro vedere la gioia sui volti delle persone quando gli dedichi del tempo, e a distanza è molto facile vere l`impressione sbagliata considerando inarrivabile qualcuno che invece è esattamente come te.
Temi sia questa l`impressione che le persone hanno di te (la mia è quella di una persona estremamente gentile e disponibile - ndr)?
Semplicemente penso ci sia un punto in cui sia fondamentale per le persone restare con i piedi per terra, perché finito lo show torni nella tua stanza e devi guardarti nello specchio e rendere conto a te stesso delle cose che hai fatto e chiederti "sei felice di te stesso e di dove sei arrivato?". Andando a dormire devi sapere di aver fatto qualcosa di buono nella tua
giornata...credo di aver detto abbastanza, non credi? (ride)