Ancora un pò di vodka?
Coltelli, trattori e tanta, tanta violenza.
Questa credo sia l’intervista più folle che abbia fatto. Parlare con Markus fa un effetto stranissimo. All’inizio se ne sta sulle sue e sembra non volerti rivelare niente, poi se tocchi il tasto giusto si mette a parlare della storia della Finlandia, tanto che a meno di non essere storici di professione, ti ci perdi nelle sue citazioni e nel suo rifarsi a uomini politici che per te non vogliono dire nulla. E appena passi a discutere del suo passato, del suo mondo e della sua musica, Markus straripa e parla di cosa sia la Finlandia, di quanto gli piacciano i bar della Esso e di cosa voglia dire vivere a quella latitudine, per non pensare a tutte le cose folli che ci mette in mezzo, vedi i concept dei suoi album o la sua esperienza di vita, che non sai neppure tu se credergli davvero. Sembra di essere stati catapultati in una pellicola di Kaurismakii. A tutto questo aggiungeteci l’effetto che può fare ascoltarlo mentre hai in testa il suono durissimo del suo progetto, un bastardo incrocio di industrial marziale, sfondi neoclassici, deliri da ubriaco oltre alle mitiche humppa ovviamente. Non sapete cosa sono le humppa? Ancora un bicchierino e ve lo spieghiamo...
E’ appena uscito il tuo nuovo album, “Karjalasta Kajahtaa”, e con questo nuovo lavoro hai anche cambiato label passando alla Cyclic Law. Come mai questo cambio?
Il rapporto con la Cold Meat Industry si è rotto per parecchie ragioni, e così ora Karjalan Sissit
fa parte della famiglia Cyclic Law, che è una label indipendente con molti artisti di valore, infatti tutte le sue releases sono uniche.
Tutto l’album sembra legato alla storia stessa dei Karjalan Sissit: si può parlare di un concept?
Si e no...in quanto fa parte di una trilogia in cui vorrei raccontare alcune cose: ad esempio la malinconia finnica...e un padre di famiglia alcolizzato che ha completamente perso l’uso della ragione lavorando duro in fabbrica ma senza avere niente di allegro nella sua vita. Sua moglie è una puttana e ovviamente i suoi figli non lo amano. Prova a immaginare la sensazione di avere un matrimonio rovinoso e di renderti conto sempre di più che tutto ti sta portando velocemente all’inferno. E’ tutto orribile e l’unica possibilità per uscirne è ucciderli tutti o suicidarsi ma non è neppure così facile...
Qualsiasi cosa tu faccia con un pò di “sense of humor” non viene mai preso bene e ti assicuro che queste cose capitano davvero nella vita reale!
"Karjalasta Kajahtaa" prende spunto da parecchie caratteristiche tipiche della Finlandia degli anni ’70: i trattori, i coltelli, la vodka, la sauna, i bar della Esso e ogni elemento deteriore dell’epoca...
Uhm, che bel quadretto...Ma cosa ti affascina di quel determinato periodo storico?
Sono tutte storie che mi ha raccontato mio nonno che visse il periodo della guerra. Non so se si possa parlare di fascino, ma sta di fatto che la Finlandia all’epoca stava camminando verso l’inferno. Questo è quello che pensa una gran parte dei finlandesi. Noi ricorderemo sempre quel periodo. Ringrazieremo sempre Mannerheim, che era un buon leader. Fu una questione diplomatica a trascinarci in quella guerra, ma per fortuna alla fine ottenemmo l’indipendenza.
Ok, passiamo alla musica: c’è in tutto l’album una netta dicotomia ad esempio tra i brani marziali e quelli d’epoca: come mai questa scelta?
I finlandesi adorano i vecchi classici. Trovavo il mio stile troppo cupo così ci ho aggiunto qualche vecchio pezzo “humppa” per renderlo più allegro! E inoltre erano perfetti per la musica di Karjalan
Sissit. Sono una specie di trademark dello stile Karjalan Sissit, e credo che anche le persone che non vivono in Finlandia li possano apprezzare. Inoltre quelli presenti nell’album sono pezzi originali...
Il contrasto continua anche nelle foto che rappresentano spesso momenti sereni, familiari o goliardici, mentre il sound è decisamente più minaccioso e cupo. Qual’è il significato di questo contrasto?
E’ il mio modo di dimostrare gratitudine alla mia famiglia e inoltre credo che siano perfette per l’artwork e per rendere appieno il senso di Karjalan Sissit. Sai, credo sia meglio servirsi di qualcosa che per me abbia un significato come le foto dei miei parenti piuttosto di usare materiale che per me non ha un vero valore. Karjalan Sissit è prima di tutto un omaggio a Suomi / Finland Perkele!
All’inizio del libretto c’è un testo di Kivi. Ti va di parlarcene? Chi era Kivi e cosa significano quelle parole?
Era uno scrittore finlandese. Una leggenda. Purtroppo un anno fa ha avuto un collasso psicologico e in accordo con le leggende popolari le sue ultime parole sono state:
Minä Elän ( I am alive ).
NOW DIG MY GRAVE
BENEATH THE BAY WILLOWS BOUGHS
AND WITH BLACKNESS COVER IT OVER AGAIN
THE FOR EVERMORE
GO FROM MY DOMAIN
I WISH TO SLUMBER IN PEACE
Musicalmente Karjalan Sissit resterà un progetto legato a questo stile anche in futuro o ci saranno novità nel sound?
Cercherò di avvicinarmi ancora di più a uno stile legato alla tradizione. Il quarto album sarà incentrato sull’uso di cori. Ma prima di questo verso l’inizio del 2005 uscirà per Erebus Odora il mio progetto parallelo Pesonen. Sarà molto più caotico e aggressivo rispetto a Karjalan Sissit. Si baserà sui miei problemi psichici. E’ stato scritto prima che entrassi in un manicomio. Questo è il motivo per cui uscirà con il mio cognome. Ci saranno anche altri lavori: voglio esplorare altre direzioni e non solo lo stile neoclassico.
Per quanto riguarda Karjalan Sissit spero che a inizio 2005 esca un 7”Ep, anche perché il quarto album sarà pronto per fine 2005.
Ci sono dei nomi che ti hanno influenzato e ispirato?
Il disgusto per questa bastarda di società e la mia vita miserabile.
Ma cosa significa vivere in Finlandia oggi?
Vodka, sauna, belle donne, bar della Esso etc etc puro amore in chiave malinconica!