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Classifica kronica 2009

Cosa abbiamo ascoltato noi… E cosa lasciamo a voi

di Giancarlo Maero ~ 25/01/2010

Classifica 2009Questa è la nostra personale classifica dei 20 dischimigliori del 2009! Ma ci siamo sforzati di produrre anche altre due classifiche più circoscritte: i 10 disci del 2009 in ambito rock/pop/electro e i 10 in ambito metal/hard/punk.Buona lettura!

 

Pronti a litigare? A scannarsi su trendismo e conservatorismo, sulle scelte facili e quelle coraggiose, sui dischi che ci devono essere e sulla nicchia della nicchia della nicchia… Il giorno in cui un lettore ci dirà, come Rolando: miii, non ci posso credere! La classifica è uguale a quella di mio cuggginooo!, be’, signori sprangate le porte, che passeremo col sacchetto dell’elemosina.

Ma va benissimo fare bagarre – come i giornalisti chiamano educatamente le risse in Parlamento: se la mamma di qualcuno di voi ha mai urlato, ai tempi della vostra infanzia, bambini smettete di fare bagarre, sappiate che siete candidabili. Il giorno in cui avremo un protocollo infallibile o calato ex machina per produrre una classifica discografica sarà il caso di trovarsi un passatempo migliore.

La nostra speranza è semplicemente quella di darvi dei buoni consigli, su cui abbiamo scommesso la nostra modesta reputazione e su cui crediamo che anche voi possiate spendere qualche euro. E se tra tutti i buoni consigli di cui la rete è piena avete un occhio per considerare i nostri vi siamo grati. Fatecelo sapere, vi assicuriamo che non riempirà le nostre tasche e vi promettiamo di non gonfiarci l’ego, ma avrete contribuito a rendere speso bene un altro anno di follia musicale. Kronica e cronica.

 

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1) Zu – Carboniferous

Una miniera in cui gli Zu... ritrovano tutte le proprie essenze fuse nel carbone e ne ricavano il lapis definitivo... gli Zu danno una risposta perentoria a domande e dubbi, sedendo in cima a un monte che hanno inciso a loro immagine e somiglianza.

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2) Bill Callahan – Sometimes I Wish We Were An Eagle

Bill Callahan riscopre la bozza dell'intimismo, senza per questo rinnegare un'evoluzione ormai compiuta... Gettando, nel mentre, lo sguardo verso il futuro. Come fanno i grandi.

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3) Do Make Say Think- Other Truths

un compendio fenomenologico della band canadese... Con purezza e sincerità. Aspetti che da certe parti non vengono dimenticati in base alle tendenze.

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4) Mastodon – Crack the Skye

... il demoniaco, il soprannaturale e il meraviglioso coesistono... Ovvero ritroviamo l'universo heavy metal, di cui indiscutibilmente i Mastodon sono, qui ed ora, la più perfetta rappresentazione.

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5) Vic Chesnutt - At The Cut

Il combo canadese a nulla rinuncia, tuttavia la scelta orchestrale si adagia con maggiore decisione nelle pieghe introspettive ed addolorate di Chesnutt... E le sommità della musica ringraziano per essere state ancora illuminate.

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6) Converge – Axe to Fall

... una sorta di creatura arborea le cui radici affondano saldamente nel terreno, ma i cui rami si espandono in mille direzioni e dovunque ci siano stimoli nuovi...

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7) Sunn O))) – Monoliths & Dimensions

... in virtù della propria autocoscienza, al riparo dalla critica di istrionismo circense o di astrattismo e autocompiacimento... un’atmosfera di purificazione che non teme più di rivelarsi...

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8) Barzin- Notes to an Absent Lover

le strette sospese possono essere dolorose, anche quando straordinariamente romantiche. E quelle di Barzin sono così...

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9) Edda - Semper Biot

L'Edda di oggi è un quarantacinquenne dall'immagine ripulita... ma dall'animo sempre tormentato e pieno di fantasmi che rendono Semper Biot... un album profondamente sofferto...

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10) Shrinebuilder – Shrinebuilder

... un disco profondo, magnetico ed evocativo, eppure sempre lucido, dinamico, concentrato sulla proporzione e sulla fluidità... amalgamando con maestria coscienza, incoscienza e crepitante intensità...

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11) Balmorhea- - All Is Wild, All Is Silent

carezze romantiche... quasi impercettibili e (non) per assurdo emotivamente assordanti... in una camera chiusa a chiave con doppia mandata, ma con le finestre aperte su panorami non infiniti eppure dilatati...

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12) Queensryche – American Soldier

... hanno raggiunto quella tranquillità che solo una maturità artistica formata da una carriera invidiabile può fornire, ma non sembrano comunque paghi nel cercare di stupire e di mostrarsi ai vertici...

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13) Clues – Clues

... l'attitudine di chi, grazie a gusto e talento, sa rinnovare ciò che rinnovabile non dovrebbe esserlo per inerzia. Chapeau.

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14) Telefon Tel Aviv – Immolate Yourself

E' un salto di qualità, auspicato. Freddo solo nell'apparenza, incessante e frenetico nel rispetto dei dettagli... un album importante. Che resta (e non diventa) tale anche dinnanzi ad eventi di ben altro spessore.

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15) Gotthard – Need to Believe

... un disco "d'altri tempi"... sulle prime pensi "questa piacerebbe solo a mia madre" e poi ti trovi a cantarli come un idiota sotto la doccia...

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16) Wolves In The Throne Room – Black Cascade

I Wolves non solo sono maestri nei meccanismi... ma alimentano tutto questo con una partecipazione emotiva e addirittura corporea... accordandovi letteralmente il proprio respiro.

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17) Mono – Hymn to the Immortal Wind

... fenomenologia post rock mai negata, solo, oggi, resa classica oltre ogni più rosea aspettativa...

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18) Fever Ray - Fever Ray

nato da una manciata di canzoni-pensieri, di melodie canticchiate sottovoce per non svegliare la creatura... il progetto Fever Ray è cresciuto, meravigliosamente... la logica continuazione del percorso The Knife...

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19) Nile – Those Whom the Gods Detest

Occorre dare atto ai Nile di essere stati una sorta di faro per il death metal americano ed internazionale.

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20) Porcupine Tree – The Incident

The Incident è l’opera stilisticamente più ricca e compiuta dei Porcupine Tree... senza perdere un briciolo di coerenza.

L'immagine usata per la locandina è di !anoughty! ed è tratta da qui

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