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Classifica metal/hard/punk 2009

I nostri rumori preferiti del 2009

di Giancarlo Maero ~ 25/01/2010

Classifica 2009 metal hard punkQuesta è la nostra personale classifica dei dischi migliori del 2009 in ambito metal, hard rock e punk. Ma non vorrai certo perderti anche quella in ambito rock/pop/electro e la classifica generale!

 

Tempo di classifica, una tragedia! D’accordo, è un bel gioco ma anche se la nostra redazione metal/hard/punk è tutto sommato piccola, il calderone musicale è bello grosso e nel sobbollire generale c’è stato, al solito, chi ha definito il 2009 anno ricco tanto quanto chi si è sentito a stomaco vuoto.

Della seconda categoria han fatto sicuramente parte non pochi affezionati ai suoni più classici. Non è un caso se il buon collega Banfi lamentava ricordando il 1985, “un tempo in cui gli uomini erano uomini, le donne erano donne e i poser bruciavano nelle piazze”: certamente vari nomi grossi hanno passato gli ultimi dodici mesi in tour o a riposo (o a toppare), più preoccupante il fatto che forse un po’ latitino più verdi rimpiazzi. Se non vogliamo cadere nel revival puro, finiamo per affidarci ancora a veterani come i Queensryche e ai Gotthard che, in misura e maniere diverse, la classe non la perdono mai.

Idem come sopra, il death metal tira sempre più a un classicismo pericoloso. In prospettiva qualche coraggioso c’è (vedremo che faranno gli Obscura), godendoci un inaspettato colpo di coda autoriale dei Nile. In terra scandinava si batte pesantemente la fiacca. Il black metal ha perso chiaramente il presupposto ideologico, che però ha trovato nuova sponda in terre lontane: i Wolves In The Throne Room dimostrano che il black ha un’eredità musicale e concettuale e chi ascolta metal oggi non ne può più prescindere – perlomeno se si vuol fare della critica seria, chi vuole continui pure a usare i CD degli Ancient sotto la gamba corta della scrivania.

In tutto ciò, è campo libero per i nuovi giganti. Nuovi per modo di dire, Shrinebuilder consta di veterani eccellenti, che ne hanno sublimato fluidamente all’unisono la bellezza, per quanto siano stati attivi con parecchie uscite di qualità negli stessi ultimi tempi. E sia Converge che Mastodon sono passati dalla nicchia alla maturità da un pezzo, al punto che già con queste ultime uscite si sarebbe potuto legittimamente temere che il picco fosse sorpassato. Alzano sempre l’asticella, e anche stavolta ripetiamo il mantra nella speranza di una sempre più ardua smentita nei fatti. Dividerà senza dubbio la collocazione dei Sunn O))), proprio perché sono loro i più moderni, specie concettualmente, e le categorie del bello vanno riviste o messe da parte di fronte all’aspetto fondamentale dell’esperienza.

Non c’è stata discussione sugli Zu. Musica non significa patriottismo ed è bello poterli piazzare in testa pensando che questo è più di un disco dell’anno. All’estremo opposto, la discussione è infinita sui Porcupine Tree. Tanto che il sottoscritto si prende tutta la responsabilità per quanto segue. Perché, se è permesso, forse sarebbe il caso di dire che Wilson e compari sono bravi e fanno belle canzoni. Non sono né le genialità rivoluzionarie che i fan osannano in maniera ormai francamente fastidiosa, né meritano sputazzi a prescindere. Fortuna o sfortuna loro, la frazione di pubblico adorante pare averli adottati a idoli per qualcosa di più: una scoperta gelosamente tenuta segreta, di ricordi e di fattori personalissimi. Una partecipazione emotiva più che legittima, così come è altrettanto giustificabile che esista un mare di gente del tutto indifferente di fronte alle loro opere. Se sono in classifica, è perché oggi comunque i PT rappresentano nei fatti una certa porzione di amanti della musica. Forse non è nemmeno chiarissimo quale sia, e in grazie di cosa. Certo sarebbe più facile capirlo se potessimo discuterne con minor veemenza e integralismo, da entrambe le parti.

Alla fine, quel che vogliamo è scovare altra buona musica. Insieme è più eccitante e divertente, anche quando ci scaldiamo un po’.

 

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1) Zu – Carboniferous

Una miniera in cui gli Zu... ritrovano tutte le proprie essenze fuse nel carbone e ne ricavano il lapis definitivo... gli Zu danno una risposta perentoria a domande e dubbi, sedendo in cima a un monte che hanno inciso a loro immagine e somiglianza.

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2) Mastodon – Crack the Skye

... il demoniaco, il soprannaturale e il meraviglioso coesistono... Ovvero ritroviamo l'universo heavy metal, di cui indiscutibilmente i Mastodon sono, qui ed ora, la più perfetta rappresentazione.

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3) Converge – Axe to Fall

... una sorta di creatura arborea le cui radici affondano saldamente nel terreno, ma i cui rami si espandono in mille direzioni e dovunque ci siano stimoli nuovi...

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4) Sunn O))) – Monoliths & Dimensions

... in virtù della propria autocoscienza, al riparo dalla critica di istrionismo circense o di astrattismo e autocompiacimento... un’atmosfera di purificazione che non teme più di rivelarsi...

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5) Shrinebuilder – Shrinebuilder

... un disco profondo, magnetico ed evocativo, eppure sempre lucido, dinamico, concentrato sulla proporzione e sulla fluidità... amalgamando con maestria coscienza, incoscienza e crepitante intensità...

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6) Queensryche – American Soldier

... hanno raggiunto quella tranquillità che solo una maturità artistica formata da una carriera invidiabile può fornire, ma non sembrano comunque paghi nel cercare di stupire e di mostrarsi ai vertici...

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7) Gotthard – Need to Believe

... un disco "d'altri tempi"... sulle prime pensi "questa piacerebbe solo a mia madre" e poi ti trovi a cantarli come un idiota sotto la doccia...

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8) Wolves In The Throne Room – Black Cascade

I Wolves non solo sono maestri nei meccanismi... ma alimentano tutto questo con una partecipazione emotiva e addirittura corporea... accordandovi letteralmente il proprio respiro.

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9) Nile – Those Whom the Gods Detest

Occorre dare atto ai Nile di essere stati una sorta di faro per il death metal americano ed internazionale.

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10) Porcupine Tree – The Incident

The Incident è l’opera stilisticamente più ricca e compiuta dei Porcupine Tree... senza perdere un briciolo di coerenza.

L'immagine usata per la locandina è di !anoughty! ed è tratta da qui.

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