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Classifica rock/pop/electro 2009

Un anno di vite, tragedie e per fortuna buona musica

di Marco Delsoldato ~ 25/01/2010

Classifica 2009 rock pop electroQuesta è la nostra personale classifica dei dischi miglioridel 2009 in ambito rock, pop ed elettronica. Ma non vorrai certo perderti anche quella in ambito metal/hard/punk e la classifica generale!

 

Un anno, per la redazione di Kronic,  in bilico fra conferme (molte) e novità (qualcosa in meno). Nel dettaglio la maggiore caratteristica dei  (sempre ipotetici e criticabilissimi) dieci dischi dell’anno sembra essere il gusto della proposta: sia questa cantautorale, innovativa, dilatata negli strumenti o sporcata da qualche forma elettronica.

Così il fatto che tre album Constellationoccupino le nostre scelte non appare tanto sorprendente: vuoi per la coerenza compositiva dei Do Make Say Think e per la stravaganza indipendente dei Clues, anche se a segnarci, oggi, è quella disperazione autorale che Vic Chesnutt ha deciso di lasciarci comunque, dopo l’ultimo, terribile, natale. Un Bill Callahancosì ispirato forse non ce lo aspettavamo nemmeno noi, fans integralisti, ed il primo posto non è mai stato, nel concreto, in discussione. Sorprenderanno solo i distratti, invece, le conferme di Barzin e Balmorhea, ormai nomi importanti nello slow core più accessibile e nelle derive raffinate di un post rock in cui i Mono continuano a muoversi con qualità e convinzione.

Un peccato le assenze di Akron/Family, Wilco, Antony And The Johnsons, Megafaun e Dirty Projectors: tuttavia dieci erano le posizioni e qui le regole vengono rispettate (quasi) sempre. Telefon Tel Aviv (altre lacrime) e Fever Ray scattano nella scena elettronica, dove avrebbe meritato una citazione anche l’ottima uscita dei Broadcast. In Italia sembra essere ampiamente sopra la media il ritorno di Edda, eppure Giardini Di Mirò, Valentina Dorme, Dente e Roberto Angelini non hanno deluso le molte attese. Questo è, se vi pare. Così non fosse amici come prima. Almeno si spera.

 

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1) Bill Callahan – Sometimes I Wish We Were An Eagle

Bill Callahan riscopre la bozza dell'intimismo, senza per questo rinnegare un'evoluzione ormai compiuta... Gettando, nel mentre, lo sguardo verso il futuro. Come fanno i grandi.

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2) Do Make Say Think- Other Truths

un compendio fenomenologico della band canadese... Con purezza e sincerità. Aspetti che da certe parti non vengono dimenticati in base alle tendenze.

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3) Vic Chesnutt - At The Cut

Il combo canadese a nulla rinuncia, tuttavia la scelta orchestrale si adagia con maggiore decisione nelle pieghe introspettive ed addolorate di Chesnutt... E le sommità della musica ringraziano per essere state ancora illuminate.

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4) Barzin- Notes to an Absent Lover

le strette sospese possono essere dolorose, anche quando straordinariamente romantiche. E quelle di Barzin sono così...

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5) Edda - Semper Biot

L'Edda di oggi è un quarantacinquenne dall'immagine ripulita... ma dall'animo sempre tormentato e pieno di fantasmi che rendono Semper Biot... un album profondamente sofferto...

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6) Balmorhea- - All Is Wild, All Is Silent

carezze romantiche... quasi impercettibili e (non) per assurdo emotivamente assordanti... in una camera chiusa a chiave con doppia mandata, ma con le finestre aperte su panorami non infiniti eppure dilatati...

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7) Clues – Clues

... l'attitudine di chi, grazie a gusto e talento, sa rinnovare ciò che rinnovabile non dovrebbe esserlo per inerzia. Chapeau.

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8) Telefon Tel Aviv – Immolate Yourself

E' un salto di qualità, auspicato. Freddo solo nell'apparenza, incessante e frenetico nel rispetto dei dettagli... un album importante. Che resta (e non diventa) tale anche dinnanzi ad eventi di ben altro spessore.

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9) Mono – Hymn to the Immortal Wind

... fenomenologia post rock mai negata, solo, oggi, resa classica oltre ogni più rosea aspettativa...

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10) Fever Ray - Fever Ray

nato da una manciata di canzoni-pensieri, di melodie canticchiate sottovoce per non svegliare la creatura... il progetto Fever Ray è cresciuto, meravigliosamente... la logica continuazione del percorso The Knife...

L'immagine usata per la locandina è di !anoughty! ed è tratta da qui

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