Legati indissolubilmente al leader Andrea Van Cleef, i VC Continental arrivano all’uscita in Italia dopo essere passati prima dagli Stati Uniti.
Si parla di Depeche Mode e Hüsker Dü tra le influenze, e già questo pare un accostamento temerario, anche se non del tutto errato. Certe melodie della band di Bob Mould si ritrovano, anche se annacquate e sbiadite, ed il velo grigio nero di alcune cose di Dave Gahan e soci è palese, soprattutto per la matrice '80 riscontrabile in determinati passaggi figli dell’easy listening.
Il timbro del cantato deve più a Nick Cave che ai genitori ed al relativo DNA, risultando talvolta una semplice imitazione priva di poesia. Non mancano brani più tirati, con le chitarre ed i loro riff hard rock in prima linea. Riusciti? Prevalentemente no, più che altro piuttosto piatti, come gli arrangiamenti in genere degli undici pezzi, curati ma banali – escludendo Catherine Walks on the Water che si erge ad un passo, o due, dall’epicità dei Motorpsycho.
Il tutto sembra composto e suonato con grande mestiere e professionalità – la masterizzazione è stata affidata a Ray Staff, uno che ha lavorato solo con Rolling Stones e Led Zeppelin, gli ultimi arrivati insomma – ma non trova idee o intensità necessaria a rendere Red Sisters un prodotto che non assomigli ad un’operazione commerciale o poco più.