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Discorsi a ruota libera in occasione del Progressive Nation Europe Tour

Discorsi a ruota libera in occasione del Progressive Nation Europe Tour

Venti di questi anni…

di Eugenio Crippa ~ 15/12/2009
chi
Opeth
testuali parole
"Tutti hanno bisogno di musica, ma non sono in grado di valutare quanto."

Il passaggio in Italia degli Opeth in compagnia di Dream Theater, Bigelf e Unexpect, sul carrozzone del Progressive Nation Tour organizzato da Mike Portnoy, è un’ottima occasione per fare il punto della situazione su una delle band di punta della scena heavy metal a livello internazionale. Diciotto mesi sono trascorsi dalla release dell’ultimo Watershed, un periodo di intensa attività concertistica per un musicista che si appresta a festeggiare il ventennale della propria carriera artistica con una serie di eventi speciali appena annunciati su opeth.com. Incontrare e discutere con Mikael Åkerfeldt è sempre un piacere, anche perché è una persona che in ambito musicale, come diceva un artista nostrano scomparso pochi anni fa di sé stesso, ha poche idee, ma in compenso fisse.

 

Che cosa rende il progressive italiano così speciale, ai tuoi occhi o anche in generale?
Fondamentalmente si tratta di un genere che adoro anche in quanto collezionista, e mi capita ogni tanto di mettere le mani su qualche vostro disco, alcune band italiane erano più heavy delle altre europee, insieme alla Germania l’Italia aveva i suoni più grezzi e duri. Poi tieni conto che quando si tratta di vinili non capisco più nulla, a volte li compro – spendendo un bel po’ di soldi – solo perché sono così rari che li voglio assolutamente nella mia collezione, anche senza averli mai ascoltati prima. Comunque raramente si sbaglia in questi casi, alcuni di quei dischi sono tra i miei preferiti di sempre, come quelli di Circus 2000 e Museo Rosenbach.

Ricordo che in alcune vecchie interviste dicesti di non considerare i tuoi attuali compagni di tour e di etichetta, i Dream Theater, come una band importante e rivoluzionaria. Ora sembra invece che vi complimentiate a vicenda, forse perché supportarsi a vicenda non può che far bene.
Davvero? Dunque, a me i Dream Theater piacquero subito, non appena ebbi occasione di ascoltarli, e credo che la scena del cosiddetto “progressive metal” non esistesse nemmeno prima del loro avvento. Almeno per quanto mi riguarda, io non ascoltavo Watchtower, Fates Warning o simili, quindi i Dream Theater furono il mio primo ascolto prog-metal, e quando uscì il loro secondo album – Images & Words, nda – me ne innamorai subito. Li seguo da allora, ed anche se non hanno sempre pubblicato dei capolavori, in ogni disco ci sono almeno un paio di canzoni che mi piacciono veramente. Credo siano una band fondamentale nel loro genere; certo, a patto di capire cosa si intende col termine “progressive”…

Mi pare di capire che non stiano progredendo più di tanto, ultimamente…
Eh… Forse negli ultimi anni non si sono evoluti più di tanto, ma agli esordi furono senza dubbio qualcosa di mai sentito prima. Credo che ancora oggi stiano sperimentando nuove soluzioni, come in passato ad esempio fecero con Falling into Infinity. Ma lo confesso, ho cominciato a perdere interesse in loro, ed in generale nell’intera scena heavy metal, quando ho cominciato ad esplorare il progressive rock degli anni ’70.

Proprio qualche giorno fa si è diffusa su Internet la notizia secondo cui saresti al lavoro su un disco solista.
No, ho semplicemente detto che ci ho pensato, ma non sto scrivendo né registrando nulla al momento. Come spesso capita, la notizia è stata male interpretata, ed ora la gente si aspetta da me un disco solista. Sicuramente farò qualche tentativo, una volta tornato a casa, ma per me si tratta di pura sperimentazione: vorrei registrarlo e produrlo esclusivamente da solo, non ho mai fatto una cosa del genere ma credo di possedere tutto il necessario nel mio studio.

Veniamo agli Opeth, finalmente. Dalla pubblicazione di Watershed è trascorso un anno e mezzo, e siete ancora in tour.
Sì, in effetti non ci siamo quasi mai fermati in questi mesi, ma questo è l’ultimo lungo tour in supporto all’ultimo nostro disco, a parte qualche concerto sporadico che verrà prossimamente. Passerà un po’ di tempo prima di un nostro ritorno in Italia.

Ho notato che, a differenza di molte band, che sono solite produrre molto più materiale di quanto effettivamente venga poi pubblicato (inediti, b-side, outtake, remix…), gli Opeth hanno quasi sempre registrato lo stretto necessario alla realizzazione di un disco.
In effetti è vero, anche se questa volta l’etichetta ha voluto qualcosa in più per un’edizione speciale, ed abbiamo quindi, oltre a Watershed, tre cover ed un inedito in più. Ed anche la versione per sole tastiere e voce di Porcelain Heart, denominata Mellotron Heart. Il tutto perché, appunto, la Roadrunner Records ce l’ha espressamente chiesto.

Ma la cover di Would? degli Alice in Chains, se non sbaglio, al momento è disponibile solo come in formato mp3.
Sì, credo… Download digitale, qualcosa del genere, davvero non capisco queste scelte. Forse stanno pianificando un’edizione speciale dell’edizione speciale! Poco male, ormai gli stereo di ultima generazione riproducono anche gli mp3… Ma non sapevo sarebbe andata così, e questo [comportamento dell’etichetta, nda] mi ha infastidito un po’ sinceramente.

Di recente avete anche decretato la chiusura del vostro forum ufficiale, ospitato dai server di ultimatemetal.com. Qual è stata innanzitutto la ragione che ha portato, te in primo luogo, a chiedere che quel “luogo di ritrovo” venisse bloccato? Sempre che ti vada di parlarne…
Nessun problema. Io stesso frequentavo ogni tanto il nostro forum ufficiale, soprattutto per leggere le opinioni dei nostri fan, o farmi due risate con le ultime “creazioni” del thread “photoshopeth”. Purtroppo alcuni degli iscritti pare fossero lì solo per fare gli idioti, arrivando a pubblicare i link per scaricare i nostri album ancor prima della loro uscita ufficiale (ed infatti per quel motivo lo stesso forum fu temporaneamente chiuso nel 2005, all’epoca di Ghost Reveries). Fondamentalmente quello che manca in queste persone è il rispetto, e la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’offesa nei confronti di un nostro amico che era scomparso da pochi giorni. Questo mi ha fatto infuriare, ed ho deciso di non voler più pagare per mantenere attivo un posto frequentato da persone del genere.

Forse è anche conseguenza del fatto che gli Opeth oggi godono di un’esposizione maggiore che in passato soprattutto grazie ad Internet: oggi avete molti più ascoltatori, ma molto meno attenti e fedeli che in passato.
Vuoi sapere come la penso, onestamente? Forum, siti web, MySpace... Li farei chiudere tutti! Ok, una homepage ufficiale ci sta, ma per me sarebbe sufficiente avere un elenco dei nostri concerti su opeth.com e nient’altro. La musica oggigiorno gira tutta intorno a un fottuto link! Questo mi fa incazzare non poco. La gente crede di avere di più, quando in realtà si sta allontanando dal vero scopo della creazione di musica e del suo ascolto. Io stesso non sopporto il dover ascoltare qualcosa in streaming su Internet, ma in molti casi non c’è nessun’altra alternativa!

In una recente intervista Steven Wilson, mastermind degli inglesi Porcupine Tree, sostiene che le etichette discografiche, così come le conosciamo oggi, sono destinate a sparire dalla circolazione, e le persone torneranno a prestare attenzione agli interi album, anziché alle hit del momento scaricate da iTunes & Co.
Beh, sia Opeth che Porcupine Tree realizzano dischi, e non contano sul lancio di un singolo per vendere più copie…

Ma è quello che invece fanno le etichette, Roadrunner inclusa.
Purtroppo sì, lo fanno da sempre, perché hanno ancora una mentalità da anni ’80, e per certi generi e band funziona ancora, si vendono milioni di copie grazie alla canzone giusta. Ma questo non funziona nel nostro caso, e non vogliamo essere accostati a questo fenomeno. Semplicemente, non credo che la gente sia più in grado di dare abbastanza valore alla musica. Tutti ne hanno bisogno, ma non sanno valutare quanto. Altrimenti non avremmo questo incredibile proliferare di nuovi gruppi, che esplodono subito e vivono fino a quando quel poco che hanno realizzato glielo consente, per poi inevitabilmente sciogliersi.

Se gli Opeth sono lontani dalla mentalità sostanzialmente commerciale delle etichette, perché non vi mettete completamente “in proprio”?
Potremmo farlo credo, ma io non sono per niente un uomo d’affari. Quando si tratta di pura e semplice musica, do il massimo. Ma non posso occuparmi d’altro, contratti, percentuali, eccetera… non fanno per me. Mi interessa solo realizzare album ed avere qualcuno che li distribuisca in modo adeguato, indipendentemente dalla fama o importanza che un’etichetta può avere. In un mondo ideale mi piacerebbe produrre tutto dall’inizio alla fine, e poter addirittura scegliere in che formato pubblicare ogni nostra uscita. Ma questo significherebbe per me molto lavoro in più, ed io… ono solo un musicista!

Sempre a questo proposito, ricordiamo la recente vicenda del sito PirateBay, una delle più grandi BitTorrent community del mondo. Sono stati processati e, pur avendo perso la causa, in molti hanno manifestato in piazza a loro favore. I loro gestori, inoltre, sono svedesi, hanno fondato un partito ed ottenuto due seggi alle ultime elezioni per il Parlamento Europeo.
Sì, ma sono ridicoli a mio parere. Nel loro programma non c’è nulla che vada oltre il “free download”, ma non esiste un partito serio che non si occupi di salute, o di ambiente ad esempio. Quei voti sono andati sprecati: sostenerli significa credere in una vita trascorsa perennemente davanti al pc a scaricare qualsiasi cosa, il che non ha alcun senso. Sì, odio quella merda del cazzo!

E forse è ancor più frustrante sapere che si tratta di propri connazionali?
Anche. Ma volendo considerare il panorama heavy metal in generale, abbiamo molte band che possono contare sulla lealtà dei propri fan, parlo di chi ancora acquista i dischi originali e si presenta ai concerti. Non sopporto però chi rinuncia ad uno show dichiarando di essere “povero”, salvo poi uscire a bere con gli amici e comprarsi jeans da duecento euro senza la minima esitazione… Perchè non possono fare un fottuto download, di quelli! C’è stato un periodo della mia vita in cui io stesso potevo considerarmi povero, ma la mia dedizione verso la musica era tale da spingermi a trovare il modo per sopravvivere pur senza rinunciare ad essa. Questa situazione io la vedo piena di bugie e contraddizioni; rispetto le idee dei sostenitori del peer-to-peer, ma penso sempre che un giorno anche loro si renderanno conto che forse non è tutto meraviglioso come pensano. Ma la realtà non è nemmeno così terribile: ricordo con piacere una mia recente visita a Manchester, sono capitato in un negozio di musica molto affollato, che aveva a disposizione esclusivamente dischi in vinile! Dico queste cose non perché sono avido, semplicemente perché sono un musicofilo incallito!

E che mi dici dei bootleg, invece?
Nessun problema coi bootleg, per me è una questione completamente diversa. Anche se noi non ci guadagniamo nulla, non ho problemi con chi pubblica un nostro live non ufficiale. Invece non sopporto quelli che vendono materiale non ufficiale al di fuori del locale…

Temo che sia una realtà tipicamente italiana, questa.
Già, ed ogni volta ci viene detto che non è possibile fare nulla! Non li si può respingere perché tanto ritornano, in un modo o nell’altro. A far bene i conti, scopri sempre alla fine che nei tour in giro per l’Europa o gli USA è molto difficile anche solo andare in pareggio con le spese, perciò gran parte dei nostri guadagni si basano sulla vendita del merchandise ai concerti. Capisci quanto è frustrante, dopo venti anni di attività, ancora non avere certezze ogni volta che ci si imbarca in una nuovo viaggio. Non è per niente facile, anche per una band come la nostra, abituata ormai a suonare di fronte a moltissime persone ogni sera. Dobbiamo ancora lottare duramente!

Prima di chiudere, poiché probabilmente sarà difficile incontrarsi nuovamente a breve, ricapitoliamo gli appuntamenti dei mesi a venire.
Alla fine di questo tour trascorreremo una settimana a casa, quindi ci aspetta una data in Israele [a cui poi si sono aggiunte una manciata di date in Giappone ed Australia, nda] ed un paio in Grecia. Il prossimo anno celebreremo quindi i nostri venti anni di attività. Suoneremo all’incirca una decina di volte, tra primavera ed estate. Per ora è tutto.

si dice sul forum...

Gran bella intervista !
di arluno il 17/12/2009 1.54.50
Gran bella intervista !
di arluno il 17/12/2009 1.54.59
Bella intervista, Åkerfeldt è sempre un interlocutore intelligente. Capisco il punto sul p2p, ma è anche vero che molte band "di nicchia" senza blogspot sarebbero conosciute da poche decine di amici... e molte delle persone che ascoltano dischi da internet poi vanno sui siti delle etichette a prendersi il famoso vinile (e nell'elenco ci metto pure me stesso). Come dicono gli inglesi, questi erano i miei 2 centesimi.
di Karhu il 19/12/2009 16.52.05
Amo gli Opeth. Amo Mikael,la sua voce,il suo talento. Spero tanto che il nuovo album sia migliore dell'ultimo,buono,Watershed.
di Lazarus il 21/12/2009 10.21.14

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