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World Painted Blood

di Giancarlo Maero ~ 16/11/2009
Blood until the end

Lo stesso modo di comportarsi e presentarsi, sul palco quanto fuori dalle luci, di uno come Kerry King evidenzia che tra il fare e l’essere ci sono pochi gradi di separazione. Il disprezzo per le deviazioni e gli ammorbidimenti degli altri grandi del thrash sembreranno boutade per rimarcare chi è il più forte. Un modo di pensare quadrato, manicheo e giovanilistico se vogliamo, ma questo è. Punto.

L’altra faccia della medaglia è l’influenza degli Slayer su una percentuale schiacciante del metal venuto dopo. A questo punto, datata la musica o invecchiate le persone, qualche ragione l’avranno anche loro. E dunque, dovendo giocare con chi fa le regole, siamo noi ad adattarci e valutare le ultime prove degli Slayer col loro stesso linguaggio, che dopo God Hates Us All si è definitivamente rifatto diretto e quintessenziale, al servizio di un obiettivo semplice e palese. Nuda violenza e torbido disturbo.

Pragmaticamente, World Painted Blood assolve discretamente bene a questo compito, ancor meglio del precedente Christ Illusion, grazie al ritrovato Hanneman che con la sua scrittura più fluida e hardcore bilancia King – potente e affilato ma sempre tendente al monolitico. La diversificazione tra velocità, potenza e una consistente dose di melodia – arcigna e morbosa, non parliamo dei Metallica – rimanda a South of Heaven e Seasons in the Abyss, e lo si può prendere come un complimento, per quanto le variazioni non possano essere infinite e anzi le citazioni dai suddetti dischi siano a volte molto evidenti (Human Strain, Playing with Dolls). Si può discettare su dove finisca il classico e inizi il manieristico. La sostanza è che la spinta è ancora presente e sembra voler garantire perlomeno una vecchiaia più che dignitosa a questa istituzione del metal estremo.

Già, World Painted Blood dovrebbe essere il primo disco di una trilogia che concluderà la carriera degli Slayer, cosa dopo tutto buona e giusta visto che Araya continua ad avere problemi di salute e ammette tranquillamente che il genere e il suo immaginario renderebbero farsesca una band di cinquantenni acciaccati. Se questo è l’inizio della fine i quattro sembrano volersene andare mantenendo la loro rispettabilità, e possiamo cominciare ad abituarci all’idea con una certa serenità.

Di recente, nello stesso genere:

Artillery
When Death Comes
Atheist
Unquestionable Presence- Live at Wacken
Whiplash
Unborn Again
Revocation
Existence Is Futile

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si dice sul forum...

Recensione un pò minimale ,soprattutto riguardo i contenuti dell'album,musica e testi. Inizialmente non mi aveva troppo convinto,ma ascolto dopo ascolto,senza fretta,sta crescendo. Di sicuro è il disco più veloce dai tempi di reign in blood....
di Lazarus il 16/11/2009 10.31.10
Quel che dici della recensione è vero, ma il pezzo è volutamente minimale (l'ho anche voluto sottolineare nel testo) per seguire quello che ritengo il filo stesso degli Slayer e la mentalità con cui ci si deve confrontare con loro. Senza fronzoli nè sovrastrutture loro, idem l'approccio. Gli Slayer, dopo più di venticinque anni, non hanno certo bisogno di caratterizzazioni, anzi tante parole e frasi abusate afflosciano una recensione. Leggendo e scrivendo da anni ho visto la mia dose di espressioni trite. Mi viene la nausea a fare un track-by-track (roba da adolescenti fanzinari) o peggio infarcire l'articolo di "riff al fulmicotone", "assoli malati", "ritmica assassina" e banalità varie. Preferisco basarmi su quello che credo essere il concetto fondamentale e farlo passare al lettore, che tanto si dimenticherà il resto. I testi? A parte che non li ho integralmente, comunque mi pare che per gli argomenti valga lo stesso discorso fatto per la parte musicale. Niente di radicalmente nuovo, e non è una sorpresa.
di Giancarlo Maero il 16/11/2009 10.56.32
Uhm, nessun accenno ad una produzione che vorrebbe essere cruda e "live", ma risulta solo caotica e impastata. Un modo come un altro per camuffare la miseria di qualche riff/assolo vagamente memorabile e strutture ritmiche al minimo sindacale di fantasia. Vitalizio a parte, l'impressione è che Dave Lombardo stia ancora perdendo tempo con una band ormai impareggiabile soltanto dal vivo.
di Manzotin il 16/11/2009 10.56.35
"Recensione un po' minimale"... ahahah eh si, perchè sulla struttura dei pezzi e sui contenuti dei testi degli Slayer si possono proprio riempire le pagine di un libro invece... ;D Concordo in pieno con la recensione, però la prossima volta davvero, dilungati un po' di più a descrivere le stupende sfumature neoclassiche degli assoli di King o il forbito gergo con cui Araya declama i suoi aulici versi bucolici, altrimenti la gente mica riesce a capire come può suonare un disco degli Slayer... hahahaha... ;)
di Aeon il 16/11/2009 12.56.10
Aeon non so te, ma per me gli Slayer sono e rimangono una delle band 'cardine',soprattutto per quello che hanno 'creato' in passato con dischi che hanno fermato il tempo.Quindi considero ogni loro uscita discografica degna di attenzione particolare,tant'è vero che anche qui su Kronic l'hanno messa in evidenza sull'home page. Comunque si,alla fine la recensione ci può anche stare così com'è,magari un paio di righe in più per sottolineare il tipo di sound quasi 'in presa diretta' (e alle chitarre che secondo me mancano di potenza...un pò alla death magnetic....gli zampironi!!!).
di Lazarus il 16/11/2009 15.11.06
D'accordo con la recensione (una volta tanto :P). Ascoltato giusto per dovere di cronaca, ho scoperto che non mi dispiace affatto, anzi... sicuramente molto più dei scialbi due predecessori. E, francamente, i pezzi rallentati/atmosferici mi paiono quelli meglio riusciti, quindi per me sarebbero due pollici alzati se continuassero su questa strada.
di Karhu il 16/11/2009 15.42.49
L'unica spinta che trovo in questo album, cosi come nelle ultime uscite, è quella della sony. Lo scrivo a malincuore, ma gli Slayer sono ormai una band che oggi non ha più niente da dire. Manca la scintilla, ormai resta il solo freddo professionismo e le tante spese da coprire. Dall'inc@##o vado a metter su reign in blood, la mezzora più devastante che la musica conosca!
di TheHaunted il 17/11/2009 9.51.28

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