si dice sul forum...
Recensione un pò minimale ,soprattutto riguardo i contenuti dell'album,musica e testi. Inizialmente non mi aveva troppo convinto,ma ascolto dopo ascolto,senza fretta,sta crescendo. Di sicuro è il disco più veloce dai tempi di reign in blood....
Quel che dici della recensione è vero, ma il pezzo è volutamente minimale (l'ho anche voluto sottolineare nel testo) per seguire quello che ritengo il filo stesso degli Slayer e la mentalità con cui ci si deve confrontare con loro. Senza fronzoli nè sovrastrutture loro, idem l'approccio. Gli Slayer, dopo più di venticinque anni, non hanno certo bisogno di caratterizzazioni, anzi tante parole e frasi abusate afflosciano una recensione. Leggendo e scrivendo da anni ho visto la mia dose di espressioni trite. Mi viene la nausea a fare un track-by-track (roba da adolescenti fanzinari) o peggio infarcire l'articolo di "riff al fulmicotone", "assoli malati", "ritmica assassina" e banalità varie. Preferisco basarmi su quello che credo essere il concetto fondamentale e farlo passare al lettore, che tanto si dimenticherà il resto. I testi? A parte che non li ho integralmente, comunque mi pare che per gli argomenti valga lo stesso discorso fatto per la parte musicale. Niente di radicalmente nuovo, e non è una sorpresa.
Uhm, nessun accenno ad una produzione che vorrebbe essere cruda e "live", ma risulta solo caotica e impastata. Un modo come un altro per camuffare la miseria di qualche riff/assolo vagamente memorabile e strutture ritmiche al minimo sindacale di fantasia. Vitalizio a parte, l'impressione è che Dave Lombardo stia ancora perdendo tempo con una band ormai impareggiabile soltanto dal vivo.
"Recensione un po' minimale"... ahahah eh si, perchè sulla struttura dei pezzi e sui contenuti dei testi degli Slayer si possono proprio riempire le pagine di un libro invece... ;D
Concordo in pieno con la recensione, però la prossima volta davvero, dilungati un po' di più a descrivere le stupende sfumature neoclassiche degli assoli di King o il forbito gergo con cui Araya declama i suoi aulici versi bucolici, altrimenti la gente mica riesce a capire come può suonare un disco degli Slayer... hahahaha... ;)
Aeon non so te, ma per me gli Slayer sono e rimangono una delle band 'cardine',soprattutto per quello che hanno 'creato' in passato con dischi che hanno fermato il tempo.Quindi considero ogni loro uscita discografica degna di attenzione particolare,tant'è vero che anche qui su Kronic l'hanno messa in evidenza sull'home page. Comunque si,alla fine la recensione ci può anche stare così com'è,magari un paio di righe in più per sottolineare il tipo di sound quasi 'in presa diretta' (e alle chitarre che secondo me mancano di potenza...un pò alla death magnetic....gli zampironi!!!).
D'accordo con la recensione (una volta tanto :P). Ascoltato giusto per dovere di cronaca, ho scoperto che non mi dispiace affatto, anzi... sicuramente molto più dei scialbi due predecessori. E, francamente, i pezzi rallentati/atmosferici mi paiono quelli meglio riusciti, quindi per me sarebbero due pollici alzati se continuassero su questa strada.
L'unica spinta che trovo in questo album, cosi come nelle ultime uscite, è quella della sony. Lo scrivo a malincuore, ma gli Slayer sono ormai una band che oggi non ha più niente da dire. Manca la scintilla, ormai resta il solo freddo professionismo e le tante spese da coprire. Dall'inc@##o vado a metter su reign in blood, la mezzora più devastante che la musica conosca!