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 K. Meizter - Tetraphobia
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Tetraphobia

di Federico Tozzi ~ 27/10/2009
I freddi percorsi della paura

Il ritorno dello svedese K. Meitzer ci riporta in ambienti mentali freddi e minimali. L'elemento che più salta all'occhio sin dai primi ascolti è la capacità del progetto di non scivolare mai veramente nel dark ambient ma piuttosto di restare sempre molto più prossimo a un minimalismo elettronico sperimentale. La grande differenza con la maggior porte dei progetti di "genere" sta proprio nell'utilizzo del suono che non verte mai verso la realizzazione di un ambiente come ad esempio la gran parte dei progetti di scuola Cold Meat, ma al contrario punta sempre a rappresentare uno stato mentale, in questo caso di paranoia e angoscia.

Da K. Meizter pertanto non ci si deve aspettare partiture sinfoniche o strutture volte a creare visioni, quanto l'immersione in un percorso che ha al suo fulcro le sensazioni opprimenti di una mente che ha paura. Da qui uno stile "scivoloso" che attraversa i generi, passando da momenti minimali freddissimi, a stati quasi orrorifici fino a giungere come in Retroduction a partiture miniaml electro volte a realizzare la sensazione dell'ansia. Il percorso è continuo e non si torna mai indietro.

Tetraphobia risulta essere un buon lavoro che sa scavare nei meandri dei pensieri e soprattutto che sa usare bene le potenzialità di un genere senza perdersi mai durante il viaggio. Un album che magari non sarà per tutti ma che comunque si fa apprezzare per cura sonora e capacità emotiva.

Di recente, nello stesso genere:

Nurse With Wound
Paranoia in Hi-Fi
:Golgatha:
The Waste Land
Maurizio Bianchi & Claudio Rocchetti
Alienation
Satanismo Calibro 9
Supernova

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