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Forty Six Minutes, Twelve Seconds of Music

di Giulio Anichini ~ 11/09/2009
Quarantasei minuti di genio

I Jolly vanno ad inserirsi in quella schiera di accoliti della nuova frontiera del progressive che trova nelle sonorità alternative proposte dai Tool una più aggiornata fonte di ispirazione. Citiamo il primo gruppo che viene in mente ma si potrebbero anche tranquillamente menzionare gli essenziali Porcupine Tree, i Pain of Salvation, gli antesignani Fates Warning e qualche esponente del pop più colto (vedasi Radiohead e Muse).

Musica fondamentalmente riflessiva, da ascoltare in cuffia(*), calandosi nella sognante atmosfera di un disco complesso, ricercato, cerebrale, nel quale partiture soffuse e malinconiche (Inside the Womb) si alternano a momenti più aggressivi (Red Sky Locomotive) in un dualismo continuo e presente anche nei singoli brani.

Una proposta fra le più interessanti uscite ultimamente, anche se non priva di una certa presunzione che potrebbe rendere l’ascolto ostico a chi dalla musica si aspetta toni e messaggi diretti, essenziali. Insieme ai Frost*, i Jolly rappresentano indubbiamente una delle più alte espressioni artistiche (aggettivo che non amo usare a caso) del genere.

()*L’ascolto in cuffia è consigliato anche per un altro motivo, specificato dalla stessa band nelle note del booklet: la presenza dei toni binaurali (per sapere di che si tratta, leggete qui). Personalmente, a parte una produzione eccellente con suoni cristallini come pochi, non ho riscontrato grosse sorprese.

Di recente, nello stesso genere:

Dead Heroes Club
A Time of Shadow
Airbag
Identity
The Tangent
Down and out in Paris and London
maudlin of the Well
Part the Second

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si dice sul forum...

bhè,se mi citi tool,porcupine e frost*,direi che me li vado a cercare...mancavano gli oceansize e mi facevi strike ; )
di Ghost Dog il 11/09/2009 19.29.48
Corretto quanto dici sul dualismo. Eppure il tuo collega a questo proposito avrebbe detto "modalità alternative rock che vuole essere aggressivo ed allo stesso tempo dolce e riflessivo, naturalmente il più noioso possibile" ... forse è uno di quelli a cui l’ascolto è reso ostico e che "dalla musica si aspetta toni e messaggi diretti, essenziali", eh Anichini? ;-) I Jolly Mi hanno convinto su myspace e un po' sul loro sito (poco, lì, a dire il vero, troppo pochi secondi) ... e attendo che mi arrivino; trovo una buona speranza nelle tue parole. Parlo di "speranza" perché alcuni - per così dire - "incauti acquisti" come gli ultimi due dei Dream Theater li avevo fatti solo sulla fiducia... e dire che tutte le recensioni mi dicevano "attento a te!!!" Quindi bene :-) Spero di ritrovarmi d'accordo con te ;-))
di JFX il 12/09/2009 22.42.38
Ad essere onesto non ho ancora deciso se questo disco è un lavoro eccellente o un immenso autocelebrarsi di una band che, quanto a presunzione, non deve prendere lezioni da nessuno. La musica è obiettivamente di alta qualità però; sicuramente da ascoltare con grande attenzione.
di Giulio Anichini il 17/09/2009 0.10.48

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