Goodbye Ivan
The K Syndrome
Sindrome da delicatezza post rockL'esordio del progetto personale di Arnaud Sponar rappresenta alla perfezione quello che è il tratto distintivo di questa piccola label: musica delicata, dolce e raffinata. Dopo aver riproposto Sally Doherty ora tocca a Goodbye Ivan e al suo post rock soffuso e spesso mescolato a un jazz notturno.
The K Sindrome ha del post rock la crescita continua e silente, quel modo di entrare sottopelle sommesso per poi iniziare improvviso a scuotere senza però mai fare urlare, del jazz notturno al contrario possiede i momenti più impostati, quelli dove tutto rallenta e sembra quasi di poter vedere le foglie degli alberi ballare in una danza notturna tutta loro. Non tutto scorre ancora alla perfezione, perché è difficile rendere atmosfere così minimali per una durata di sessanta minuti ma si può parlare di un esordio riuscito che ha dalla sua canzoni che riescono davvero a coinvolgere. Album discreto tanto più se si pensa all'osticità del genere scelto.