Valentina Dorme
La carne
La maturità della poesia rockC'è Treviso al centro di questo nuovo album dei Valentina Dorme. Una Treviso affascinante come il set di un film di Tornatore che viene citata di continuo come sfondo di storie d'amore inquiete e malinconiche firmate da quel Mario Pigozzo Favero che, con la sua poetica estremamente cinematografica ed il suo stile narrativo, non sembra voler smentire la sua fama di grande scrittore di canzoni.
Qualcuno dirà che La carne è l'album più maturo fra quelli prodotti fino ad oggi dalla band trevigiana. Ed avrà ragione, con tutto ciò che questo comporta nel bene e nel male. Le malinconie di Pigozzo Favero sembrano infatti generalmente meno ossessive e violente rispetto al passato, incarnandosi in una serie di storie gonfie di una nostalgia più consapevole e compiuta ma non per questo consolatoria che sembra insinuarsi sotto pelle più lentamente ma altrettanto inesorabilmente. Allo stesso modo il suono del gruppo appare meno sporco ma al tempo stesso più robusto e decisamente hi-fi, alternando momenti in cui le chitarre stridono e la ritmica picchia compatta con altri in cui le atmosfere si dilatano per lasciare spazio alla melodia ed agli archi.
Un disco di melodie rotonde e compiute, di grandi canzoni rock dal sound massiccio e di affascinanti ballate d'autore di gran classe. Un disco maturo. Un lavoro che al primo ascolto colpisce per l'ottimo impatto sonoro e che col tempo conquista per il pregevole lavoro di scrittura.