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Il sotterraneo alchemico della vita

Il sotterraneo alchemico della vita

Raccontare l`esperienza personale attraverso la lente del surreale

di Giancarlo Maero ~ 30/05/2009
chi
Testing Vault
testuali parole
"Testing Vault sono IO, è solo un nome come un altro con cui mi faccio identificare… mi piace che il giudicare l`opera non sia indipendente dal giudicare l`autore… dimostra l`onestà dell`opera finita e non mi fa apparire un pagliaccio mascherato."

Come è già accaduto per la recensione, intervistare Testing Vault non poteva essere semplicemente un discorrere di un prodotto musicale. Più che di Testing Vault si è trattato di Daniele Santagiuliana. Che poi, giustamente e lodevolmente, sono entità coincidenti. Ma dunque anche entrare in questo mondo privato non poteva e non doveva avvenire col solito distacco. Ci riteniamo fortunati a riportare qui il succo di una discussione vera, creatasi su tempi propri e naturali, artigiana e fervente di passioni e sincerità.

Un aspetto di Testing Vault che emerge immediatamente è il tuo legame con la scrittura automatica, che hai detto di aver utilizzato per i titoli, ad esempio. Uno strumento tipico delle avanguardie del XX secolo, i surrealisti su tutti. In qual modo ti avvicini a questa tecnica e alle estetiche e metodologie avanguardiste?

Sono stato, prima di un musicista, un alunno davvero entusiasta di una Scuola d'Arte. Ero davvero esaltato per quello che facevo, e il Surrealismo colpì in maniera molto forte la mia immaginazione quando lo scoprii a circa 13, 14 anni... Era una visione della realtà senza schermate né artefatti: sogni, fobie, manie, concetti che venivano trascritti, cantati, urlati, trasposti in dipinti o sculture o "readymade", il tutto condito da una sincerità che mi colpì molto di primo acchito. Anche in seguito, questa idea e questo movimento mi rimasero stampati in fronte come un marchio a fuoco assieme al Dadaismo e onestamente, mi fecero sentire... sentire meno solo in qualche maniera. Ho sempre avuto certe predisposizioni ad una sorta di pensiero ed estetica, verso un tipo di umorismo, di lavori visuali e di concezione totale della vita molto mia, che solo POI ho scoperto aveva dei legami con alcuni degli Artisti come Tzara, Desnos, il primo Breton, Picabia (tutt'ora INSUPERATI, non diciamo che l'Arte Moderna è nuova ed innovativa ed eccitante, quando non è noiosa fa onestamente schifo nel 95% dei casi). Questo mi ha fatto crescere molto, e mi ha anche fatto sperimentare molto a livello artistico ed umano e mi ha convinto in un momento di forte crisi a fondare Testing Vault, che vedo come un'opera surrealista "in progress" ed in costante evoluzione.

Mi esercitai per anni a sognare e a ricordare e ad annotare il tutto, mi esercitai con la scrittura ed il disegno automatico, con performance e readymade, fino ad arrivare al punto in cui sono stato abile (e lucido, perché in realtà serve molta più disciplina di quanto si pensi per arrivare a livelli appena sufficienti di risultati per queste cose) a trasporre il tutto in musica, incorporando una mia estetica personale fatta di immagini e parole, oltre che di suoni... Più che “avvicinarmi” a queste tecniche, ho deciso di viverle da 5 anni 24 ore su 24 sulla pelle. Un mio caro amico, PR, che ha suonato come ospite su Tombstone Part One, una volta ascoltato l’intero lavoro e capito il concept, mi ha scherzosamente definito un “Post – surrealista, ma post solo per una questione di tempo”, ed è il migliore feedback che potessi ricevere, perché di questa avanguardia, rimasta un "exquisite cadavre" e che ha seminato molto, insomma, condivido tutto e sono orgoglioso di quello che sto vivendo.

C'è dunque anche un riflesso di questo processo, per così dire, di associazione istintiva anche nella composizione?

Riguardo alle canzoni di TV, posso dire che non riesco a comporre sempre. Devo avere il giusto umore, devo trovare un concetto. Il mio “metodo segreto” consiste nel trovare come prima cosa un TITOLO... dal titolo capirò come sarà esattamente la canzone a grandi linee, suoni compresi, per questo uso titoli a volte lunghi o comunque piuttosto altisonanti... Da lì prendo differenti sorgenti sonore e cerco di stravolgerle il più possibile o, al contrario, di lasciarle al naturale, e cerco di buttare fuori tutto quello che ho dentro, che magari mi fa stare male, in ansia, oppure qualcosa che mi può aver affascinato in un sogno... Spesso parlo delle mie composizioni come "esorcismi sonori": senza questo metodo, avrei dato via di testa! E’ un metodo estremamente differente dal (relativamente) semplice cut-up anche se gli è affine in diversi punti, ma è molto efficace!

In un certo senso spesso un'opera astratta compie un salto dalla materia direttamente a un'idea tagliando certe spiegazioni logiche, rendendo meno immediata la fruizione da parte dell’osservatore. Con due risvolti interconnessi: innanzitutto un'aderenza all'idea e all'interiorità dell'autore che è, in qualche modo, massimizzata e non mediata. Per cui il contatto è più difficile ma, se avviene, molto più diretto, insomma l'autore si scopre molto di più. Sei consapevole della tua esposizione, e come ti ci trovi? Il secondo aspetto è che la soggettività estrema comporta una quasi ingiudicabilità dell'opera in sè: valutarla è quasi voler esprimere un giudizio sulla persona stessa. The Laughing Torso è intriso di elementi autobiografici, di stati emotivi personali, più che di rappresentazioni inventate da canzone standard.

Testing Vault non è un'entità scissa dal suo compositore. Testing Vault sono IO, è solo un nome come un altro con cui mi faccio identificare. E, per forza di cose, gli argomenti trattati sono stati sin dall'inizio unicamente autobiografici. Anche se frutto di un sogno, è sempre un sogno mio. Sono onesto, mi piace che il giudicare l'opera non sia indipendente dal giudicare l'autore, questo è un ottimo segnale per cui ho cercato parecchio di creare un "link" simile. E’ una connessione ulteriore che trovi nel mondo dell'arte figurativa e non (e sempre meno nella musica), dimostra l'onestà dell'opera finita e non mi fa apparire un pagliaccio mascherato. La sincerità deve essere un punto cardine quando si crea, soprattutto se si fa un genere di musica simile, non mi piacciono i progetti di "folk apocalittico" o "industrial marziali" o altri generi dove TUTTO è frutto della fantasia... Ok, i voli di fantasia permettono grandi opere a volte, ma non sono quel tipo di autore in ogni caso. Sono consapevole della mia esposizione emotiva verso il pubblico, esattamente come David Tibet nei primi Current 93, o Jhonn Balance, o Rozz Williams, o Nico nei suoi lavori solisti, fanno tutti voli di fantasia tenendosi saldamente ancorati alle proprie esperienze di vita, e così faccio anche io. Ma personalmente, sarà perchè vedo che parlare pubblicamente dei miei demoni li allontana ogni volta... La sincerità verso chi mi ascolta è una cosa che voglio dare alle persone, e forse è una delle cose non si trova più molto in giro, non sembra più "cool" ammettere di avere emozioni e debolezze, tutti sono arroganti superuomini Nietzschiani... è estremamente triste.

Altra nota: la ripetuta componente fecale e sessuale nei titoli e frasi d'accompagnamento, riecheggiata anche (volontariamente?) nel tuo pseudonimo dANi/ALvo, che se scomposto per maiuscole e minuscole dà "ANAL" e "divo". Mi puoi parlare di questi aspetti?

E’ tutto pensato al millesimo, ed è un'altro modo di legare questo mio essere sfaccettato a quello che faccio. In diversi altri progetti come "guest musician" ho anche impiegato altri diversi pseudonimi o il mio vero nome. Ogni cosa ha la sua connessione. Dani, o dANi che dir si voglia, è semplicemente il mio nome. Per Alvo il discorso è più complicato: in Italiano "Alvo" è una parte dell'intestino che ci aiuta a defecare, e qui il mio voleva essere un omaggio sia ai Coil di Scatology che alla scatologia di cui Salvador Dalì andava pazzo da un certo periodo della sua vita in poi, ma in diverse enciclopedie mediche, curiosamente, sta ad indicare anche una piccola parte anatomica interna all'utero che nutre il feto durante i mesi di gravidanza, ed è un richiamo positivo alla vita... Incredibile come due parti abbiano lo stesso nome e siano eppure così distanti. Poi in spagnolo Alvo indica anche un "bersaglio da tiro", e adottai questo nome quando in effetti vivevo un periodo particolarmente nervoso e un po’ paranoico della mia vita. Poi so che in qualche dialetto messicano è anche un insulto molto volgare e lo adottai come una sorta di difesa e di prima critica verso me stesso e i miei lavori, in modo da spingermi a fare meglio... Insomma, ci sono molteplici ragioni, anche anagrammando lo pseudonimo dANi/ALvo tra maiuscole e non ottieni ANAL divo oppure ALAN void... e così via.

Tutta la complessa concezione dello pseudonimo almeno in parte conferma connessioni e interessi con gli ambiti fecali, sessuali, diciamo in genere molto corporei e corporali, molto presenti nell'arte del XX secolo. Ma cosa ti porta personalmente a tale interesse, consciamente e inconsciamente?

In parte questi miei pseudonimi confermano in effetti che consciamente sono molto interessato e legato emotivamente a triplice mandata, come dici tu, a differenti connessioni e interessi sia con l'avanguardia surrealista di Salvador Dalì o con Max Ernst, Duchamp o Picabia, che con altri vari tipi di correnti con forti connotazioni corporee, come l'azionismo viennese di Hermann Nitsch o di Rudolf Schwarzkogler, e così via. Anche perchè è in effetti l'approccio che ho sempre avuto con tutte le forme di Arte io stesso. Pur non automutilandomi o eseguendo azioni così estreme, prendo del materiale e lo tratto come Nitsch tratta la carne morta da macello, cerca una "purezza" attraversando un ipotetico “universo” di sangue, viscere, nudità... Anche se con un risultato molto differente ed apparentemente pacato, il mio procedimento, sorprendentemente, è lo stesso.

Inconsciamente non ho idea del perché di questa attrazione. So solo che mi è sempre piaciuto sporcarmi le mani per lavorare a qualsiasi livello, mi piace, senti quello che stai facendo fino in fondo... forse essendo cresciuto in un ambiente contadino sin da piccolo mi ha fatto amare i contatti viscerali con la terra e con ciò che le è legato, ovverosia la vita.

Perciò qual è il tuo approccio con la componente fisica, concreta, materica dell'arte?

Il mio approccio all'Arte è come lo senti nella musica: cerebrale eppure parecchio fisico, non nascondo che distruggo diverse cose mentre creo sia quadri che musica ed entro quasi in trance, non so mai cosa faccio esattamente, è una estrema vitalità che si manifesta con qualsiasi mezzo... Sono particolarmente attratto dagli oggetti vecchi, quella è la mia materia preferita su cui lavorare.

Un altro punto importante è il concetto stesso di avanguardia. Cosa è avanguardia oggi, considerando l'abuso di tale etichetta per qualsiasi cosa non suoni linearmente rock o “fatto con le chitarre”? Esempi classici vengono dai gusti di molti goth-fan, che paiono attaccati a quanto poteva essere nuovo o diverso 25 anni fa. Per mutuare una tua espressione, è come se che nel giro dark si ricicli un cadavere magari anche squisito, ma senza volerlo sotterrare affinchè la sua decomposizione fertilizzi nuovi piante.

Effettivamente sono ambizioso e mi piacerebbe che il mio operato possa essere considerato non tanto "d'avanguardia", ma più una cosa inaspettata, che lasci dentro all'ascoltatore una sensazione intensissima... Per esempio, quando sentii il main theme di Twin Peaks a 5 anni circa, rimasi folgorato ed ammaliato da quella musica, ecco la sensazione che vorrei dare a chi mi ascolta... Uno dei complimenti più belli su The Laughing Torso viene da un parigino che ha un negozio di dischi e fa il dj. Un giorno, mi scrive, arriva un ragazzo e chiede di sentire il mio disco, che va in diffusione per l'intero negozio, e dice "alla fine un'altra copia l'ho dovuta prendere anch'io, nel negozio si era creata un'atmosfera così particolare che ho avuto le stesse emozioni che ebbi da giovanissimo quando per la prima volta ascoltai Horse Rotorvator dei Coil". Ecco, questo è splendido, non sei derivativo, ma riporti solo delle emozioni intense a galla. Poi, alla fine della fiera, le etichette in sé sono una brutta bestia. L'Avanguardia odierna, almeno nel campo artistico e in quello musicale in parte, è da nascondersi sotto terra. A volte capisco perchè certi tengano in piedi, per dirla coi "gotici", Sisters Of Mercy o Sex Gang Children piuttosto che, non so, i Last Days Of Jesus: se le "nuove leve" di questo millennio sono fiacche e ancora non riescono a portare qualcosa che i grandi non abbiano già fatto e strafatto, beh, anch'io mi tengo stretto Rozz Williams!

Il futuro. Ho visto che hai in ballo nuove idee, che comprendono anche l'uso di altre persone. Mi chiedo quindi come affronti quello che è un concetto tanto diverso dalla perfetta solitudine e come strutturi la collaborazione con altri.

Ci sono effettivamente molte cose in ballo, quindi partirò elencandoti i progetti che ho messo in piedi dall'inizio di quest'anno: innanzitutto entro a breve uscirà la chiusura ideale del concept che ho aperto nella mia testa con The Laughing Torso a nome Testing Vault, ovverosia Phantasmagoria, un EP davvero speciale. Mi sono avvalso della collaborazione di due miei cari amici di lunga data: il primo è Alex G., ex batterista e addetto ai nastri e non solo dei Rosemary's Baby e Konya Dance: già questo credo che possa darti un'idea di quanto questa musica sarà un pugno nello stomaco. Per le parti vocali invece il tutto sarà recitato in greco da un mio amico, ballerino di Butoh e interessato agli eunuchi. Poi, per riprendermi dalla fatica di quell'EP, un vero “tour de force psichico” (è come vedere un film di Lynch con le orecchie... è davvero molto forte) ho remixato 5 tracce per  Black Sun Productions da The Impossibility Of Silence per una futura pubblicazione in un cd-r limitato e fondato con PR, il mio amico che ha suonato in una traccia di The Laughing Torso, un progetto di elettronica molto leggera, influenzati da Techno Animal, il dub originale di King Tubby, dai Suicide e dai Prodigy in qualche modo, cercando di rimanere sempre personali comunque ma divertendoci come pazzi, inserendo quello che in TV manca la maggior parte delle volte: il ritmo, spezzettato, portato avanti e srotolato... In una settimana abbiamo registrato e ho prodotto 45 minuti di musica davvero “trippy” col monicker Citizen Insane, che quest'autunno sempre su Anarcocks avrà il suo esordio in una digital release (una piccola anticipazione su www.myspace.com/citizeninsanedub). In più sto lavorando ad un grandissimo collettivo pieno di artisti nostrani e non provenienti da moltissime realtà differenti come Albireon, Ryan Gaumer, Condanna, Andi Sex Gang e così via, per una sorta di movimento artistico musical-visuale chiamato The Edgar Allan Fish Memorial Center. La musica sarà molto diversa dal solito, anche se visto come stanno andando le cose credo che l'album – previsto per il 2010 – sarà comunque a monicker Testing Vault, perchè in troppi grossi nomi hanno accettato per poi scomparire (giustamente sono impegnati, non li biasimo, sono dei cari amici e hanno la loro strada personale in primis a cui render conto!), così credo che sarà una raccolta di canzoni dove potrò sfogarmi a livello vocale...

Come faccio a collaborare con tutte queste persone e progetti? Potrà far ridere ma è così: a comandare nel mio terreno, sono sempre io!

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Testing Vault
The Laughing Torso
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