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 Ancient Dome - Human Key
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Punishment18 / Masterpiece
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Human Key

di Nico Segantin ~ 18/05/2009
Here we go again...

Con l’album d’esordio per i lombardi Ancient Dome, ci troviamo di fronte ad una band che suona un revival thrash metal, che paga un evidente tributo ai fenomeni della Bay area in un epoca ormai remota che corrisponde alla fine degli anni ’80. Va detto che il disco non ha un suono malvagio, tutto è però decisamente troppo derivativo e scarsamente pregno di personalità perché possa appassionare fino in fondo anche il più strenuo die-hard fan di queste sonorità.

Penalizzano il tutto una voce ed una produzione che non sempre sono all’altezza del compito assegnato loro (si fa particolare riferimento ai vocalizzi dalla traballante pronuncia in Ancient Dome o al suono a volte eccessivamente legato e “legnoso”) e, nonostante occorra rilevare come siano presenti momenti anche buoni nell’economia generale del disco (la melodica Cold September e l’energica Architect of Dreams), il risultato finale finisce per non convincere appieno e per lasciare piuttosto insoddisfatti considerando che i vent’anni trascorsi da quando erano in auge queste sonorità sembrano essere trascorsi quasi invano... come se, nel frattempo, non fosse mai emerso alcun altro spunto con il quale arricchire un genere che nonostante tutto conta ancora qualche appassionato sincero, che tuttavia finirà anch’egli per abdicare di fronte a proposte così dogmatiche.

Di recente, nello stesso genere:

Artillery
When Death Comes
Atheist
Unquestionable Presence- Live at Wacken
Whiplash
Unborn Again
Revocation
Existence Is Futile

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si dice sul forum...

Per me il recensore ha toppato alla grande! Il pregio di quest'album sta proprio nella proposta originale e innovativa che propone la band. Human Key non è il "solito" album di thrash trito e ritrito, qui troviamo un gruppo che ha voglia di sperimentare e cercare nuove soluzioni, i brani sono ragionati, tecnicamente validi e non si sentono ricicli da altre band come detto all'inizio della rece (ad esclusione della sola Cold September, che ricorda Prisoners of Fate dei dimenticati Heathen). La mia impressione è che il recensore abbia solo sentito l'album e si sia limitato a giudicarlo solo dopo un ascolto superficiale. Quest'album è da apprezzare per le sue molteplici sfaccettature che non si possono carpire al primo o al secondo ascolto ma necessitano di ascolti attenti e dettagliati, il pregio dell'album sta proprio qui, ti consiglio di riascoltarlo
di thrasher il 21/07/2009 11.00.39
Per me il recensore ha toppato alla grande! Il pregio di quest'album sta proprio nella proposta originale e innovativa che propone la band. Human Key non è il "solito" album di thrash trito e ritrito, qui troviamo un gruppo che ha voglia di sperimentare e cercare nuove soluzioni, i brani sono ragionati, tecnicamente validi e non si sentono ricicli da altre band come detto all'inizio della rece (ad esclusione della sola Cold September, che ricorda Prisoners of Fate dei dimenticati Heathen). La mia impressione è che il recensore abbia solo sentito l'album e si sia limitato a giudicarlo solo dopo un ascolto superficiale. Quest'album è da apprezzare per le sue molteplici sfaccettature che non si possono carpire al primo o al secondo ascolto ma necessitano di ascolti attenti e dettagliati, il pregio dell'album sta proprio qui, ti consiglio di riascoltarlo
di thrasher il 21/07/2009 11.01.12

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