Sulle prime, ero del parere di catalogare Seven Steps of Stonenella sezione Dischi pretenziosi di band che se la menano oltremisura. Ma, ascolto dopo ascolto, qualcosa mi ha trattenuto e fatto in buona parte tornare sui miei passi. E, nello specifico, quel quidche ti spinge sempre a dare ad un disco un'ulteriore chance di passare nel lettore che, di solito, contraddistingue gli album con qualcosa in più.
Perché, sicuramente, Seven Steps of Stoneè un disco estremamente pretenzioso. E, probabilmente, gli Aleph se la menano anche un po', cercando di mischiare death, heavy, power americano e doom. Ma, per una volta, se la menano a ragion veduta, perché ascolto dopo ascolto Seven Steps of Stonecresce in modo costante, man mano che si fa l'orecchio allo stile della band e l'apparentemente inestricabile matassa del primo acchito si dipana e lascia intravedere le intricate trame sottostanti.
A cavallo tra Amorphis ed Helstar, tra Iced Earth e Cirith Ungol, gli Aleph sono un gruppo che o si ama o si odia. Io non sono arrivato ad amarli, ma di certo non verranno rimossi da iTunes impietosamente come tanti prima di loro ...