Gea
From Gea with love
Sempre in fuga"L’apprezzamento per chi vivacizza la corsa è cosa dovuta", si diceva su queste pagine raccontando "Bailamme generale", precedente prova discografica dei Gea.
Ebbene: a tre anni abbondanti di distanza e dopo un ennesimo cambio di etichetta e formazione, fa piacere constatare che la voglia di accendere la bagarre non è per nulla scemata, nella band bergamasca. Anzi, in questi anni il trio sembra aver frequentato la scuola dei Michele Coppolillo, dei Cacaito Rodriguez e dei Perez Cuapio: gente rimasta nel cuore di tanti sportivi proprio per la condotta di corsa coraggiosa e nervosa ai limiti della follia; uomini abituati a stare costantemente in fuga, sempre pronti ad accendere la miccia anche sul più banale dei cavalcavia e lottare fino alla morte anche per il più insignificante traguardo volante.
Fuor di metafora: i Gea hanno probabilmente scelto di fregarsene definitivamente di ogni regola di un ipotetico (inesistente) mercato ed abbandonarsi più che mai all'istinto. Da qui probabilmente, fra le altre cose, la scelta di distribuire il disco solo in formato vinile (per quanto venduto con allegato in omaggio il cd dello stesso) e l'impulso, dopo tre dischi completamente in italiano, di inserire in questo nuovo lavoro anche tre brani in inglese ed uno in francese.
Non si allarmino comunque i fans della band: i Gea non sconvolgono la propria natura; semplicemente, con questo nuovo disco, si concedono una produzione più asciutta rispetto al passato e decidono di viaggiare più che mai a briglia sciolta, pensando un po' meno alla "canzone" in quanto tale e più all'impatto della stessa, abbandonandosi ad un sound chitarristico più grezzo ed incisivo che mai ed andando così a comporre nove brani che colpiscono duro macinando riff aggressivi, sonorità rock spigolose e testi più che mai gonfi d'ironia.
Certo, un direttore sportivo severo rimprovererebbe ai ragazzi il fatto che, quando si hanno gambe per puntare al traguardo, sarebbe bene concentrare meglio le energie. Ma a volte è bello fregarsene di tutto quanto: godersi la follia di uno scatto su un cavalcavia a cento chilometri dall'arrivo o alzare semplicemente il volume al massimo e lasciarsi spettinare dallo stridore delle chitarre.
In fondo, come diceva qualcuno, è solo rock'n'roll...