Però c’è qualcosa di buono in una classifica. Intanto per noi che torniamo su quello che è stato un anno e col beneficio del tempo abbiamo una seconda opportunità per confermare o rettificare meditazioni, gesti impulsivi e cazzate varie. E poi speriamo anche per voi. Avrete qualcosa da ridire senz’altro – ci mancherebbe! Ma chissà che, vedendo questa lista, non diate un’opportunità a chi davvero la merita. Non noi scribacchini, ma loro, i musicisti. Se sono qui, ci sono davvero piaciuti tanto…
Nonostante la presenza di dischi d’area gotica nella classifica generale, quella di settore non c’è. La ragione è l’evidente calo nel contributo a quest’area da parte nostra: avrebbe avuto poco senso fare una classifica con un’offerta tutt’altro che esaustiva. Anzi, questa è l’occasione per ribadire la nostra disponibilità a integrare nuove forze in redazione. Fatevi avanti se vi sentite competenti e entusiasti abbastanza.
E buon 2009! Stiamo ascoltando per voi.
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1) Matt Elliott - Howling Songs
Ed alla fine è ancora poesia da nuovo millennio conscio. Poesia isolata e solitaria. Nell'intimo rabbiosa, urgente e vivida per la personale commozione (e comprensione).
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2) Portishead - Third
Un disco che sembra nato per stupire con effetti speciali tipo “ooh, il nuovo corso dei Portishead”. Eppure, un disco che non potremmo immaginare diverso, segno importante di un tempo vile e devastato, separato e incastrato con maestria lontano dai momenti (altrettanto vili e altrettanto devastati) da cui si erano mossi Beth Gibbons e soci quasi quindici anni fa.
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3) Neronoia - Il Rumore delle Cose
Impressionante. Dopo poco più di un anno da "Un mondo in me", lo sforzo comune delle menti di Canaan e Colloquio, genera un nuovo parto congiunto, coacervo di sensazioni di disagio e malessere, magnificamente messe in musica.
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4) Intronaut - Prehistoricisms
La sensazione che questo sia un disco in divenire tanto quanto la band che l’ha prodotto è, per una volta, non un sinonimo dell’etichetta liquidatrice “disco di transizione”, ma un plauso carico di soddisfazione e insieme di aspettative.
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5) Genghis Tron - Board up the House
“Board up the House”, barricate casa vostra e chiudetevi dentro, ignorate i Genghis Tron e andate sul sicuro. Oppure osate e premiate chi osa, non importa che voi ascoltiate metal, hardcore, electro o IDM. Perché i Genghis Tron osano.
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6) Bahntier - Venal
Oggi, Stefano Rossello è solamente più maturo poiché nel corso degli anni è indubbiamente cambiato. E noi con lui. Ciò che non muta, invece, è la qualità della sua proposta sebbene cambino forma e sostanza.
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7) Jex Thoth - Jex Thoth
“Jex Thoth” è un oracolo, una creatura solitaria, appartata dalla realtà, votata alla propagazione di una tradizione esoterica che, attraverso la spiritualità di suono e parola, vuole essere un antidoto alla materia violenta e spietata che dà forma a questo mondo.
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8) Tricky - Knowle West Boy
Sconsigliatissimo a chi ha il gusto sintonizzato su un solo genere musicale, o sull’intransigenza di qualche vacua sottocultura contemporanea.
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9) Gregor Samsa - Rest
Un`obliquità pallida, dove il crescendo non è mai enunciato, se non tramite una continua assuefazione alla narcolessia emotiva, vissuta da rintocchi ed accenni, più affine alla simbologia dei Low che dei Codeine.
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10) Tobias Sammet's Avantasia - The Scarecrow
...ecco che Tobias sforna un album, una volta di più, impressionante. Per completezza e varietà. Per songwriting. Per feeling. Per qualunque altra cosa vi venga in mente. Lasciate quasi del tutto da parte le ultime vestigia di power metal, “The Scarecrow” è un gran disco di hard&heavy...
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11) Le Luci Della Centrale Elettrica - Canzoni da Spiaggia Deturpata
Vasco Brondi, l’uomo dietro Le Luci, ha l’aria di uno che ha capito davvero qualcosa, o almeno, se non ha capito, descrive bene quello che vede.
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12) Albireon - I Passi di Liù
Liù deve morire ma non deve essere dimenticata. Perchè una volta cresciuti non si può fare a meno di lei. Perchè una volta diventati roccia si scopre la nostalgia per quando ancora si credeva nei sogni, e allora Liù ritorna...
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13) Frost* - Experiments in Mass Appeal
Ulteriore tassello in una discografia che entra di diritto nella storia dei maestri del prog, i Frost* sanno proporsi con una veste a loro modo inedita ed assolutamente originale...
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14) Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra & Tra-La-La Band - 13 Blues fcor Thirteen Moons
L`ennesima speranza offerta da chi, oggi, è molto più che una splendida eccezione del panorama musicale.
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15) Southern Lord - etichetta
Non un disco, un'intera etichetta. Perchè più che le singole uscite (non necessariamente sempre eccezionali di per sè), è il modo in cui da un nucleo identitario proliferi una rosa di proposte impressionante per quantità di idee e varianti, inserita in un progetto musicale, grafico e commerciale (non cadiamo dal pero, suvvia) di successo al punto di far parlare di sè fuori dalla propria nicchia. Sempre restando riconoscibile nella sua obliqua concezione di rock, estremismo e sperimentazione, dalle molteplici collaborazioni generate dai Sunn O))) (Pentemple, Ascend, Dømkirke) alle derive pastorali degli Earth passando per il rock tonante e deviato dei Boris.
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16) Terror - The Damned, the Shamed
Definiti già come gli ideali discepoli degli Agnostic Front, i Terror sono diventati già dal loro debutto “Lowest of the low” una delle band più rappresentative della scena di Los Angeles e non solo... una band che con il passare degli album diventa sempre più cosciente del proprio valore e delle proprie capacità di scrittura.
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17) Meshuggah - obZen
Per i Meshuggah non esiste nulla di più terrificante dell’esistenza vissuta nella banalità, intesa non come ciò che ovvio o mediocre, ma come mancanza di idee sulla vita, sugli altri, su se stessi. “obZen” rappresenta pertanto da parte loro un’affermazione di solidità e intransigenza...
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18) Our Brother The Native - Make Amends, for We Are Merely Vessels
Un disco che va al di là delle definizioni e che esprime al tempo stesso, angoscia e tranquillità in un ossimoro inevitabile ma reale.
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19) Micah P. Hinson - And the Red Empire Orchestra
Non potendo ancora concludere la sua battaglia, Micah decide di conficcarsi per l`ennesima volta la musica nel cuore. Solo i movimenti sono leggermenti diversi, più curati e precisi. Ma ciò che conta è l`ipnotismo ed il nostro sguardo non ha alcuna intenzione di abbassarsi.
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20) Mogwai - The Hawk Is Howling
Nel marasma emozionale è esaltata (ancora) la personalità della scrittura, (ancora) la capacità di rendere istintivo il sentimento -alla faccia di chi lo giudicava annacquato-, (ancora) la resa concreta dell’evocazione. E (ancora) chi criticava criticherà, più per testardaggine che per convinzione. Noi, lo avrete capito, stiamo bene. Ancora.
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21) Kip Winger - From the Moon to the Sun
... un lavoro che, comunque, eleva Kip Winger al rango di musicista di caratura superiore alla media e che si impone come uno dei momenti musicali più emozionanti dell’anno in corso.
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22) Offlaga Disco Pax - Bachelite
E, tanto per i fan quanto per i detrattori, un disco del genere può solo rafforzare le posizioni. Per quanto ci riguarda, fa piacere constatare che, ad ora, gli Offlaga stanno comodamente vincendo due a zero.
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23) Qntal - VI - Translucida
… in concomitanza di un’accentuazione della componente elettronica senza, però, sradicare le “ventennali radici medievali”, mostra un Michael Popp finalmente consapevole dei limiti legati all’eccessiva complessità di quelle composizioni figlie del suo passato.
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24) Septic Flesh - Communion
... un disco che, sebbene nel segno della continuità, potrebbe rappresentare la consacrazione definitiva della band greca in termini di ispirazione e songwriting... i Septic Flesh tornano sulle scene dopo diverso tempo e lo fanno con un disco di livello qualitativo altissimo...
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25) Position Parallèle - Position Parallèle
Grande groove, melodie retrò, cantato rigorosamente in francese e una capacità pazzesca di trasformare in una hit ad alto tasso di ballabilità brani che in mano ad altri probabilmente sarebbe scivolati nell`anonimato.
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