Mentre anche il vostro macellaio si è ormai fatto un account su Facebook (fondando il gruppo "Quelli che dicono è vitello piemontese invece è manzo irlandese alla diossina", o, a scelta, anche quest'altro), e Rupert Murdoch si sta mangiando il fegato perchè Myspace, dopo averlo pagato 580 milioni di dollari, ora non se lo fila più nessuno, playlist.com contende a last.fm il ruolo di "social network passabilmente utile di cui forse sentiremo ancora parlare tra sei mesi".

Forse perchè non è un vero e proprio social network, o meglio: la solita manfrina del crea-il-profilo, scrivi-il-messaggio, tagga-la-foto, contatta-un-amico, eccetera eccetera costituisce solo una fett(in)a del panettone nel suo insieme. Il cui scopo nel mondo virtuale è invece quello di costituire (riportiamo dal sito direttamente):
"an information location tool similar to Google® and Yahoo!® but devoted entirely to the world of music. Our purpose is to help you find and enjoy music legally throughout the web in the same way that other search engines help you find webpages, images, and other media"
Che per quelli che masticano poco la lingua della perfida Albione (come diceva quello là) significa: "fornire uno strumento simile a Google e Yahoo!, ma dedicato interamente al mondo della musica".
Playlist.com è quindi:
- un motore di ricerca di mp3 e altri file multimediali
- che vi consente di salvare i risultati (le canzoni) in una o più playlist
- di condividere le playlist create su siti e altri social network.
- ...e il tutto in maniera legale! Pazzesco!
Musicisti ed etichette discografiche possono inoltre aggiungere i link ai loro futuri grandi successi, e poi stare a vedere in quante playlist vengono prese in considerazione...
Per provare il potente mezzo, abbiamo creato anche noi una compilation, Xmas Songs, 30 canzoni per un Natale alternativo. Ovvero, quando anche AC/DC, Ramones, Weezer, Sex Pistols, Bon Jovi, Snow Patrol, Twisted Sisters e altri non hanno resistito a sfornare qualcosa dedicato alla principale festa dell'anno.