La tradizione hard rock italiana, quella dei Vanadium e della Strana Officina, passa necessariamente per i Wine Spirit, arrivati al loro terzo album ufficiale ma già con tanta esperienza sulle spalle. Depositari del verbo heavy rock ottantiano, i tre meneghini assemblano undici brani in cui convergono influenze multiple del genere, dal groove purpleiano di "The Underachiever", al metal classico marchiato NWOBHM di "You'll Be Mine", passando per un hard più elegante e weastcoastiano che alimenta la bella opener "Like a Sinner" e la power ballad "It Ain't Easy".
Tutto ciò non significa affatto che ci troviamo di fronte ad un minestrone dal gusto alterato da troppi sapori mescolati assieme; c'è raziocinio e scaltra pianificazione nella musica dei Wine Spirit ma, soprattutto, la convizione dei propri mezzi fornita da anni di vita sul palco e negli studi di registrazione.
Forse un po' troppo retrò in certi frangenti, "Three of a Kind" riesce comunque ad essere piacevole anche per le orecchie delle nuove generazioni, quelle, per intenderci, che Pino Scotto lo hanno visto per la prima volta solamente sugli schermi di Rock TV.