Stati Uniti. Metà degli anni ’60. Se fossimo lì, Tricky si starebbe contendendo il primato di numero 1 della Stax con Otis Redding. Di giorno. Durante la notte invece, lavorerebbe in studio per superare in potenza gli archi di “Hot Buttered Soul” di Curtis Mayfield. Ma oggi, nel 2008, Tricky dimostra comunque di avere qualcosa a che spartire con questi signori: la capacità di reinventare la black music come pochi altri. L’intensità del carattere e l'istinto lo hanno portato, a volte, verso scelte musicali discutibili (“Juxtapose”) o semplicemente un po’ flosce (“Vulnerable”).
“Knowle West Boy” invece è la prova di un gusto sopraffino che ha ritrovato sicurezza nei suoi mezzi. Un disco che, con arroganza e strafottenza, dimostra di ‘funzionare’ su qualsiasi coordinata stilistica. Vuoi un po’ di folk blues? Magari con un bel duetto stile call and response? No problem. Ti farò rimpiangere il fottuto Ray Charles. Anzi. Ci ficco dentro pure un riffone hendrixiano e un riffone d’archi. Che ne dici?
Dico che il risultato potrebbe essere pacchiano, tamarro; che la percentuale di testosterone potrebbe portare fuori strada, tra papponi sovrappeso e donnine coi tacchi a spillo. E invece…succede che “Puppy Toy” funziona da dio. La cosa più stupefacente (ed entusiasmante) è che Tricky mette nella stessa canzone una quantità di roba incredibile, ma tagliuzzata a dovere, organizzata come un patchwork sporco di cenere e kebab.
Il risultato è pauroso anche quando si cambia completamente strategia. “Past Mistake” ha bisogno solo degli archi e di qualche nota di pianoforte, per costruire un’atmosfera plumbea e profana che non fa rimpiangere “Hell is Around The Corner”. Ma poi altra canzone, altro genere; e altro trionfo. “Coalition” è un rap organizzato sul pulsare distorto del basso. Stavolta Tricky se la canta tutta da solo: fa cantare (quasi) un intero album agli altri, poi ecco che ti arriva con la classica, esaltante prova di bravura. Non contento, prende il suo stesso freestyle e lo moltiplica sulle tracce, ingolfa il ritmo della base, rilascia tensione ma trattiene ogni facile risoluzione. Anche questa volta potrebbe risolversi in una schifezza è invece…funziona talmente bene da farti rimpiangere i primi dischi del Wu Tang Clan.
“Knowle West Boy” è un disco che si prende tutto. Il soul metropolitano della Stax e della Motown, l’hip hop più viscerale, il blues di Leadbelly; ma poi va oltre ogni definizione etnocentrica della musica. Per cui, pigliatevi pure il gelido free city rhymes di “Far Away” (Block Party, non ci arriverete mai) e, in chiusura, il country folk di “School Gates” (potrebbero essere Mark Lanegan e Isobell Campbell; ma pure loro, ci arriveranno mai?).
Sconsigliatissimo a chi ha il gusto sintonizzato su un solo genere musicale, o sull’intransigenza di qualche vacua sottocultura contemporanea.